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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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 Con il Circolo di Vienna ci troviamo di fronte ad un diverso tipo di riflessione sulla scienza, di carattere più marcatamente epistemologico; dall'inizio del XX secolo abbiamo visto all'opera prevalentemente matematici e fisici i quali, con le loro scoperte e i loro esperimenti di laboratorio, hanno offerto largo materiale di meditazione, tale materiale, prodotto della ricerca scientifica, non era stato, fino ad allora, oggetto di riflessione filosofica; nei primi decenni del secolo la riflessione si sposta su di un piano logico-linguistico volto, in gran parte, ad accertare la correttezza del discorso scientifico.

Il pensatore che esercitò l'influsso più consistente sugli aderenti al Circolo di Vienna (di cui però non fece parte) fu Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889-1951) https://imgv2-1-f.scribdassets.com/img/document/343722009/original/4bd0dd98a8/1587420524?v=1 per la sua posizione antimetafisica, per la teoria tautologica degli asserti logici, per l'idea che la filosofia fosse attività chiarificatrice del linguaggio scientifico e non dottrina. Per Wittgenstein la realtà, il mondo (come già per Russell) è costituita da fatti, è la totalità dei fatti, che sono elementari, atomici. Quanto alle proposizioni più complesse, dette molecolari, la loro verità o falsità si prova riconducendola a proposizioni elementari di cui si possa verificare la corrispondenza con fatti atomici. Il linguaggio scientifico è dunque un linguaggio le cui proposizioni elementari sono l'immagine dei fatti elementari. https://image.slidesharecdn.com/svoltalinguistica-160511040215/95/svolta-linguistica-4-638.jpg?cb=1462939396

Queste analisi del primo Wittgenstein, cioè del Tractatus del 1921, vennero assunte dai membri del Circolo di Vienna come un fondamentale punto di riferimento per l'elaborazione della prospettiva del neopositivismo.

Dal 1925 si era riunito a Vienna https://media.gettyimages.com/photos/vienna-city-view-at-twilight-from-st-stephens-cathedral-picture-id626301750?s=612x612 un gruppo di studiosi, provenienti in gran parte dalle discipline scientifiche, per iniziativa del fisico e filosofo Moritz Schlick. Questi studiosi si riunivano per discutere sia di problemi generali, sia di filosofia della scienza, sia dell'opera di Mach che costituì il primo punto di riferimento per le discussioni (non a caso il Circolo ebbe inizialmente il nome di "Mach Verein").

Nel 1929 gli aderenti al Circolo redassero un manifesto programmatico che ebbe come titolo La concezione scientifica del mondo https://images.slideplayer.it/33/10404777/slides/slide_4.jpg e che costituì l'atto di nascita ufficiale del movimento che fu chiamato neopositivismo (ma anche con altre accezioni: positivismo logico, empirismo logico, neoempirismo). Le personalità dì spicco che aderirono furono: Philip Frank, Hans Hohn, Otto Neurath, Herbert Feigl, Fredrich Waismann, Rudolf Carnap, Richard von Mises, Kurt Godel. https://docplayer.it/docs-images/97/130768182/images/1-0.jpg

Gli aderenti al Circolo di Vienna si differenziavano fra di loro per diverse posizioni teoriche, per una diversa formazione culturale prevalentemente filosofica o fisico-matematica, per sensibilità personali diverse, comunque tutti, o quasi, risultavano accumunati da alcune certezze di fondo. https://image.slidesharecdn.com/svoltalinguistica-160511040215/95/svolta-linguistica-7-638.jpg?cb=1462939396 Esse sono: 1. le uniche proposizioni che hanno senso sono quelle verificabili; 2. l'unica attività conoscitiva per eccellenza è la scienza perché si fonda sulla verifica; 3. le proposizioni della metafisica sono senza senso perché non sono verificabili; 4. le proposizioni valide devono essere distinte in tautologiche (proposizioni della matematica) e verità di fatto (proposizioni della fisica); 5. la filosofia non è una scienza ma un'attività chiarificatrice.

Moritz Schlick (1882-1936) https://www.vn.at/2019/03/file6c485ew1s3q17rfx9dqo.jpg fu l'iniziatore e l'animatore del Circolo di Vienna. L'aspetto più rilevante del suo pensiero è costituito dalla riflessione attorno al criterio di verificazione degli enunciati. Schlick operò una distinzione fondamentale fra verificabilità di principio e verificabilità di fatto. https://images.slideplayer.it/33/10404777/slides/slide_9.jpg Se, ad esempio, pronunciamo la frase "gli abitanti di Marte sono alti", questa proposizione è verificabile di principio (anche se non di fatto) ed ha quindi senso ed ha valore scientifico. Ma se pronunciamo la frase "Dio esiste (o non esiste)", questa proposizione non è verificabile né di fatto, né di principio e quindi non ha senso, non ha valore scientifico. Coerentemente con questo principio Schlick sostiene che il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica; egli intende affermare che una proposizione risulta sensata quando esistono procedure empiriche atte a verificarne la validità. Le proposizioni della metafisica, al contrario, non offrono un metodo per la verifica dei propri assetti e risultano senza senso.

Otto Neurath (1882-1945) https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcTEjLm9L3YJnMrIT-1UNnOlzMo0JBkV6F8dTCqFFteClU1l0pLw&usqp=CAU entrò ben presto in polemica con Schlick e Carnap contro il presupposto realistico di base, consistente nel riferimento al dato; fu uno dei più risoluti sostenitori dell'unità di tutte le scienze nel linguaggio. Per Neurath la scienza si riduce a puro linguaggio, senza riferimento al mondo esterno; solo il linguaggio scientifico può parlare di se stesso, perché solo nel linguaggio e non nel riferimento al mondo esterno, si compiono le operazioni della scienza. Con ciò Neurath intende affermare che la scienza non può essere verificata sulla base dell'esperienza personale (introducendo cioè un io o un tu) perché il linguaggio è intranscendibile e solo il linguaggio può parlare di sé. Di conseguenza il criterio di verità delle proposizioni linguistiche non consiste nel loro confronto con i dati o con l'esperienza immediata, ma solo nel loro confronto con altre proposizioni linguistiche, all'interno del sistema universale del linguaggio scientifico. Le proposizioni si possono confrontare soltanto con altre proposizioni e sono dichiarate vere quando si inseriscono nel sistema generale linguistico, false quando non si inseriscono; comunque sia, non si può parlare del linguaggio mettendosi fuori dal linguaggio, dal punto di vista della realtà. Con ciò è decisamente scartata la tesi di un isomorfismo tra linguaggio e realtà e fatta propria la tesi di un'identità. https://slideplayer.it/slide/557238/1/images/16/Le+critiche+di+Neurath+allo+psicologismo+e+al+realismo%3A+il+fisicalismo.jpg Per Neurath un empirismo radicale deve fondarsi esclusivamente su proposizioni elementari, come aveva sostenuto Wittgenstein, però, al contrario del filosofo austriaco, esse non devono essere intese come rispecchiamento, ma come costituenti esse stesse il dato ultimo e invalicabile, queste sono dette da Neurath protocolli, cioè registrazioni protocollari di fatti empirici e su di esse si dovrà fondare un empirismo rigoroso. https://slideplayer.it/slide/3033668/11/images/25/PROPOSIZIONI+PROTOCOLLARI.jpg  Questa affermazione del carattere fisico del linguaggio, detto fisicalismo, è la tesi secondo la quale le uniche proposizioni significanti sono quelle traducibili nel linguaggio della fisica; tutte le proposizioni scientifiche sono riconducibili alla forma propria della scienza fisica, è questa una tesi chiaramente riduzionista.

Rudolf Carnap (1891-1970) https://2.bp.blogspot.com/-wdin_1IBYV8/UDagRRw-8JI/AAAAAAAABDQ/hucoF3Xy5M8/s1600/Rudolf-carnap.jpg  sostiene che la scienza è una costruzione logica del mondo, le sue proposizioni elementari rappresentano gli elementi originali del mondo, cioè l'esperienze vissute elementari che ne costituiscono l'aspetto materiale, mentre le loro relazioni ne costituiscono l'aspetto formale. Dal confronto fra le diverse proposizioni elementari, i protocolli, di un dato soggetto si ottiene una proposizione intersensoria, cioè una proposizione risultante da protocolli uditivi, visivi ... di uno stesso soggetto. Dal confronto, poi, tra proposizioni intersensorie di più soggetti, si ottiene una proposizione intersoggettiva; infine dal confronto tra numerose proposizioni intersoggettive deriva una proposizione della fisica. Questa impostazione è ancora molto vicina a Neutath e al principio che, per costruire un linguaggio scientifico le proposizioni vanno confrontate fra di loro e non con la realtà esterna; a questo Camap fa seguire che l'unico compito della filosofia è l'analisi (logica) del linguaggio. Nell'opera Sintassi logica del linguaggio Camap sostiene che tutta la filosofia tradizionale deve essere sostituita dalla sintassi logica; egli parla di una sintassi descrittiva che stabilisce le proprietà di particolari espressioni empiricamente determinate e che non è argomento di filosofia, e di una sintassi logica la quale stabilisce le regole costitutive di un linguaggio indipendentemente dal suo contenuto. Rispetto a un dato linguaggio, la sintassi logica costituisce sempre un metalinguaggio, cioè un linguaggio sul linguaggio. Carnap distingue un linguaggio-oggetto che evidenzia le regole di formazione e trasformazione e un metalinguaggio che esprime queste regole. L'analisi del linguaggio scientifico diviene così l'analisi delle proposizioni e dei simboli usati in essa in una direzione chiaramente formalistica e convenzionalista, in quanto si ammette che ogni linguaggio logico può contenere dentro di sé la sua sintassi; in ciò consiste il cosiddetto principio della tolleranza o della convenzionalità delle forme linguistiche. Anche l'atomismo linguistico del Tractatus viene meno, sostituito dal linguaggio concepito come contesto di relazione, di cui l'analisi del linguaggio stabilisce la sintassi logica, cioè l'insieme di regole di formazione e di trasformazione logica delle proposizioni scientifiche, senza mai oltrepassare i limiti del linguaggio stesso. https://slideplayer.it/slide/3033668/11/images/24/Carnap%3A+la+costruzione+logica+del+mondo.jpg

Giunto negli Stati Uniti Carnap vive il processo di liberalizzazione dell'empirismo logico e giunge ad una parziale modifica della sua teoria riconoscendo che, accanto al calcolo sintattico dei linguaggi scientifici, è opportuno che la filosofia fornisca anche dei sistemi per interpretare i calcoli sintattici. Inoltre, accanto alla sintassi logica, che è lo studio dei linguaggi indipendentemente dai loro contenuti, Carnap pone la semantica, cioè lo studio dei linguaggi in relazione ai loro contenuti, cioè delle relazioni tra i segni e ciò che essi designano. Nell'opera Controllabilità e significato (1936-193 7), la prima opera scritta negli Stati Uniti, Carnap affronta il problema della incompatibilità tra il rispetto rigoroso del criterio di verificazione e la natura delle ipotesi scientifiche: "se per verificazione si intende una dimostrazione assoluta di verità, allora un enunciato universale, ad esempio una legge fisica o biologica, non potrà mai essere verificato". Al concetto di verificazione Carnap sostituisce quello di controllo e di confermabilità. https://slideplayer.it/slide/582637/2/images/22/Il+limite+in+filosofia+Rudolf+CARNAP+%281891+%E2%80%93+1970%29%2C+esponente+del+Neopositivismo%2C+propone+il+principio+della+CONFERMABILITA%E2%80%99..jpg Un enunciato è controllabile quando si può indicare un metodo per la conferma e questa si ottiene "se in una serie prolungata di tali esperimenti di controllo non si scopre alcun caso negativo ma, anzi il numero dei casi positivi via, via aumenta". Così, anziché di verificazione qui possiamo parlare di conferma gradualmente crescente.

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