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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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La filosofia di Popper si può definire di tipo obiettivistico-realistico, orientamento accertabile anche nell’interpretazione dei fatti. Il fatto è un dato “non-linguistico, è un fatto del mondo reale". Le cose quindi hanno una loro consistenza e un loro senso reale indipendentemente dal rapporto col soggetto umano: un libro, ad esempio, è tale anche se nessuno lo legge. La realtà non è considerata solo in sé per sé, ma è ritenuta l’unico banco di prova in grado di “lamentarci il fatto che le nostre idee possono essere errate. Ecco perché il realista ha ragione".

La tesi di Popper è che vi siano tre mondi in comunicazione tra loro, ove però nessuno dei tre può essere ridotto agli altri. In particolare vi è secondo il filosofo viennese un mondo della fisica cioè dei corpi, della materia (cervello compreso) separato dall’attività del pensiero;  questa affermazione presuppone una tesi realista cioè ritiene che ciò che ci circonda esista indipendentemente dal soggetto e non possa essere in nessun modo frutto di mere impressioni come affermato da Hume. Parallelo al mondo della materia vi è per Popper il mondo delle esperienze cioè il mentale, costituito dalle sensazioni, dalle emozioni, dai pensieri e dai ricordi: 

  viviamo in un mondo di corpi fisici, e noi stessi abbiamo corpi fisici. Quando vi parlo, tuttavia, mi rivolgo non ai vostri corpi fisici, ma alle vostre menti. Quindi oltre al primo mondo, il mondo dei corpi fisici e dei loro stati fisici e fisiologici, che chiamerò ‘mondo 1’ https://valeriacastiello.com/wp-content/uploads/2018/07/Mappa-di-Islanda-by-Mike-Lowery-Mappa-concettuale-min-1000x640.jpg,  sembra esista un secondo mondo, il mondo degli stati mentali, che chiamerò ‘mondo 2’ https://leganerd.com/wp-content/uploads/2023/06/rappresentazioni-mentali.jpg. (Popper, La conoscenza ed il problema corpo-mente)

         Infine vi sarebbe il ‘mondo 3’ che comprenderebbe tutte le produzioni della mente che si trovano nel mondo, anche in senso fisico come oggetti, ma non potrebbero sussistere senza la mente che li ha concepiti, come ad esempio l’opera teatrale di Shakespeare o il motore a scoppio.  https://www.quotidianpost.it/wp-content/uploads/2019/10/motore_scoppio_small.gif 

https://images.slideplayer.it/2/605069/slides/slide_3.jpg

Il ‘mondo 3’, che per Popper sorge con la capacità dell’uomo di articolare il linguaggio, non va confusopropriamente con il mondo delle ‘idee’ di Platone, infatti se è vero che esso comprende oggetti che una volta creati trascendono la singola mente che li ha prodotti (la teoria della relatività rimane valida anche dopo la morte di Einstein)  esso rimane un prodotto dell’uomo che non esisterebbe senza di esso, recuperando l’espressione dell’autore, è come il miele delle api o la tela del ragno, e come essi acquistano autonomia solo dopo essere stati prodotti. Il ‘mondo 3’ pertanto risulta essere effetto della del ‘mondo 2’ ma al contempo presente nel ‘mondo 1’, se l’umanità sparisse forse un essere extra terrestre troverebbe le piramidi https://treeaveller.it/wp-content/uploads/2021/01/piramidi-egizie-lr-1000682.jpg e ciò grazie all’esistenza del ‘mondo 1’ che continuerebbe a contenere i prodotti ed i manufatti della nostra specie, così come è successo per i resti archeologici delle civiltà scomparse. Consegue da ciò che questo ultimo, il ‘mondo 3’ dimostra sia l’esistenza del mentale che del corporeo per Popper. https://www.pensierocritico.eu/images/Tre-mondi-di-Popper.jpg 

         Insieme a John Eccles, Popper propone anche una critica al materialismo in alcune delle sue versioni più note che possono essere utilizzate per spiegarne alcune posizioni ed alcune varianti, tenendo sempre in considerazione della non neutralità della posizione dei due autori che sostengono che negare l’esistenza del mentale non è meno assurdo del sostenere l’inesistenza della materia. Popper contesta la visione materialista secondo cui la mente sarebbe riducibile a pura attività del cervello o a processi fisico-chimici. https://www.brainer.it/wp-content/uploads/CERVELLO-IN-GEL.jpg Secondo lui, questa visione riduce la ricchezza dell’esperienza umana e dell’autocoscienza. Rispetto al materialismo o al così detto fisicalismo radicale (che comprende anche il comportamentismo), gli autori sostengono il fatto:

  che essi propongono una teoria (in quanto teoria), il loro stesso credervi, le loro parole, le loro argomentazioni, tutto insomma, sembra contraddirla. Per superare questa difficoltà il fisicalista radicale è costretto ad adottare il comportamentismo radicale e ad applicarlo a se stesso: la sua teoria, il suo credere in essa non è niente: soltanto l’espressione fisica in parole, e forse in argomenti – il suo comportamento verbale e gli stati disposizionali che lo conducono ad essa sono qualcosa. (Popper K., Eccles J., L’io e il suo cervello)

         Parafrasando è contraddittorio che coloro i quali vogliono negare l’esistenza del mentale, usino una teoria frutto dell’attività mentale per farlo, sarebbe come dimostrare l’inesistenza dell’acqua in virtù del fatto che essa è o vapore o ghiaccio.

         Gli autori negano anche il panpsichismo che una forma di monismo arcaico che vorrebbe l’esistenza già in ogni piccola forma di materia (dall’elettrone alla monade leibniziana) di una proto-coscienza.

Bisogna osservare che la critica esposta a questa teoria si fonda principalmente sull’improbabilità della proposta stessa o come ha scritto nella sua opera Eccles sul negare che vi possa essere un’omogeneità universale dell’universo tale da giustificare tale ipotesi, considerando questa visione eccessivamente semplicistica.

Popper, con Eccles, propone un’interazione non riduzionista tra la mente e il cervello. La mente (Mondo 2) può influenzare il cervello (Mondo 1) e viceversa, ma non sono la stessa cosa. Questo modello è noto come interazionismo. Popper vede l’io come una realtà soggettiva, legata all’esperienza interiore e alla capacità di autoriflessione. L’io è un “campo di esperienza” (Mondo 2), distinto ma in relazione con il cervello e con il mondo fisico.

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