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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Se il processo scientifico si basa su Congetture e Confutazioni diventa fondamentale quale possa essere il principio che sta alla base della confutazione. Su questo tema Popper contrappone al principio di verificazione di Schlick il principio di falsificazione. Il principio di falsificazione  diviene il nuovo criterio di demarcazione tra asserzioni scientifiche e asserzioni non-scientifiche, tra scienza e non-scienza. In quanto tutte le teorie che non sono confutabili per mezzo di controlli empirici non potranno essere definite scienze, quelle che per la loro genericità o elasticità o per la capacità di inventare sotto teorie ad hoc non offrono mai assunti la cui falsificazione invalida tutta la teoria cui appartengono. Al contrario, saranno vere scienze quelle che offrono assunti di questo tipo. Ovviamente anche ciò che non è falsificabile ha un senso e un valore e a dimostrazione di questo, Popper rivaluta il ruolo della metafisica, in quanto pone problemi molto interessanti e fecondi, anche se non è falsificabile. La stessa storia della scienza mostra che molte teorie scientifiche siano state inizialmente formulate nell’ambito della metafisica e siano poi state trasformate in teorie falsificabili empiricamente. 

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Popper ritiene che le speculazioni scientifiche siano indispensabili per trovare teorie scientifiche esplicative. Tuttavia perché si arrivi a maturare una teoria scientifica bisogna giungere a ipotesi che siano falsificabili.

Popper, inoltre, annovera tra le teorie non scientifiche anche due dottrine che ambivano allo status di scienze: il marxismo e la psicoanalisi https://www.psicolinea.it/wp-content/uploads/2006/12/Freud-e-Marx.png. Entrambe queste pseudo-scienze cercano solo facili conferme e evitano ogni tipo di confutazione. La psicoanalisi sarebbe perfino strutturalmente inconfutabile, perché se qualcuno non la riconoscesse le sue tesi, essa risponderebbe che sta reprimendo qualcosa, e questo porterebbe automaticamente a una conferma di tutto il sistema. Invece il marxismo era davvero una teoria scientifica con conseguenze sperimentalmente verificabili, ma è stata falsificata dalla Rivoluzione russa.

Moritz Schlick, fondatore del Circolo di Vienna, è noto per aver promosso il principio di verificazione. https://images.slideplayer.it/33/10404777/slides/slide_9.jpg Questo principio sostiene che una proposizione è significativa solo se può essere verificata empiricamente, cioè se può essere confermata attraverso l'osservazione o l'esperienza sensibile. Secondo Schlick e i positivisti logici, il significato di un enunciato scientifico risiede nella sua verificabilità. Se un enunciato non può essere verificato, allora è privo di significato empirico e non appartiene al dominio della scienza.

Il principio di verificazione ha implicazioni profonde per la filosofia della scienza. Esso esclude come non scientifici tutti quei discorsi che non possono essere sottoposti a verifica empirica, come quelli metafisici, religiosi o etici. Tuttavia, questo criterio ha subito diverse critiche, in particolare per la difficoltà di verificare pienamente molte affermazioni scientifiche, specialmente quelle che si riferiscono a fenomeni futuri o universali.

Il principio di verificazione di Moritz Schlick e il principio di falsificazione di Karl Popper sono due concetti fondamentali nella filosofia della scienza, ma presentano approcci molto diversi riguardo alla demarcazione tra scienza e non-scienza.

Karl Popper, da parte sua, ha proposto il principio di falsificazione come alternativa al principio di verificazione. Secondo Popper, ciò che distingue una teoria scientifica da una non-scientifica è la sua falsificabilità. Una teoria è scientifica se e solo se è formulata in modo tale che possa essere potenzialmente confutata da un'osservazione o un esperimento. In altre parole, una teoria deve fare delle predizioni che, se non si avverano, permettono di dichiararla falsa.

Popper critica il principio di verificazione sostenendo che nessuna quantità di osservazioni può mai verificare completamente una teoria, ma una sola osservazione contraria è sufficiente a falsificarla. Per esempio, l'osservazione di un singolo cigno nero è sufficiente a falsificare l'enunciato "tutti i cigni sono bianchi". Questo approccio enfatizza l'importanza del tentativo di confutare le teorie attraverso esperimenti rigorosi e controllati, promuovendo così una visione più dinamica e critica del progresso scientifico.

Confronto tra i due principi
verificazione falsificazione
Criterio di Demarcazione Un enunciato è scientifico se può essere verificato empiricamente. Un enunciato è scientifico se può essere falsificato attraverso l'esperienza.
Approccio alla Teoria Tende a confermare le teorie cercando prove a loro favore. Tende a criticare le teorie cercando prove contrarie che le possano confutare.

Implicazioni Metodologiche

Porta a un accumulo di conferme positive, che può risultare problematico nel caso di teorie che non possono essere completamente verificate. Promuove un approccio più critico e rigoroso, stimolando il progresso scientifico attraverso la continua messa alla prova delle teorie.
Limiti e Critiche Criticato per il problema dell'induzione e per l'impossibilità di verificare completamente le teorie universali.  Criticato per essere troppo restrittivo e per il fatto che molte teorie scientifiche non possono essere falsificate in modo semplice e diretto.

In conclusione, mentre il principio di verificazione di Schlick cerca di definire la scientificità attraverso la possibilità di verifica empirica, il principio di falsificazione di Popper enfatizza la necessità di formulare teorie che possano essere messe alla prova e potenzialmente confutate. Entrambi i principi hanno avuto un impatto significativo sulla filosofia della scienza, contribuendo a chiarire il modo in cui la scienza dovrebbe procedere per garantire la validità delle sue teorie.

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