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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Popper ha sempre avuto un grande interesse per i mezzi di comunicazione. Per Popper il nodo problematico ruota non tanto intorno al tema della conoscenza quanto sulla modalità con cui viene comunica e la comprensione della portata di questo fenomeno. Popper rileva questa importanza già nella cultura greca classica, quando avviene il passaggio dalla cultura orale a quella scritta, un vero e proprio tormento ben descritto dal mito di Theuth e Thamus scritto da Platone nel "Fedro". https://www.detectivesdelahistoria.es/wp-content/uploads//2015/06/thot.jpg Lo stesso tormento ed attenzione si ha nel momento in cui nasce la stampa a caratteri mobili di Gutenberg https://www.tipografiavittoria.com/wp-content/uploads/2015/12/torchio-pressore-johann-gutenberg-300x288.jpg su cui avevano riflettuto sia Lutero che Galileo intuendone l’enorme importanza: Lutero la considerava lo strumento principale della Riforma, mentre Galileo la vedeva come il mezzo per creare una vera comunità scientifica, capace di superare i limiti di spazio e tempo.

I mezzi di comunicazione hanno continuato a evolversi: Popper, probabilmente, aveva simpatia per la radio, ma sicuramente non per la televisione. La temeva perché metteva insieme immagini e parole in modo superficiale, invece di stimolare il senso critico, lo soffocava, portando a un conformismo diffuso.
Il grande problema della televisione – fin dalla sua nascita – è che non permette né un dialogo né un contraddittorio con il pubblico: abbiamo un emittente che impone informazioni verso un pubblico passivo, questa imposizione si traduce in un grande potere nelle mani di chi controlla le televisioni. https://www.mardeisargassi.it/wp-content/uploads/2016/12/mass-media-manipulation-2-2.jpg I proprietari delle emittenti possono influenzare l’opinione pubblica, imporre mode, omologando e addormentando il sospetto legittimo del cittadino nei confronti di qualsiasi autorità.

Popper definisce la televisione una “cattiva maestra” https://www.esserepensiero.it/s/cc_images/cache_29156312.jpg?t=1678894884 proprio per questi motivi e per altri ancora, come la commistione tra politica ed economia che la caratterizza. Non voleva abolirla, ma proponeva che chi lavora in televisione debba avere una sorta di “patente”, come per la guida: responsabilità, regole chiare e attenzione a non causare “incidenti”. https://www.infomotori.com/content/uploads/2024/03/Come-leggere-la-patente-di-guida-7.jpg 


Quando Popper scrive "Cattiva maestra televisione", la TV sta per compiere settant’anni. Nata come evoluzione della radio, la televisione si sviluppa in vari paesi negli anni ’20 e ’30, ma solo nel secondo dopoguerra inizia a diffondersi su larga scala, partendo dalle nazioni più ricche e dalle classi più agiate delle grandi città. https://www.fracassi.net/immagini/2003/bartv.jpg 
Fin dall’inizio, la televisione appare più immediata e semplice della stampa o della radio. Mostra immagini di benessere e consumo, educando la gente a un nuovo stile di vita urbano. https://i.ytimg.com/vi/P3dgb5-GdwQ/maxresdefault.jpg La televisione incide anche sullo stile di vita privato dei cittadina modificando anche la comunicazione nelle famiglie e nei gruppi di cittadini. https://www.vintachic.it/wp-content/uploads/Untitled-design-2019-04-17T112708.165.png 
Diventa presto un simbolo di progresso e ricchezza, capace di modificare la vita sociale a tutti i livelli, sia privati sia pubblici. https://www.articolo21.org/wp-content/uploads/2024/01/word-image-210670-4.jpeg 
Nella televisione trovano spazio spettacolo, cronaca, violenza e storie di tutti i giorni, che riflettono i cambiamenti della società. https://anni80.net/blog/wp-content/uploads/2021/04/programmi-anni-80-2-1024x976.png 
La sua enorme capacità di comunicare suscita da sempre reazioni contrastanti: da un lato è riconosciuta come uno strumento potente e potenzialmente utile per la cultura, dall’altro come un mezzo manipolativo, che può condizionare le scelte delle persone e spegnere la loro capacità critica. https://www.irpinianews.it/wp-content/uploads/cetto-la-qualunque.jpg 

Popper si inserisce tra gli studiosi che mettono in guardia contro questi pericoli, chiedendo regole rigide per un mezzo così influente, che può cambiare i costumi e le idee, minacciando le fondamenta della libertà in una società democratica.

"Cattiva maestra televisione" è forse il testo più famoso di Popper, conosciuto anche da chi non ha letto o capito altre sue opere come "La società aperta e i suoi nemici" o "La logica della scoperta scientifica". Questo successo si spiega perché la televisione è un tema sentito in molti paesi e perché la sua presenza è costante nella vita di tutti (anche se oggi forse Popper si sarebbe occupato di Internet!). https://www.laifitalia.it/wp-content/uploads/2023/11/classroom-8407932_1280.jpg  
La questione non è stabilire se Popper avesse ragione o torto sulla televisione, ma piuttosto riconoscere che la sua analisi è servita a far scattare un allarme: anche idee discutibili, quando sfidano il pensiero comune, possono stimolare riflessioni importanti. https://infosannio.com/wp-content/uploads/2020/11/informazione-tv.png 
Popper sosteneva che la vera essenza del la democrazia non sta tanto nelle istituzioni o nei meccanismi di voto, ma nell’atteggiamento di non arrendersi mai. Come ripeteva anche in "Cattiva maestra televisione", la democrazia è la volontà di opporsi sempre a chi pretende di avere il potere assoluto. https://irpimedia.irpi.eu/wp-content/uploads/2024/02/thebakuconnection-azerbaijan-aliyev-repressione-giornalismo-cover.jpg 
Citava una battuta di Imre Lakatos: in Ungheria si diceva che, se incontri una forza che si crede irresistibile, devi resistere con il doppio della forza, e forse vincerai (un motto ironicamente attribuito a Stalin!). Popper non ci ha insegnato a vincere, ma a resistere. https://www.patriaindipendente.it/wp-content/uploads/2019/07/bb3.jpg 

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