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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Dopo aver riconosciuto la crisi politica della poleis, nella Repubblica Platone progetta per i suoi contemporanei un modello di città costruita e governata secondo giustizia: Kallípolis, che in greco significa la città bella.   A fondamento della nuova città c’è l’idea di giustizia ed essa si realizza solo quando c’è armonia tra le classi di cittadini che la compongono. 

L'esistenza di diverse classi nella società è collegata per Platone alla natura stessa dell'anima come descritta nel mito della biga alata https://www.phedros.com/wp-content/uploads/2016/04/Phedros-biga-alata-e1460132985693-1024x653.png L’anima di ogni individuo infatti è composta di tre parti quella concupiscibile, irascibile e razionale. La parte concupiscibile è rivolta al soddisfacimento dei bisogni primari; quella irascibile spinge l’uomo a difendersi e ad aggredire; quella razionale è la parte che deve governare le altre due. La vita dell’uomo deve essere governata dalla parte razionale dell’anima e quella cuncupiscibile deve obbedire. La parte irascibile si deve alleare con quella razionale per imporre la disciplina agli istinti disordinati. La divisione in classi dipende da quale componente dell’anima prevale nell’individuo.

Gli individui in cui prevarrà l’anima concupiscibile saranno produttori, lavoratori, mercanti, contadini che con la loro attività provvedono al sostentamento materiale dello Stato ideale perché il loro fine è il perseguimento del piacere. La loro caratteristica è il desiderare, e la virtù che gli è propria e la temperanza intesa come obbedienza.

Gli individui in cui prevarrà l’anima irascibile saranno guerrieri o custodi, il loro compito è difendere lo Stato, il loro fine è l'obbedienza e il rispetto della legge. La loro virtù è il coraggio.

Gli individui in cui prevarrà l’anima razionale saranno governanti o filosofi, il loro compito è di guidare lo Stato, allo stesso modo in cui l'anima razionale guida l'uomo. La loro virtù è la sapienza e il loro scopo è la ricerca del Bene. 

Vedi, ripresi, che poco fa indovinavamo giusto considerando la temperanza simile a una specie di armonia? - Perché mai? - Perché essa differisce dal coraggio e dalla sapienza, che si trovano questo in una parte dello Stato (nei guerrieri), quella in un’altra (nei governanti). La giustizia o temperanza invece [...] si estende allo Stato tutto intero e fa cantare insieme, all’unisono, su tutta la scala, i più deboli, i più vigorosi e i mediani. (Platone, Repubblica)

Se dunque tra le classi vi è armonia, sophrosyne ovvero accordo (i produttori obbediscono ai governanti e ai custodi; i custodi obbediscono ai governanti; i governanti governano per il bene pubblico e non per interesse privato) si realizzerà la giustizia.

https://www.platon.it/storia/wp-content/uploads/2016/02/tripartizione_platonica.jpg

La forma di Stato ideale è l’aristocrazia, ma non intesa come governo dei nobili, bensì dei sapienti, dei filosofi che sono appunto i migliori.

Il modello ideale lo Stato può degenerare in forme corrotte di governo. Platone ne enumera quattro, in ordine di progressiva gravità:

governo timocratico: poiché è basato sull’onore (timé) e sull’ambizione di pochi, nei cittadini al potere domina l’anima irascibile;

governo oligarchico, cioè di pochi (olígoi): poiché è basato sull’amore per le ricchezze, nei governanti prevale l’anima concupiscibile;

governo democratico, cioè del popolo (démos): poiché è basato sul capriccio dei singoli, è caratterizzato da disordine, indisciplina, invidia per chi comanda;

governo tirannico: poiché è basato su un capo-popolo che si impadronisce del potere per il proprio interesse personale, si caratterizza per la demagogia.

Affinché lo Stato funzioni Platone suggerisce l'eliminazione della proprietà privata e la comunanza dei beni per le classi superiori affinché, al di là dei propri interessi, facciano fronte alla gestione della cosa pubblica. I governanti-filosofi sono simili ai nocchieri, che sono esperti nella guida della nave. Può dirigere lo Stato soltanto un uomo che abbia dignità e grandezza d’animo, generosità e buona disposizione verso gli altri, virtù che si acquistano con una buona educazione e un lungo sforzo. I futuri guardiani e governanti pertanto non possederanno niente di proprio, così che si possano occupare interamente della comunità. Non avranno beni personali, né una famiglia. Mogli e figli saranno in comune, cosicché anche le proprietà altrui saranno sentite come proprie.

I governanti sono scelti tra i guardiani migliori, tra i 20 e i 30 anni. La persona più adatta a governare è chi, pur essendone competente, non ne ha desiderio, perché non ha da accumulare ricchezze per la propria casata. Questa persona è il filosofo: egli sa cosa è bene per lo Stato, ma preferisce una vita dedicata alla ricerca della verità piuttosto che l’ambizione delle cariche pubbliche. Proprio per questo è la persona che, messa al governo, non userà il potere per scopi personali

L'educazione del Filosofo

Lo Stato platonico deve provvedere all’educazione dei cittadini: ciascun bambino è avviato alla professione per cui dimostra maggiore attitudine. Tutte le classi sociali (produttori, guerrieri e governanti) sono addestrate dalla nascita a pensare il bene collettivo. E ciò in base alla natura che li predispone a controllare gli interessi egoistici e passionali, in nome della ragione: ai futuri produttori sarà impartita un’educazione prevalentemente tecnica https://www.greciaroma.com/wp-content/uploads/2023/07/Mestieri-nellAntica-Grecia.png  ai guardiani l’educazione del corpo, con la ginnastica https://romeguides.it/wp-content/uploads/2021/12/olimpiadi_grecia_antica-711x400.jpg, e dell’anima, con la musica https://orsomarsoblues.it/wp-content/uploads/2022/08/musica.jpg; ai futuri governanti-filosofi, oltre alla ginnastica e alla musica, è riservato un lungo apprendistato scientifico e filosofico https://www.bellacalabria.org/wp-content/uploads/2021/01/pitagora-2.jpg. Nella parte centrale della Repubblica, Platone, si dedica a delineare i compiti e l'educazione del filosofo. Il filosofo è colui che ricerca la conoscenza nella sua totalità. È per questi ultimi che Platone costruì l'Accademia, essa era riservata esclusivamente ai filosofi.

Platone ha una concezione elitaria dell'educazione filosofica. L'Accademia si configurava come una comunità nella quale lo scolarca (il primo fu Platone) e allievi convivevano insieme. Il metodo d’insegnamento era dialogico, e la conoscenza orizzontale, ovvero maestro e discepoli dialogavano dei temi di interesse sulla scia dell'insegnamento socratico. La formazione si basa sullo studio dell’Aritmetica (arte del calcolo), la Geometria (scienza degli enti immutabili), la Astronomia (scienza del movimento ordinato e perfetto) la Musica (scienza dell'armonia). Dall'educazione dei filosofi, Platone esclude l'ARTE raffigurativa come la pittura.

L’arte imitativa come la pittura mima la realtà sensibile. Ma la realtà sensibile a sua volta è copia imperfetta di quella intelligibile: allora l’arte è imitazione di un’imitazione e ci allontana ancor più dalla verità. Essa ci inganna perché ci induce a credere che l’imitazione è la realtà, fingendosi specchio fedele della realtà.

 Per questo nella città ideale sarà proibito ai poeti di rappresentare favole in cui gli dèi si comportano peggio degli uomini volgari, per evitare che i fanciulli li prendano a modello e imparino a comportarsi male come gli dèi:

Occorre dunque esaminare se questa gente, per avere incontrato questi imitatori, si è fatta turlupinare e se, vedendone le opere, non si accorge che sono lontane tre gradi dall’essere e facilmente eseguibili da chi ignori la verità (perché quegli imitatori producono apparenze e non cose reali). (Platone, Repubblica)

Anche se l’arte non ha valore conoscitivo, può avere un valore educativo se messa al servizio della filosofia. Guidata dalla sapienza filosofica, l’arte può indurre le anime degli uomini, fin da fanciulli, a imitare la virtù e a familiarizzare con i retti insegnamenti della ragione. Pertanto nella Repubblica, il personaggio di Socrate propone di cercare fra gli artisti coloro che siano di animo nobile e che sappiano seguire il richiamo di ciò che è bello e armonioso.

Introdotti allo studio della matematica e della geometria, si allenano al ragionamento astratto, fino a quando, a 35 anni, sono istruiti nella dialettica e nella ricerca delle idee. Dopo il tirocinio militare, a 50 anni, i più meritevoli assumono il governo dello Statohttps://cabiriams.com/wp-content/uploads/2019/05/scuola-di-atene-copertina.jpg  

 

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