L'idea di base di Popper afferma che le teorie scientifiche devono poter essere smentite più che confermate in modo definitivo, e questo rappresenta un distinguo fondamentale rispetto al metodo scientifico elaborato per la prima volta da Galileo Galilei (osservazione, ipotesi, esperimento, legge/nuova ipotesi) .
Secondo Galileo, la natura segue leggi che possono essere analizzate e comprese grazie al metodo sperimentale: si parte dall’osservazione dei fenomeni e dei fattori che li influenzano, si elaborano delle ipotesi e si progettano esperimenti per verificarle. I risultati degli esperimenti vengono poi generalizzati in un quadro più ampio. https://isentieridellaragione.weebly.com/uploads/1/1/6/7/11671992/5101917.jpg?284 Questo processo, noto come induzione, consiste nell’individuare leggi generali a partire da osservazioni particolari. Popper però ritiene che non sia sufficiente osservare queste ripetizioni per poter giustificare logicamente una proposizione generale, pertanto una teoria, anche se verificata dall'esperienza, non giunge mai ad affermare verità inconfutabili. Questa idea si basa sulla critica al processo induttivo applicato all'enumerazione semplice.
Popper, influenzato da Einstein, nota che il fisico per lo più costruisce le sue teorie immaginando situazioni ipotetiche e ricavando la maggior parte delle conseguenze da un principio generale, più inventato che verificato sperimentalmente.
Il Sole sorge tutti i giorni. https://www.pixtury.com/photos/D7416CA56F1-1545853403582B2E8CA3BB4/1.jpg Questo non è stato forse stabilito, e giustificato come vero, da innumerevoli ripetizioni? Oppure consideriamo il successo di una medicina come l'aspirina. Non è stato stabilito mille volte che essa è di giovamento e, se presa in dosi moderate, assolutamente innocua? Io dico di no. Si può mostrare che l’asserto che il Sole sorge tutti i giorni era stato originariamente stabilito, e inteso, nel senso che “dove vivo il Sole sorge tutti i giorni, e dovunque io sia stato, e in ogni luogo del quale io abbia sentito parlare, il Sole sorge tutti i giorni; dunque è ovvio che esso sorga ovunque tutti i giorni". Ma questa è una inferenza induttiva, e non vale sempre: come sappiamo, ci sono molti luoghi sulla Terra- in Norvegia, in Svezia e in altre nazioni che si estendono oltre il Circolo polare- nei quali possiamo recarci facilmente e sperimentare il Sole di mezzanotte, o viceversa, giorni in cui il Sole non sorge affatto.[…] Per quanto riguarda l’effetto dell'aspirina, chi può dire che non sia possibile scoprire un giorno che l’aspirina ha seri effetti collaterali di un tipo che fino ad oggi non è mai nemmeno stato preso in considerazione (Popper, Congetture e confutazioni)
La stessa storia della scienza ci mostra come la scoperta scientifica non avvenga per induzione https://digilander.libero.it/eruffaldi/5B/metodo%20induttivo.jpg, ma attraverso la nascita di nuove idee ed intuizioni da sottoporre poi a controllo sperimentale.
In quest'ottica si inserisce anche l'adesione di Popper alla critica di Russell all'induzione fondata sull'enumerazione semplice https://www.okpedia.it/data/okpedia/metodo-induttivo-esempio.gif recuperando la celebre storia del tacchino induttivista https://blogphilosophica.wordpress.com/wp-content/uploads/2019/12/cartoon-turkey_24877-57350.jpg:
Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno sempre il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato. (Bertrand Russell, I problemi della filosofia)

Secondo Popper la teoria precede sempre l’osservazione: una teoria generale viene creata dalla mente, e le sue infinite conseguenze, osservabili solo in un secondo momento, vengono valutate in base ai fatti sperimentali. Questo vuol dire che la scoperta scientifica non avviene per via induttiva, ma deduttiva, ricavando da premesse e teorie generali affermazioni particolari, per esempio, quando Keplero formulò la sua teoria, non partì dalle osservazioni astronomiche di Tycho Brahe, ma dall'idea a priori dalla credenza nell'armonia delle orbite celesti come voleva il paradigma platonico-pitagorico al quale aderiva. https://gak.it/immagini/altri/Gak_logo_con_Sfondo.jpg

Popper definisce il metodo scientifico come un confronto critico articolato in tre fasi:
1) ci troviamo di fronte a un problema;
2) cerchiamo di risolverlo, magari formulando una nuova teoria;
3) apprendiamo dagli errori commessi.
In questo senso afferma Popper la scienza parte sempre da Congetture da cui per deduzione cerca di individuare delle relazioni di fatto che possono essere messe alla prova con l'esperienza, in questo senso accogliendo l'epistemologia di Einstein che considerava gli assiomi teorici ricavati intuitivamente dalle esperienze ma non dedotti logicamente da esse.
Il contesto della scoperta è costituito dal modo e dalle circostanze in cui avviene l'elaborazione creativa e si riferiscono alla sfera psicologica dell'uomo. Il contesto della giustificazione, invece, è l’ambito della verifica delle supposizioni, ed è esclusivamente logico. Popper, esaminando il ruolo della mente umana nella scoperta, giunse a formulare il principio del carattere teorico degli enunciati osservativi. Lui critica l'osservativismo (teoria secondo la quale la mente umana sarebbe una tabula rasa), infatti nella mente sono impresse le tracce lasciate dall'evoluzione. Inoltre l’osservazione libera da qualsiasi aspettativa non esiste, in quanto la mente umana è continuamente carica di ipotesi, intuizioni attraverso le quali avviene la percezione della realtà.
In questo senso non tutta la tradizione metafisica è da condannare, perché anche se non è controllabile attraverso l'esperienza può suggerire la via alla ricerca scientifica, un esempio di ciò è l'idea della matematizzazione del mondo postulata da Pitagora e Platone e poi dimostratasi feconda nella nascita della scienza moderna, o l'idea atomistica di Democrito, e così via.

Se l'origine di una teoria è da ricercarsi non nell'induzione ma nelle congetture che spesso sono frutto di riflessioni filosofiche e metafisiche diventa necessario individuare un processo che ne giustifichi la validità. Cosa vuol dire “giustificare" una congettura scientifica? Non potendo verificare tutte le conseguenze possibili di una teoria, non si potrà mai affermare che una teoria scientifica sia “vera". Per questo motivo, Popper fonda la teoria del falsificazionismo, secondo la quale una teoria non sarà mai davvero fondata se ha riscontrato delle conferme empiriche, ma sarà confutata se un fatto empirico la invalida, quindi “un sistema empirico per essere scientifico deve poter essere confutato dall'esperienza". https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/73/Metodo_scientifico.png/330px-Metodo_scientifico.png
Segue che se il primo elemento nella costruzione scientifica di una teoria è la Congettura il secondo è la confutazione ovvero. Una teoria deve poter essere confutabile per garantire la sua scientificità, che non presuppone l'idea del raggiungimento di una verità scientifica assoluta ma di un grado oggettivo di verosomiglianza. Ogni teoria che resiste alla confutazione è corroborata (rafforzata) e il suo grado di verosomiglianza è più alto, ma ciò non significa che un giorno non verrà confutata e sostituita con una nuova teoria. In questo consiste l'idea che la scienza progredisca per congetture e confutazioni. https://0.academia-photos.com/attachment_thumbnails/104928116/mini_magick20230811-1-n600k8.png?169175854
Il fatto però che non si possa esser certi della verità di una teoria, però, non significa che non esista una verità oggettiva. La scienza aspira alla verità, ma solo “raramente, o mai possiamo essere del tutto certi de averla raggiunta". L'obiettivo della scienza, quindi, non è la certezza, ma l'approssimazione alla verità, il maggior grado possibile di verosimiglianza. In questa approssimazione alla verità consiste il progresso della scienza. 
Questo criterio […] è assolutamente semplice e intuitivo. Esso stabilisce che è preferibile la teoria che asserisce di più, cioè che contiene la maggior quantità di informazione o contenuto empirico; che è logicamente più forte, che ha il maggior potere di spiegazione e di previsione e che può pertanto essere controllata più severamente, mettendo a confronto i fatti previsti con le osservazioni. In breve, preferiamo una teoria più interessante, audace, e informativa in grado elevato, ad una teoria banale. È possibile mostrare che tutte queste proprietà, che riteniamo desiderabili in una teoria, equivalgono ad un’unica e medesima caratteristica: un maggior grado di contenuto empirico, o di controllabilità. (Popper, Congetture e confutazioni) https://www.pensierocritico.eu/images/popper-confutazione.jpg
https://slideplayer.it/slide/3033668/11/images/33/PRINCIPIO+DI+FALSIFICAZIONE.jpg
