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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Tutte le leggi sono fatte da vecchi e da uomini. I giovani vogliono le eccezioni, i vecchi le regole. La legge è sempre stata creata solo perché si potessero fare delle eccezioni; l’eccezione è la cosa principale. W. Goethe

Con il termine Romanticismo si intende il movimento filosofico culturale nato in Germania in particolare a Jena negli ultimi anni del Settecento e diffusosi nel resto d'Europa nella prima metà dell'Ottocento. Le basi del Movimento romantico prendono avvio dall'esperienza filosofico letteraria dello Sturm und drang, letteralmente tempesta ed impeto sorto intorno al 1770.

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Con questo movimento cominciano a fiorire nella cultura tedesca sensibilità diverse che anticipano temi e atteggiamenti che saranno poi propri del Romanticismo.

Il Romanticismo può essere interpretato come una reazione all'Illuminismo, a differenza degli illuministi i romantici trovano in primis nel recupero della tradizione e soprattutto nel sentimento oltre che nella religiosità la chiave per accedere al mondo. La ragione illuminista risulta incapace di cogliere l’assoluto e di aspirare all’infinito in quanto limitata e confinata nelle procedure meccaniche. Alla ragione viene invece contrapposto il sentimento:

La legge è potente, ma più potente è il desiderio (W. Goethe)

Il sentimento dunque viene elevato a facoltà conoscitiva distinta dalla ragione, esso si caratterizza come un esperienza spirituale, diretta, intuitiva che ha la capacità di percepire quello che la ragione, limitata dalle categorie, non può cogliere. Al posto della ragione frammentata degli illuministi, i romantici esaltano le facoltà spirituali come il sentimento, la fede, l'intuizione, l'istinto e la ragione assoluta o dialettica.

Stessa riflessione viene fatta a proposito di Dio, il Dio degli illuministi è privo di onnipotenza e volontà a questo viene contrapposto o un Dio persona in grado di comprendere le esigenze dell’uomo e onnipresente o una concezione panteistica dove Dio coincide con la natura ed è onnipotenza.

Come nel Rinascimento la natura è interpretata come animata, un enorme organismo che tutto avvolge e tutto comprende.I romantici interpretano la natura attraverso i termini di forza, energia, spirito: essa è intesa come un grande organismo vivente. Cade anche la distinzione tra il mondo fisico e il mondo psichico, tra il pratico e il teoretico. La storia è dipinta come un grande disegno provvidenziale dove ogni fase acquista un'importanza è una funzione specifica per il progresso dell'umanità in virtù di ciò anche il medioevo riacquista dignità. Nel romanticismo si trovano idee e atteggiamenti molto diversi tra loro e talvolta opposti. In particolare vi è il primato dello Stato rispetto al singolo, ma anche il primato del individuo rispetto alla società intesa come insieme di soggetti che cooperano in virtù regole formali. I romantici credono nell'armonia del tutto anche se celano un pacato pessimismo legato all'impossibilità dell'uomo di cogliere fino in fondo l'assoluto. La figura cardine di questo movimento è l'eroe romantico colui che cerca, pur non riuscendoci, di andare al di là dei propri limiti, l'eroe romantico è il nuovo Prometeo dell'epoca moderna. Uno degli strumenti principe per cogliere l'intima natura delle cose è l'arte, ma anche la religione dà accesso immediato all'assoluto e si manifesta nelle forme del teismo o in alternativa del panteismo naturalistico e del panteismo spiritualistico.

Johann Gottfried Herder Avvia una riflessione sulla storia che recupera la nozione di provvidenza divina calandola nella vita e nelle vicende dei popoli e delle epoche, restituendo ad ogni epoca la sua dignità entro il corso imprevedibile del mondo, la provvidenza. È a partire da questa riflessione che verrà rivalutata anche l’epoca medievale e le invasioni barbariche.

Johann Wolfgang Goethe elabora un'immagine della natura che supera la concezione meccanicistica, concependola panteisticamente come pervasa da un principio divino che l'anima e la guida nelle continue trasformazioni: la natura è animata da un principio divino un fenomeno originario che è a fondamento di tutte le metamorfosi. Legata questa impostazione Goethe propone anche la sua teoria dei colori apri un ampio dibattito in ambito scientifico. Secondo Goethe i diversi colori non derivavano come voleva Isaac Newton dalla scomposizione della luce bianca così come mostrata dal prisma, ma debbono la loro origine dall'opposizione polare del bianco e del nero, di luce e di oscurità. https://ekologhia.files.wordpress.com/2015/01/color-a.jpg La luce perciò non sarebbe come voleva Newton un fenomeno scomponibile ma un fenomeno semplice che dà origine ai diversi colori. Questa teoria risulta essere scorretta ai giorni nostri, ma mantiene un'importanza fondamentale perché ispirato Lo studio delle costanze di colore ed è l'importanza del rapporto tra colore e sfondo. http://neoassunti.indire.it/risorse_per_docenti/wp-content/uploads/2014/08/quadrilateri_simmetria2.jpg

In questo gruppo di letterati spicca il poeta Johann Christoph Schiller che vede nell'universo la manifestazione di Dio e la natura come infinita forza creatrice. Mentre in Dio la perfezione è rappresentata in modo unico nella natura la perfezione si è distribuita tra i vari esseri. L'obiettivo di Schiller è quello di trovare accordo tra natura e Spirito. Schiller formula la categoria di anima bella con la quale prova a risolvere il dualismo kantiano tra dovere morale e inclinazione sensibile. La bellezza è infatti la grazia che unisce nell'istituto del gioco, proprio dell'arte, l'istinto sensibile e l'istinto razionale della forma. Schiller elabora anche la coppia oppositiva ingenuo-sentimentale: ingenua è la poesia Antica dei Greci, espressione dell'Unità originaria di uomo e natura; alla spontaneità dell'arte ingenua si contrappone l'artificio del sentimentale, la categoria propria della poetica moderna, che Sconta la frattura, l'avvenuta scissione con la natura.

Con il termine idealismo si intende due cose: 1) ogni dottrina filosofica che nega l'esistenza di una sostanza materiale interpreta la realtà come il frutto del pensiero del l'Io; 2) la corrente post kantiana nata in Germania che si articola in idealismo soggettivo di Fichte, idealismo oggettivo di Schelling e idealismo assoluto di Hegel.

L'idealismo tedesco pone l'Io e lo Spirito come principio di tutto. L'attività trascendentale per gli idealisti conosce e crea al contempo. e so nasce dalla critica a Kant e dal tentativo di superare le contraddizioni che sorgono dalla sua visione dualistica, il soggetto kantiano Infatti risulta lacerato poiché da un lato risponde alle leggi meccaniche della natura e dall'alto avverte in sé la libertà. In altri termini non accede al noumeno ma ne avverte l'esigenza. La stessa idea di cosa in sé, il noumeno appunto, è in contraddizione con se stessa, infatti, se non è accessibile non può essere nemmeno pensata quindi o la si elimina o si deve ammettere la sua conoscibilità da parte di una particolare facoltà.

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