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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere un maggior numero di cose è più lontano di loro, non per l'acutezza della vista o la possanza del corpo, ma perché sediamo più in alto e ci eleviamo proprio grazie alla grandezza dei giganti. (Bernardo di Chartres)

La scuola della Cattedrale di Chartres raccoglie nel secolo XII alcuni fra i più celebri maestri del tempo ed è probabilmente il centro più vivace della cultura filosofica di quel periodo (un’esperienza antesignana o ante litteram rispetto alla cultura dell’Umanesimo e al Rinascimento). In essa si trovano le caratteristiche principali della rinascita culturale del XII secolo, caratterizzati dalla preferenza per gli antichi e soprattutto per l'opera di Platone. Essi si cimentano sulla lettura dei classici è l'esaltazione della vita civile nonché la preferenza verso le umane lettere ispirato all'ideale ciceroniano del vir bonus et dicendi peritus (l’uomo di valore è esperto nell’argomentare) oltre a proporre una concezione unitaria del sapere. Per questi motivi si parla di umanesimo della scuola di Chartres. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e9/Camile_Corot_Chartres.jpg/260px-Camile_Corot_Chartres.jpg

Grazie alla traduzione parziale di Cicerone, il Timeo di Platone fu l'unico dei dialoghi platonici ad essere conosciuto nel Medioevo latino rappresentando un punto di riferimento per i padri della Chiesa ed in modo particolare per la scuola di Chartres nel XII secolo.

Accanto ad essa come fonti del platonismo veniva letta l'opera di Macrobio, il Commentarium in Somnium Scipionis, e le opere di Apuleio e Marziano Cappella oltre ovviamente ai testi ermetici e alle opere dello Pseudo-Dionigi tradotte da Giovanni Scoto.

Fondatore della scuola è Bernardo vissuto tra la fine del XI secolo e l'inizio del XII secolo. Su questo autore abbiamo soltanto fonti e documenti indiretti. Le lezioni di Bernardo erano fondate sull'analisi diretta, inoltre il rigore espositivo e la vivacità della dottrina sono le componenti principali del suo insegnamento e di uno stile che farà appunto scuola.

Tra gli altri esponenti della scuola troviamo Guglielmo di Conchse, Teodorico di Chartres, Giovanni di Salisbury e Bernardo Silvestre.

Giovanni di Salisbury, che è anche la principale fonte sul fondatore della scuola, intravedeva negli scritti pagani di Platone tracce e prefigurazioni delle verità cristiane in primis della Trinità.

Nei libri di Platone si rinvengono molte cose come sono i detti dei Profeti. Così nel Timeo, mentre investiga con grande sottigliezza le cause del mondo, sembra esprimere manifestamente la trinità che è in Dio, ponendo la causa efficiente nella potenza di Dio, la causa formale nella sua saggezza, la causa finale nella bontà che sola lo induce a rendere ogni creatura partecipe della sua bontà, nella misura in cui la natura di ciascuno è capace di beatitudine. Nel contempo egli sembra aver compreso insegnato che in queste vi è una sola sostanza, quando asserisce che  artefice plasmatore dell'universo è un solo Dio. (Giovanni di Salisbury, Policraticus)

Dunque nel Timeo mi sarebbe espresso in modo manifesto il ministero della Trinità e unità Divina indicando le tre persone tramite i tre attributi: della somma potenza-Dio, della somma Sapienza-Cristo, della somma Bontà-lo Spirito Santo.

Inoltre un altro degli aspetti rinvenuti nel Timeo e la dottrina dei tre principi: Dio, la forma o archetipo e la materia silva. Dalle idee archetipe divine sono tratte le forme che vengono calate nella materia andando così a costituire gli esseri del mondo sensibile soggetti a generazione e corruzione le forme nativae.

Guglielmo di Conchse ha una concezione unitaria del mondo dove le forze che agiscono nell'uomo microcosmo sono le stesse che spiegano i fenomeni della natura macrocosmo, l'elemento è la parte più semplice e minima di un corpo. Acqua, aria, terra e fuoco non sono considerati le partite minime dei corpi in quanto sono ulteriormente divisibili e costituiscono semplicemente il limite di ciò che i nostri sensi possono arrivare a percepire, l'intelletto invece in grado di cogliere le divisioni successive giungendo a comprendere la struttura del mondo fisico.

Dal Timeo riprende il concetto di anima del mondo come forza naturale che insita nella creazione ha il compito di portare a termine il disegno divino. In particolar modo gli astri e i pianeti, dfiniti da Platone come divinità, hanno il compito di completare l’opera del Demiurgo dando origine agli elemnenti e agli esseri viventi. Dopo la creazione tutto ciò che accade è regolato dalle leggi fisiche ed è per questo che la natura può essere indagata.

Teodorico di Chartres distingue quattro modi di esistenza della totalità dell'essere: la necessità assoluta, cioè la permanenza di tutte le cose nell'unità e semplicità di Dio; la necessità della connessione cioè il dispiegarsi delle cose secondo un ordine; la possibilità assoluta ovvero ciò che I filosofi antichi chiamavano materia primordiale, chora o caos; ed infine la possibilità determinata che è la realtà in atto.

Teodorico afferma in virtù dei due principi, la possibilità e la necessità, che dalla possibilità come condizione indeterminata e instabile propria delle sostanze mondane si giunge alla necessità, cioè l'ordine naturale che può essere scoperto dalla ragione nella sua indagine.

Per quanto riguarda l'interpretazione della Genesi biblica Teodorico ferma che i quattro elementi sono la causa materiale dell'universo, mentre lo spirito di Dio che dal nulla li ha portati all’essere è la causa efficiente. Dio plasma i quattro elementi secondo le idee presenti nella sua mente, per cui la Sapienza Divina è causa formale dell'universo, mentre l'Amore divino, ossia la partecipazione alla beatitudine celeste, è la causa finale. Lo spirito di Dio corrisponderebbe all'Anima del mondo teorizzata da Platone nel Timeo. Il verbo ovvero la Sapienza Divina contiene le idee che sono sia a causa delle cose sia causa della conoscenza dell'uomo.

La somma Trinità, pertanto, nei confronti della materia, e cioè dei quattro elementi, è attiva: creando, in quanto causa efficiente; dando la materia creata forma e ordinamento in quanto è causa formale; amando e reagendo la materia informata e ordinata, in quanto è causa finale. Infatti il Padre causa efficiente, il Figlio causa formale, lo Spirito Santo causa finale, i quattro elementi causa materiale: da queste quattro cause la totalità della realtà corporea alla sua esistenza. (Teodorico di Chartres, Trattato dei sei giorni della creazione)

L’opera di Bernardo Silvestre riprende parte delle tematiche presenti nel Corpus Hermeticum. Nell’affrontare il tema della genesi del cosmo utilizza un linguaggio figurato e simbolico tipico della tradizione neoplatonica ed ermetica. La Natura chiede il permesso ad Intelletto di mettere ordine nella materia. Dopo aver avuto l’assenso la Natura accosta la forma alla materia per dare origine al mondo sensibile, vengono dunque generati i quattro elementi e tutte le creature. Successivamente l’Intelletto convoca Natura, Urania, principio della vita celeste, e Physis il principio dei viventi e donando loro il dominio sulla natura e le sue leggi permettendogli così di creare l’uomo.