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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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L’approccio analitico di Russell si fonda, come in parte quello di Moore, sull’idea che la filosofia abbia il compito di giustificare la conoscenza attraverso l’individuazione delle premesse logiche. Nell’ottica russelliana la filosofia si occupa delle premesse mentre la matematica in senso lato del processo di deduzione dell’insieme delle conoscenza.

La differenza tra l’impostazione di Russell con il resto della tradizione analitica successiva è che mentre per questi ultimi la logica descrive le strutture del linguaggio per Russell descrive invece descrive le strutture della realtà. Secondo Russell individuare la forma logica delle proposizioni equivale a comprendere come deve essere il mondo.

Nei problemi della filosofia Russell come visto sostiene una forma di realismo di tipo platonico e si avvale del senso comune per affermare che l'esistenza del mondo esterno è l'ipotesi più semplice. Tuttavia non è riuscito del tutto eliminare l'ipotesi del solipsismo e dello scetticismo dovuti al carattere soggettivo dell'esperienza che è posta comunque a fondamento del conoscere.

Per evitare alcuni di questi problemi nelle opere successive e gli confermo che il mondo così come è conosciuto dalla fisica ed è diverso da come ha preso dalla percezione sensibile, cosicché la materia come è trattata dai fisici è diversa da come appare l'esperienza comune.

In questa idea si fa strada l'ipotesi che per quanto riguarda la conoscenza, sia comune che scientifica, concorrano sia fattori oggettivi di ordine fisico sia fattori fisiologici e psicologici.

ciò che è empiricamente verificabile non è la pura fisica per resa in sé, ma è la fisica più un certo particolare ramo della psicologia. perciò la psicologia è un ingrediente essenziale in ogni parte della scienza empirica. (Russell, La conoscenza umana)

In effetti Russell nota che vi è una distinzione tra i dati sensoriali e gli oggetti della fisica veri e propri perché le molecole non hanno colore, così come un atomo non fa rumore, eccetera.

A partire da questa considerazione, in parte già sviluppata nel 1914 sotto l’influenza di Whitehead in La conoscenza del mondo esterno, viene elaborata la teoria dell'atomismo logico che ha il compito di conciliare l'empirismo con il realismo.

Avvalendosi di alcuni elementi dell'empiriocriticismo di Ernst Mach Russell introduce il concetto di sensibilia. La materia è ricondotta ha dati sensoriali ma non nel senso di sensazioni provati da un soggetto Ma come elementi atomici oggettivi e non riducibili a stati mentali.

Due specie di deduzioni mi paiono accettabili a) i dati sensoriali degli altri e b) ciò che chiamiamo sensibilia e che immagino siano le apparenze presentate dalle cose nei luoghi dove non vi è nessuna mente che le percepisca. (Russell, La mia vita in filosofia)

Sul rapporto tra materia e mente Russell scriverà in seguito due opere che precisa anno la teoria detta da Russell di monismo neutrale. all'interno di essa, in un certo senso presupposto di essa, troviamo l'atomismo logico in parte elaborato Nel confronto con il suo allievo Ludwig Wittgenstein. Alla visione hegeliana, che Russell aveva descritto in modo scherzoso come un “ammasso di gelatina” che se sollecitato trema indistintamente, contrappone l’idea che il mondo è composto da "un mucchio di pallini" dotati di confini duri e precisi. Questi pallini sono i "fatti atomici" che sono il fondamento della verità degli "atomi linguistici" o "proposizioni atomiche", che sono gli elementi semplici e originali del linguaggio.

Secondo la filosofia dell’atomismo logico il mondo è costituito da “fatti atomici” ai quali corrispondono sul paino linguistico delle proposizioni atomiche. I fatti atomici sono costituiti da particolari semplici legati tra loro da relazioni semplici. Un esempio elementare è dato dall’attribuzione di una proprietà universale semplice, come l’essere “rosso”, ad un particolare semplice, come “questo”, pertanto la nostra proposizione sarà data dalla forma logica P(a) ovvero “questo è rosso”. Queste proposizioni sia che siano attributive che frutto di relazioni fanno entrambe riferimento alla teoria delle relazioni esterne formulata da Russell, ovvero sono tali che qualità e relazioni restano indipendenti dagli oggetti.

Le “proposizioni molecolari” possono essere comprese a partire da proposizioni semplici, o atomiche, grazie ai connettivi logici, dunque ogni proposizione complessa risulta essere una funzione di verità delle proposizioni semplici che la compongono. A loro volta i costituite delle proposizioni atomiche corrispondono ad un fatto. In questa corrispondenza tra linguaggio e realtà risiede la capacità delle proposizioni di rappresentare il mondo dei fatti.

Questa capacità rappresentativa non è sempre perfetta a causa delle imprecisioni sintattiche e lessicali del linguaggio naturale, ma se ci si avvale di un linguaggio logicamente perfetto è possibile far si che una proposizione sia un’”immagine” del fatto a cui corrisponde.

Alle critiche mosse a Russell che tale linguaggio sarebbe di scarso valore comunicativo (immaginiamo una argomentazione: questo-caldo questo-più caldo di-quello quindi quello-freddo dunque questo-bevo……è chiaro che una persona non potrebbe parlare o pensare così) egli risponde che il compito del linguaggio ideale non è quello di far parlare tra sé le persone, il rapporto tra linguaggio ideale e linguaggio naturale può essere compreso se si pensa ad una descrizione nel linguaggio comune di un evento e affianco ad esso la descrizione matematica-fisica dello stesso evento….nessuno si sognerebbe mai di comunicare con le formule della fisica le condizioni ottimali per buttare la pasta, ma ciò non riduce affatto l’importanza del linguaggio matematico della fisica.

Le proposizioni atomiche descrivono un fatto, che riguarda proprietà o relazioni tra cose: ad esempio Socrate ateniese oppure Socrate è marito di santippe, la verità di queste affermazioni si può stabilire solo riferendosi all'esperienza che attesta il fatto atomico che Socrate è effettivamente nato ad Atene ed è sposato con Santippe. Di conseguenza la proposizione Socrate è ateniese e marito di Santippe è una proposizione molecolare e risulta dalla combinazione di due o più proposizioni atomiche. Ciò significa che tanto più le proposizioni sono complesse tanto più la loro conoscenza è indiretta e quindi meno evidente ovvero per descrizione, tanto più invece sono elementari o atomiche tanto più è diretta è legata all'esperienza.

Come si vede Russell assume una posizione critica rispetto all'empirismo puro e semplice, perché è consapevole del fatto che la stessa affermazione empirista che tutta la nostra conoscenza è basata sull'esperienza è essa stessa un'affermazione non basata sull'esperienza, ciò dimostra che malgrado sia preferibile rimanere fedeli all'esperienza di per sè questa non è sufficiente a spiegare il processo conoscitivo.

In Russell vi sono due forme di dualismo: quello tra fatti e proposizioni e quello tra verità logiche e verità di fatto. Questa visione si sostituisce alla classica distinzione filosofica tra mente e materia, perché le proposizioni che raffigurano i fatti non appartengano né esclusivamente alla sfera mentale né esclusivamente a quella materia. A partire da questa prospettiva epistemologica Russell costruirà la sua teoria del monismo neutrale che si ritrova nelle opere Analisi della mente e Analisi della materia.

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