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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Tre passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d'amore, la ricerca della conoscenza, e una struggente compassione per le sofferenze dell'umanità. (Russell, Autobiografia)

Dalla Regina Vittoria a Lenin (1872-1914)

Bertrand Russell nacque a Ravenscroft nel Galles il 18 maggio 1872. http://www.laricerca.loescher.it/images/stories/arte_musica/Bertrand_Russell_bambino.jpg

Era il figlio minore di John Russell e Kete Stanley due anticonformisti e liberi pensatori. Entrambi morirono giovanissimi lei nel 1874 e lui nel 1876. Il piccolo Bertrand rimase orfano a ad appena 4 anni e con suo fratello Frank fu affidato, dal tribunale, ai nonni, malgrado i genitori avessero chiesto l’affidamento a dei loro amici. Dall’America dove si trovava la famiglia nel febbraio del 1876 i fratelli Russell arrivarono nella casa dei nonni Pembroke Lodge.

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Pembroke Lodge faceva parte del patrimonio della Corona e prende il nome da Lady Pembroke che diede conforto a Giorgio III nella sua follia. La regina Vittoria d’Inghilterra l’aveva donata in uso frutto alla famiglia Russell nel 1840. Essa confinava con la tenuta reale di Windsor. La residenza è storicamente nota per essere stata il luogo dove si decisero i piani dell’invasione della Crimea.

La sua famiglia apparteneva alla nobiltà britannica da secoli. Nel 1683 un antenato della famiglia Lord Wiliam Russell aveva dato la vita contro il dispotismo degli Stuart con la conseguenza che da quel momento la famiglia Russell partecipò attivamente alla rivoluzione del 1688 e fu per questo insignita del titolo ducale da Guglielmo III. Il nonno di Russell, Lord John era stato sue volte primo ministro inglese e due volte segretario della regina Vittoria. Diversamente i genitori erano due personaggi alternativi, troppo alternativi anche per la corrente liberale inglese dei whig. Erano approdati in America nel 1876 aderendo alle idee democratiche. Il padre aveva partecipato alle campagne per il controllo delle nascite e questo gli era costato il seggio al parlamento britannico. La madre era stata una femminista convita. In Russell più che l’educazione morigerata ricevuta dalla nonna, il nonno, infatti, mori poco dopo il suo arrivo nel 1878, furo i geni dei genitori ad emergere poco alla volta.

Bertrand trascorse gli anni dell’infanzia e della giovinezza in un ambiente improntato sul rispetto della tradizione e sull’austerità puritana. La nonna di Russell Frances Anna-Maria Elliot-Murray-Kynynmound era di 23 anni più giovane del nonno (lo aveva sposato dopo che questi era rimasto vedovo della prima moglie) e fu la figura centrale della sua infanzia. Lady Russell era una scozzese presbiteriana, con un carattere estremamente timido, legata all’ambiente vittoriano era estremamente moralista: a proposito dell’amore ricorda Russell ella lo considerava come una sorta di dovere reciproco tra mariti e mogli, escludendo da esso ogni possibile forma di attrazione di altro tipo, e sollecitata sull’argomento affermava «non credo che l’affetto tra marito e moglie sia un sentimento valido quanto l’affetto dei genitori verso i figli, perché a volte ha in sé un che di egoistico». A Pembroke l’unica cosa apprezzata era la virtù a discapito dell’intelletto, della salute, della felicità e di qualsiasi altra cosa appartenesse alla sfera mondana. Oltre alla nonna paterna egli frequentò la nonna materna Lady Stanley (il nonno era già deceduto) abitava a Londra e Russell racconta ebbe l’opportunità di frequentarla dall’età di sette anni, ma la disinvoltura degli Stanley strideva con la timidezza di Russell, egli racconta che a 12 anni la nonna li chiese se avesse letto alcuni libri di divulgazione scientifica e visto che nessuno era stato oggetto della sua lettura ella esclamo «non ho nipoti intelligenti». Era razionalista e di cultura illuminista, era cresciuta a Firenze dove il padre aveva un incarico come ministro. https://www.hoteldany.com/wp-content/uploads/2015/07/firenze1.jpg

Nella sua autobiografia scrive che egli da bambino amava i Russell e temeva gli Stanley, ma poi con il tempo l’atteggiamento mutò. Ai Russell doveva la sua timidezza, la sensibilità e l’inclinazione alla metafisica, mentre agli Stanley vigore, buona salute ed ottimismo un eredità che Russell affermerà sembrargli migliore della prima.

In questo clima Bertrand cresce lontano dal divertimento e della socialità, egli si descrive come un ragazzo solitario, timido e pedante, ma non privo di quell’intelligenza e curiosità che l’avrebbe caratterizzato per tutta la vita. Racconta che mentre passeggiava sul lungomare con sua zia Agatha osservando la tenacia con cui le patelle http://pikaia.eu/wp-content/uploads/2015/03/imgarticolo.jpg rimangono attaccate alla roccia chiese: «zia le patelle pensano?» lei rispose «non lo so», al che lui ribatte «dovresti informarti». Nell’inverno del 1880-81 mentre si trovavano a Bournemouth la governate tedesca affermo che chi non credeva in babbo natale non avrebbe ricevuto regali e il piccolo Russell scoppio a piangere perché non riusciva «a credere in un simile personaggio». https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2016/10/babbo-natale-sacco.jpg

A undici anni Bertrand Russell comincia a studiare la geometria con l’aiuto del fratello:

Fu uno dei grandi avvenimenti della mia vita, inebriante come il primo amore. Non avrei mai immaginato che al mondo ci fosse una cosa così splendida. Quando ed io ho preso il quinto teorema, mio fratello disse che in genere lo si considerava difficile, ma io non gli avevo riscontrato alcuna difficoltà. E quella fu la prima volta che cominciai a pensare di possedere un minimo d’intelligenza. Da quel momento fino a quando Whitehead e io terminammo i Principia Mathematica, e avevo trentotto anni, la matematica costituì il mio interesse dominante è la mia principale fonte di felicità. Ma come tutte le felicità, non era perfetta. Mi era stato detto che Euclide dimostrava le cose, e rimasi molto deluso dal fatto che iniziasse con dei postulati [indimostrabili]. Dapprima rifiutai  di accettarli, a meno che mio fratello non me ne offrisse un valido motivo, ma lui dichiarò: "se non li accetti non possiamo andare avanti", e siccome desideravo proseguire, pur riluttante li accettai pro tempore. (Russell, Autobiografia)

Durante l’adolescenza Russell s’impegno in una investigazione sistematica dei principi della religione. Pur non condividendo il materialismo integrale giunse a diciassette anni a ritenere impossibile la vita dopo la morte, senza però negare l’esistenza di Dio, ammessa in virtù dell’idea di causa prima. Ma malgrado ciò contrastasse con i suoi principi a diciotto anni giunse alla conclusione che nemmeno Dio poteva essere ritenuto ammissibile, e ciò lo turbo moltissimo perché i sentimenti religiosi a cui fin da piccolo era stato educato entrarono in contrasto con il libero giudizio della sua intelligenza. Determinate per l’abbandono della credenza in Dio fu la lettura dell’Autobiografia di Mill dove si mostrava la circolarità dell’argomento teologico a proposito della causa prima:

a diciotto anni tuttavia, poco prima di andare a Cambridge, lessi l'autobiografia di Mill, mi imbattei in un brano dove si narra che suo padre gli aveva insegnato che la domanda "Chi mi ha creato?" non può avere risposta, in quanto essa implica immediatamente l'altra: "Chi ha creato Dio?". Questo mi indusse ad abbandonare l'argomento della causa prima e a diventare ateo. (Russell, Autobiografia)

Negli stessi anni Russell studia l’italiano per poter leggere Dante e Machiavelli. Affianco a questi studia la logica di Mill, solo anni più tardi scoprì che suo padre e sua madre erano stati molto legati alle idee di Mill.

Nel 1890 si iscrive al Trinity College di Cambridge dove ottiene grazie a Alfred Norton Whitehead la borsa di studio. Pare che Whitehead avesse truccato le carte per far vincere Russell perché aveva visto in lui una genialità che andava oltre i voti raggiunti nelle prove. Oltre all’amicizia con il prof. Whitehead, che in certo senso determinò parte della sua vita, a Cambridge finalmente Russell si trovò a suo agio, dirà più tardi che la vita lì gli “calzava come un guanto”. Si laureò nel 1894 e scrisse il Saggio sui fondamenti della geometria per ottenere la fellowship, ovvero divenne ricercatore, sotto l’influsso degli idealisti, in particolare di Mc Taggart, cosa che Whitehead non apprezzò, ma poi grazie all’amicizia e alla collaborazione con G. E. Moore se ne distaccò approdando ad una visione realista. E in questo periodo che Russell costrui la teoria delle relazioni con Moore, ma mentre il primo ne diede solo un’esposizione generale, Russell tento di costruirvi sopra una vera e propria teoria della conoscenza. Sempre nel 1894 si sposò con la sua prima moglie Alys Pearsall Smith. Soggiornò in Germania dove raccolse documenti sul partito social democratico che lo portò a scrivere il suo primo libro nel 1896 La socialdemocrazia tedesca. Divenuto ricercatore nel 1895, nel 1896 si recò prima in America e poi in Italia.

L’evento più significativo della sua vita arrivò nel 1900. Nel luglio di quell’anno, in occasione dell’Exposition de Paris, si tenne a luglio il Congresso Internazionale di Filosofia.

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Russell e Whitehead decisero di prendervi parte e lì Russell incontrò Giuseppe Peano. Peano aveva avuto come Frege l’idea di costruire un linguaggio matematico fondato sulla logica. Ricorda Russell:

Durante le discussioni del congresso mi resi conto che era sempre più preciso di tutti gli altri e che in tutte le discussioni risultava invariabilmente il più brillante. Con il passare dei giorni mi convinsi e questo doveva dipendere dalla sua logica matematica e pertanto mi feci dare da lui tutte le sue opere e non appena il congresso si chiuse mi ritirai Fernhurst per studiare in tutta tranquillità tutto ciò che lui i suoi discepoli avevano scritto. Mi resi conto che il suo metodo di nozioni forniva quello strumento di analisi logica che per anni avevo cercato, e che studiando l'opera sua mi stavo impadronendo di una nuova e potente tecnica per il lavoro che da molto tempo desideravo fare. Alla fine di agosto conoscevo a fondo tutto il suo lavoro della sua scuola. Trascorsi il mese di settembre a estendere il suo metodo alla logica delle relazioni. Se vi ripenso mi sembra che durante tutto quel mese ogni giornata fosse calda e piena di sole. I Whitehead furono i nostri ospiti a Fernhurst e io illustri a lui le mie nuove idee. Ogni sera discussione si incagliava in qualche ostacolo, e ogni mattina mi accorgevo che la difficoltà della Sera precedente si era risolta da sola, durante la notte. Fu un periodo di ebbrezza intellettuale. (Russell, Autobiografia)

Dopo essersi appropriato del simbolismo di Peano ed averlo applicato alla sua teoria delle relazioni, Russell inizia la stesura dei Princìpi della matematica che pubblicherà nel 1903 e che segneranno da un lato il suo ingresso trionfale nella storia della logica e della filosofia, dall’altro l’inizio di un periodo di crisi in parte dovuto ai risultati da lui individuati e in parte dagli avvenimenti che lo circondarono. I risultati degli studi compiuti tra il 1900 e il 1903 sono approfonditi nella sotto sezione Il logicismo e il paradosso di Russell.

Russell e la moglie Alys vissero a casa di Whitehead per un certo periodi e un giorno Russell assistette ad un attacco di cuore della moglie dell’amico, questo fatto lo turbo profondamente e come egli scrisse nella sua autobiografia:

Da quanto mi ero sposato la mia vita emotiva era stata calma e superficiale. Mi ero scordato di tutte queste questioni più profonde, accontentandomi di frivole arguzie. All’improvviso mi sentii mancare il terreno sotto i piedi e mi trovai altrove (Russell, Autobiografia)

Questo evento segno anche l’inizio della crisi sentimentale con la moglie che andò progressivamente sempre più peggiorando, tranne un breve momento di stabilità intorno al 1905. Dal punto di vista intellettuale Russell era frustrato dalle contraddizioni che aveva rinvenuto nella logica e alle quali non riusciva a trovare una soluzione.Fortunatamente le schiarite del 1905 gli fecero intravedere una soluzione. Da prima scrisse il saggio Sulla denotazione che rappresenterà un pilastro per la filosofia analitica e per tutta la filosofia del linguaggio della pima metà del ‘900. Al contempo inizio la stesura dei Principia Mathematica con Whitehead una vera e propria opera monumentale dove trova ampio spazio la teoria dei tipi logici che rappresenta la sua soluzione al paradosso delle classi.

Fu un periodo di ebbrezza intellettuale. Le mie sensazioni somigliano a quelle che si hanno dopo aver scalato una montagna avvolta nella nebbia quando, raggiunta la vetta, d'un tratto le brume si dissolvono e il panorama si offre nitidissimo, per un raggio di 40 miglia. Per anni avevo cercato di analizzare gli elementi fondamentali della matematica, quali sistema i numeri cardinali. D'un tratto nel giro di poche settimane, scopri quelle che mi parvero risposte definitive a problemi che per anni erano rimasti per me insoluti. (Russell, Autobiografia)

Sempre in questo periodo entro in contatto con una gran vastità di personaggi e si avvio timidamente alla partecipazione politica. Nel 1904 ospita l’amico John Keynes di cui avrà sempre una grande stima. In seguito affermerà che se i governati avessero veramente letto la sua opera la crisi del ’29 si sarebbe potuta evitare.

Keynes aveva la mente più acuta e limpida che mai abbia incontrato. Quando discutevo con lui ero costretto impegnarmi al massimo e di rado ne uscivo senza l'impressione di aver fatto la figura dello sciocco. (Russell, Autobiografia)

Nel 1907 si candida per Unione delle donne nella circoscrizione di Wimbledon. E si batte strenuamente per il suffragio femminile. Stava per diventare candidato del partito liberale, ma il suo agnosticismo non lo consenti. Nel 1908 diviene membro della Royal Society e nel 1910 viene chiamato ad insegnare al Trinity College di Cambridge. Nel 1910 Russell incontra la moglie del candidato liberale Philip Morrell, Lady Ottoline Cavendish. Nel corso della campagna Russell rimane sempre più affascinato da Ottoline finché rendendosi conto che ne era innamorato, e lei di lui, mise fine al suo matrimonio che era ormai già profondamente logoro. Sempre nello stesso periodo tiene una serie di lezioni nelle principali università americane. Nel 1912 arriva a seguire il suo corso, su indicazione di Frege, Ludwig Wittgenstein con cui ebbe un’amicizia che durò diversi anni anche se tra i due non vi fu sempre comprensione sulle questioni filosofiche.

Russell nel 1913 pubblica il piccolo saggio I problemi della filosofia che, insieme al saggio ricavato da alcune sue lezioni La conoscenza del mondo esterno del 1914, rappresenta i fondamenti della sua epistemologia, almeno per quanto riguarda la sua filosofia fino alla prima guerra mondiale. Va notato che in seguito Russell modificherà alcuni elementi del suo pensiero in particolar modo rinuncerà al platonismo e renderà più laica la sua adesione al realismo e alla filosofia del senso comune elaborata da Moore. Tuttavia manterrà ferme alcune idee come la critica all’idealismo e all’empirismo ingenuo.

La relazione tra Russell e Ottloline influenzò profondamente il carattere del filosofo inglese, egli racconta che essa era una donna alta e bella, con una voce meravigliosa e una volontà di ferro e che ebbe su di lui un’influenza benefica:

Rideva di me quando assumevo atteggiamenti cattedratici o pedanti, e quando ero dittatoriale nella conversazione. A poco a poco mi guarì dalla convinzione che il ne fosse tutto il ribollire di ogni sorta di perversità che solo un ferro autocontrollo poteva tenere a freno. Mi rese meno egocentrico, meno incline a fare il moralista. Aveva uno spiccato senso dell'umorismo e mi resi conto del pericolo di suscitarlo senza volere. Mi rese molto meno puritano è molto meno ipercritico di quanto fossi. (Russell, Autobiografia)

Tuttavia la relazione tra i due fu turbata dai limiti imposti dalla moglie Alys e da Philip per evitare scandali e problemi legali, imposero, infatti, che Ottoline e Russell non potessero mai passare la notte insieme. Malgrado queste limitazioni la loro relazione proseguì, ma già durante il viaggio che Russell compì a Boston per tenere il ciclo di lezioni poi raccolte nel testo già citato La conoscenza del mondo esterno, la relazione si incrinò a causa di una infatuazione del filosofo per una giovane ragazza di Chicago, che aveva conosciuto frettolosamente anni prima come studentessa ad Oxford, ella che quando seppe dell’arrivo di Russell lo invitò a casa della sua famiglia già nota a Russell. Al rientro dall’America tuttavia Russell per breve tempo riprese i rapporti con Ottoline, malgrado entrambi stressati dalla situazione avessero deciso di trasformare la loro relazione in amicizia; la loro relazione si interruppe definitivamente nel 1916. La giovane ragazza di Chicago raggiuse Russell in Inghilterra ma il filosofo inglese era in quegli anni preso dalla lotta per il pacifismo e poté incontrarla poche volte, ella per giunta fu colpita da una malattia grave che le procurò una paralisi e anche la perdita di lucidità mentale. Russell rimase profondamente addolorato e ricorderà in seguito che se non fosse stato per la prima guerra mondiale sicuramente i due avrebbero vissuto una felice relazione.

Da Freud a Einstein (1914-1944)

Russell trascriverà nella sua autobiografia che la prima guerra mondiale segnò un vero spartiacque nella sua vita. Mentre il periodo tra il 1910 e 1914 fu un momento di transizione caratterizzato dall’influsso di Ottoline, lo scoppio della prima guerra mondiale fu una “cura di ringiovanimento” intellettuale (paragonata la guerra a Mefistofele, egli disse di sentirsi come il Faust di Goethe), egli infatti iniziò ad allontanarsi dalla logica, che assaporava ormai come stantia, e scoprì in sé l’esigenza di dedicarsi alle vicende umane.

Mi trovavo a Cambridge nelle calde giornate della fine di luglio e non facevo che discutere con accanimento della situazione politica con chiunque mi capitasse a tiro. Mi sembrava impossibile che le nazioni europee commettessero la pazzia di scatenare una guerra, ma non dubitavo che se la guerra fosse davvero scoppiata, Inghilterra sarebbe stata trascinata a parteciparvi. Sentivo invece, con tutta l'anima, che il nostro paese doveva rimanere neutrale e così indussi molti professori membri dei vari college a sottoscrivere una dichiarazione di principio che fu pubblicata sul Manchester Guardian. (Russell, Autobiografia)

Russell racconta i momenti cruciali dell’entrata in guerra dell’Inghilterra, dalla consultazione di Keynes sulla sostenibilità finanziaria del conflitto al dibattito parlamentare, dall’euforia del popolo a favore dell’ingresso in guerra agli intrighi del ministro Edward Gray per sostenere la Francia nel conflitto. Russell notò con sconforto che, all’atto dello scoppio della guerra, anche molti colleghi di Cambridge mutarono idea e divennero interventisti. http://studiomatto.altervista.org/wp-content/uploads/2016/06/prima_guerra_mondiale-618x360.jpg

In quegli anni Russell rimane turbato non tanto dalla guerra, che pure avrà esiti ancora più drammatici di quelli da egli stesso prospettati, ma dalla “piacevole eccitazione” con cui gli uomini percepivano l’idea di una “carneficina umana”. Russell racconta che all’epoca dei fatti non sapeva nulla della psicanalisi e che tuttavia giunse a conclusioni simili ad essa riguardo le passioni degli uomini:

Fino a quel momento avevo creduto che i più amassero i propri figli; la guerra mi rivelò che coloro che li amano Sono l'eccezione. Avevo creduto che la gente, in generale a Massa il denaro più di un'altra cosa mi resi conto che amavano ancora più la distruzione. Avevo immaginato che gli intellettuali amassero soprattutto la verità ma qui ancora scoprì che quelli che preferivano la verità alla notorietà erano meno del 10%. (Russell, Autobiografia)

Russell, per quanto deprecasse le vittorie tedesche e mai venisse meno all’amore per l’Inghilterra, sentì il dovere di combattere con tutte le sue forze per la pace e contro la guerra. Nel 1915 l’impegno si concretizza nella scrittura del saggio che poi prese titolo Perché gli uomini fanno la guerra. Il libro ebbe un successo straordinario. In questo testo, completamente diverso da quelli scritti fino a quel momento, Russell afferma che gli impulsi sono più determinanti della coscienza nella vita dell’uomo. Egli nell’opera parla di impulsi possessivi e creativi: gli impulsi possessivi erano la guerra, lo Stato e la povertà. Impulsi creativi l’educazione, il matrimonio e la religione. Russell afferma che l’uomo è oppresso dall’infelicità e ciò lo porta a improvvise furie distruttive. Lo spettacolo della morte suscito in lui un inedito amore verso tutto ciò che è vita.

Nel 1916 scrive Justice in War-time (giustizia in tempo di guerra) ciò gli procurerà il licenziamento da Cambridge e una pena pecuniaria che fu riscossa mettendo all’asta la biblioteca privata di Russell. Il 3 gennaio 1918 sul piccolo settimane The Tribunal pubblica un articolo di fondo di fortissima polemica contro l’estensione del conflitto. Questo testo gli procurò una condanna a sei mesi di prigione. https://2.bp.blogspot.com/-D8pH7msCZvs/V0A1X0AM8CI/AAAAAAAAgP8/tOFsvrj_dPo1eIyDySRAxT09UKbz-CB7wCKgB/s1600/carcere-sbarre-prigione.jpeg Nei mesi di prigionia tuttavia Russell non si abbatte, anzi la condanna lo rende orgoglioso. È in carcere che scrive l’opera divulgativa Introduzione alla filosofia della matematica ed altri saggi. Ivi inizia a comporre anche l’ossatura di alcune delle sue opere del dopoguerra. Inoltre Russell scherzosamente ricorda che fu la prigione a salvarlo da un’ulteriore condanna, infatti:

L’età per il servizio militare obbligatorio su posposta nel 1918, pertanto, per la prima volta, sarei stato richiamato anch'io e naturalmente, avrei dovuto rifiutarmi di prestare servizio. Fui, comunque invitato a presentarmi alla visita medica ma, per quanti sforzi facessero, il governo non riuscì a scoprire dove fossi per farmi recapitare l'invito: si erano dimenticati che mi tenevano loro stessi sotto chiave. Se la guerra fosse continuata, mi sarei presto ritrovato in prigione come obiettore di coscienza. (Russell, Autobiografia)

Russell fu rimesso in libertà nel settembre del 1918. Finita la guerra egli si rese conto che tutto ciò che aveva fatto era stato inutile, egli non aveva salvato una sola vita umana, ma almeno non era stato complice della guerra e dell’amarezza causata dal trattato di Versailles. Si era liberato della veste del professore e di puritano comprendendo meglio le manifestazioni istintuali e trovando un nuovo equilibrio. Al termine della guerra Russell decide di dorare interamente la sue cospicua eredità, convito che fosse giusto vivere del proprio lavoro. Alla fine della guerra Russell riesce a rintracciare il suo allievo Wittgenstein che si trovava prigioniero a Cassino (egli si era arruolato come volontario nell’esercito austroungarico) https://files.salsacdn.com/article/4185_Cassino/imagemain/1_l.20181030175042.jpg. Russell che nel fra tempo aveva pubblicato La filosofia dell’atomismo logico frutto della collaborazione tra i due, affermava di non sapere nemmeno se Wittgenstein fosse ancora vivo non avendo più sue notizie. In prigionia tuttavia il filosofo austriaco aveva completato la sua opera che inviò a Russell il quale si preoccupò di scrivere l’introduzione e provvedere alla pubblicazione. Russell lesse tuttavia l’opera alla luce della sua filosofia e questo produsse la rottura tra i due sul piano filosofica, malgrado ciò Russell sostenne sempre Wittgenstein.

Negli anni della guerra Russell incontra Dora Black; il primo incontro è del 1916, Dora appena 22enne appare subito simpatica ed intrigante al filosofo inglese, ella dichiarò che avrebbe voluto sposarsi e avere dei figli e Russell rimase impressionato da questo desiderio manifesto in una ragazza così giovane. Ella sarebbe ben presto diventata la seconda moglie del filosofo, si sposarono il 25 settembre del 1921 ed ebbero tre figli (Lady Katharine Tait, John Russell, Harriet Ruth Russell). Finche il loro legame durò condivisero gran parte dell’impegno politico ed educativo.

Nel 1920 Russell compirà due viaggi in Russia e in Cina. Il primo dei due con una delegazione laburista, ma Russell rimase molto deluso dell’esperienza sovietica e anni dopo nella sua autobiografia spese parole molto dure rispetto a quanto vide durante quel soggiorno. In Cina invece stette quasi nove mesi, anche perché lì fu colpito da una malattia che lo mise a rischio vita, i cinesi gli piacquero moltissimo gli apparivano molto più razionali degli occidentali meno competitivi e meno nevrotici, essi erano, a suo modo di vedere, dotati di una maggior umanità e saggezza degli europei e degli americani. Da queste esperienze ricavò due libri che, proprio per il loro carattere divulgativo e giornalistico, ottennero subito un grande successo: La pratica e la teoria del bolscevismo, 1920, e Il problema della Cina, 1922.

Al ritorno dalla Cina, Russell rimase per vari anni in Inghilterra, traendo i mezzi per vivere dai guadagni che gli provenivano dalle sue pubblicazioni e dalla collaborazione a diversi giornali. Tra i numerosi scritti - tutti vivacissimi - dedicati ad argomenti etico-politici e di critica alla religione, merita ricordare: Perché non sono un cristiano, 1927, Saggi scettici, 1928, Matrimonio e morale, 1929, La conquista della felicità, 1930, Religione e scienza, 1935, Potere: una nuova analisi sociale, 1938, Saggi impopolari, 1950. Nel 1927 prese, d'accordo con la seconda moglie, «la decisione di fondare una scuola in modo che i nostri figli fossero educati secondo i nostri principi»; dalle esperienze ivi compiute ricavò un interessante volume di argomento pedagogico dal titolo Educazione ed ordinamento sociale, 1932. https://3.bp.blogspot.com/-lIpbJld4HoA/Vxsw0IAPCfI/AAAAAAAAZd0/kBdtQdQpDB0PR_Tr7mw6hjGLqgJWup9uQCLcB/s1600/foto%2Bbertrand%2Brussell%2Be%2Bfrase.JPG

Dopo la pubblicazione di quest'opera, cesserà di occuparsi della scuola, lasciandola nelle mani di sua moglie che la tenne aperta fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1931 si recò in America per un giro di conferenze. Vi ritornerà nel 1938 e vi rimarrà all'incirca sei anni, insegnando in varie università, spesso violentemente contrastato dai conservatori che non potevano tollerare la spregiudicatezza delle sue idee. Nel 1932 la relazione tra Russell e Dora si logora. I due divorzieranno nel 1935.

Nel 1936 Russell sposa la sua segretaria e collaboratrice Patricia Helen Spence da cui avrà un quarto figlio Conrad Sebastian Robert Russell. Nel 1938 Russell approda in America per un nuovo ciclo di conferenze, ma durante il suo soggiorno si consumano gli eventi cruciali che porteranno allo scoppio della seconda guerra mondiale. Questo impedì a Russell di tornare in Inghilterra e lo costrinse a cercare lavoro presso le università americane per poter mantenere la famiglia, dopo una parentesi non gradevole presso l’università di Los Angeles ricevette un incarico dal City College di New York, l’Università del municipio di New York.

Mio caro professor Russell, ho il privilegio di comunicarle la nomina a professore di filosofia al City College of New York per il periodo dal 1 febbraio 1941 al 30 giugno 1942, facendo seguito alla risoluzione del Consiglio per l'Istruzione Superiore nella riunione del 26 febbraio 1940. La sua collaborazione apporterà lustro al College e approfondirà l'interesse per le basi filosofiche del vivere umano (Ordway Tead, Presidente del Consiglio l'Istruzione Superiore del City College of New York)

Gli studenti di quella scuola erano quasi tutti cattolici e Russell lo definì un satellite del vaticano. Il problema non erano gli studenti molti dei quali lo apprezzavano, ma le famiglie e i parroci della zona. Ben presto si alzò un vero e proprio fronte anti Russell, considerato un dissoluto sul piano morale e addirittura nefasto per la salute morale dei giovani studenti del College. Poco dopo una madre di un’allieva del College, che per altro non frequentava i corsi di Russell fece causa al College. Il giudice irlandese che fu chiamato ad esprimersi accuso Russell addirittura di perversità. Ebbe così inizio una vera e propria “caccia alle streghe” contro Russell, c’era chi affermava che egli andava “spalmato di catrame” e “riempito di piume” ed essere cacciato dal paese. Russell non rimase isolato, molti intellettuali presero le sue difese in particolare John Dewey che compilò un memoriale del processo a difesa del filosofo inglese. Russell finì nuovamente sul lastrico. A rendere più dolorosa la situazione l’acuirsi della seconda guerra mondiale. L'avvento del nazismo in Germania mise in crisi l'antica fede pacifista di Russell sia pure con notevole rammarico, nelle sue note si legge:

 Ero riuscito ad immaginare con acquiescenza, sia pure riluttante, la possibilità di una supremazia della Germania del Kaiser, ritenendo che, per quanto potesse essere un malanno, non sarebbe stato un male così grave come una guerra mondiale con tutte le sue conseguenze. Ben altra cosa era la Germania di Hitler. Provavo un’indicibile ripugnanza per i nazisti: crudeli, fanatici e stupidi. Mi erano odiosi non meno moralmente che intellettualmente. Benché mi aggrappassi ancora alle mie convinzioni pacifiste, lo facevo con sempre maggiore difficoltà e quando, nel 1940, la minaccia di un’invasione pesò sull'Inghilterra, compresi che per tutta la prima guerra non avevo mai seriamente contemplato la possibilità di una disfatta totale. Questa idea mi era insopportabile e finalmente, in piena coscienza, decisi che era mio dovere appoggiare tutto ciò che pareva necessario per il conseguimento della vittoria, per quanto difficile si presentasse e per quanto fossero dolorose le conseguenze prevedibili della seconda guerra mondiale.

In seguito Russell riuscì a sopravvivere grazie alle lezioni di filosofia tenute alla fondazione privata di Albert Coombs Barnes un famoso medico inventore dell’argirolo un antisettico fondamentale in medicina. Dopo aver preso in affitto una fattoria Russell prosegue, se pur sempre in difficoltà economiche, a tenere corsi privati e qualche conferenza. In questo periodo inizia a scrivere le lezioni che costituiranno il nucleo dell’opera che lo renderà tra i divulgatori più famosi al mondo di filosofia.

Nel 1943 Russell si trasferisce a Princeton dove cementò la sua amicizia con Albert Einstein, con il quale passava intere giornate di lavoro appassionate da accattivanti discussioni insieme Kurt Godel e Wolfgang Pauli, tutti emigrati in America allo scoppio della guerra. Finalmente Russell nel maggio del 1944 riesce a salpare per tornare in Inghilterra.

Da Churchill a Mao Tse-Tung 1944-1967

Nel 1945 esce un'opera fra le più vivaci e interessanti di Russell: Storia della filosofia occidentale; il suo interesse non è tanto dovuto all'approfondimento obiettivo degli indirizzi di pensiero via via presi in esame, quanto al metodo con cui viene condotta l'esposizione: costantemente rivolta per un lato ad illustrare i rapporti effettivi dei singoli filosofi con le condizioni sociali e politiche della loro epoca, per un altro lato a discutere con essi come se fossero concretamente presenti innanzi a noi e fossero in grado di prendere in esame le nostre obiezioni. Trattasi insomma di un lavoro che, malgrado la veste storiografica, è più utile per farci penetrare le concezioni e la personalità di chi l'ha scritto che non quelle degli autori di cui si parla.

Nel 1948 il 76enne Russell si salva roccambolescamente da un incidente areo mentre si trovava a bordo di un idroplano. Nuotando nell’acqua gelida fino alle scialuppe di salvataggio.

Viaggiavo da Oslo su un idroplano, proprio nel toccare l'acqua all'arrivo una ventata improvvisa l'ho presa di fianco e l'apparecchio si è inclinato tanto che l'acqua è penetrata all'interno. Hanno mandato immediatamente delle scialuppe ma a noi è toccato saltare dai finestrini raggiungerle a nuoto. (Russell, Autobiografia)

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Nel 1950 viene conferito a Russell il premio Nobel per la letteratura, quale riconoscimento ufficiale non solo dei suoi indiscutibili meriti di scrittore ma della funzione stimolante e vivificatrice da lui esercitata sulla nostra epoca. “uno dei portavoce più brillanti della razionalità della nostra epoca e un indomito campione della libertà di parola e di pensiero nell’Occidente”.

https://alchetron.com/Gosta-Mittag-Leffler-1180243-W

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Quando fu invitato a Stoccolma nel dicembre del 1950 per ricevere il premio Nobel (per la letteratura, con mio stupore, e per il mio libro matrimonio e morale) provavo una certa apprensione ricordando che esattamente 300 anni prima, Cartesio era stato chiamato in Scandinavia dalla regina Cristina e vi era morto per il freddo. (Russell, Autobiografia)

Sul suo stile chiaro e scevro da complicazioni lessicali scrive Russell:

A me è consentito usare un linguaggio semplice perché tutti sanno che potrei usare la logica matematica, se volessi. Prendete l'affermazione: "taluni sposano la sorella della loro defunta moglie". Io lo posso esprimere in un linguaggio che diventa intellegibile solo dopo anni di studio e questo mi dà la libertà. Ai giovani suggerisco che la prima opera sia scritto in un gergo comprensibile soltanto a pochi eruditi. Con quest'opera alle spalle dopo potranno sempre dire quello che hanno da dire in un linguaggio comprensibile alla gente. (Russell, Ritratti a memoria)

Nel 1952 divorzia dalla terza moglie e sposa Edith Finch affermando di aver finalmente trovato la sua anima gemella. Nel 1954 dopo l’esperimento atomico americano di Bikini http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2017/07/atollo-di-bikini-2.jpg Russell diventa progressivamente antiamericano, a ciò contribuì anche la politica del McCartismo che professava divieti e assurdi moralismo.

Nel 1955 Russell insieme ad Einstein si fanno promotori di una raccolta di firme contro l’utilizzo delle armi atomiche, dando origine alla conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo, a cui verrà attribuito il premio Nobel per la pace nel 1995.

http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2015/07/Manifesto_Russell-Einstein_Unipi.pdf

Nel 1957 fu insignito dall’UNESCO del Kalinga Prize per la divulgazione scientifica e nel 1960 il Sonning Prize per lo sviluppo della cultura Europea.

Negli ultimi anni Russell si ritirò in una proprietà nel Galles, dedicandosi a iniziative di aperto impegno politico e sociale (ad esempio per la messa al bando delle armi atomiche), autorevolmente sostenuto dall'immenso prestigio da lui acquisito nel più vasto campo culturale. Nel 1961 a 89 anni insceno una protesta contro l’acuirsi della guerra fredda per il disarmo nucleare, esortando la disobbedienza civile e per questo fu nuovamente messo in prigione se pur solo per una settimana. https://c8.alamy.com/compit/d5hwa4/bertrand-russell-logician-matematico-storico-critico-sociale-anti-attivista-era-il-disarmo-nucleare-aiuto-umanitario-d5hwa4.jpg

Nel 1963 quando venne in Inghilterra Federica di Grecia, che aveva contribuito a rovesciare la maggioranza socialista greca durante la guerra civile, ancora a 91 anni Russell mise in scena un grande Sit-in a Trafalgar Square considerando la visita inopportuna. https://i.pinimg.com/originals/3b/ed/b5/3bedb5b9daa5037aabdfeb7c966a25e4.jpg

Sempre nel 1963 Russell condanna l'intervento degli Stati Uniti in Vietnam e questo lo portò nel 1966 a dar vita al “tribunale Russell” per i crimini di guerra americani nel sud est asiatico, di cui farà parte anche il filosofo francese Jean-Paul Sartre e l’italiano Lelio Basso. In quella circostanza scrisse War Crimes in Vietnam pubblicato nel 1967. https://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_Russell#Membri_originali_del_tribunale

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Egli si era ormai convinto e le ambizioni di un impero mondiale non erano incarnate dall'Unione Sovietica ma dagli Stati Uniti quali stavano imbarcandosi in avventure militari sempre più pericolose per la pace del mondo.

Sempre in questi anni si mosse per l'esistenza dello Stato di Israele, ma al contempo denunciandone i comportamenti aggressivi di questi contro i popoli arabi, e i soprusi verso i palestinesi. Egli si mosse anche in difesa degli scrittori sovietici sgraditi al sistema, inviando una lettera nel 1969 al premier sovietico Aleksej Nikolaevič Kosygin

Nel 1967 iniziò la pubblicazione di un ampio e documentato scritto autobiografico, diviso in tre parti.

Bertrand Russell si spingeva nella notte del 2 febbraio 1970 nella sua abitazione in Galles. La moglie narra che si è spento serenamente dopo una giornata di lettura e di lavoro, in base alle sue ultime volontà il suo corpo fu cremato.

Russell ai posteri 1959 BBC https://www.youtube.com/watch?v=sbUFNluggsY      https://www.youtube.com/watch?v=XaUrxfiVCp8

Ora se dormirò, dormirò contento (Russell, Autobiografia)

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