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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Lo Spirito è la più alta rappresentazione dell’Assoluto. Il momento in cui l’idea è in sé e per sé, che dopo essersi alienata nella natura ritrova se stessa nella realtà. L’idea può riconoscere se stessa interamente solo nella natura umana, creatrice di cultura, istituzioni, leggi, storia, capace insomma di realizzare una seconda natura.

Lo spirito ha come sua articolazione interna:           
- la filosofia dello spirito soggettivo 
- la filosofia dello spirito oggettivo  
- la filosofia dello spirito assoluto.

SPIRITO =

 IDEA CHE RITORNA IN SE’

1 Soggettivo

2 Oggettivo

3 Assoluto

 

Spirito soggettivo

Lo spirito Soggettivo è individuale e si articola in: Antropologia https://www.lavocedeltrentino.it/wp-content/uploads/2016/12/antropologia-1-1.jpg, che studia lo spirito come anima, Fenomenologia https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2017/03/24/214250943-79cf92e3-ae12-40bf-8f06-c38f83e3a62d.jpg, che studia lo spirito, e la Psicologia https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcRWoyaq_CiQNXHN0SR-MgaOCkcucqfN2EE-2Tf4C8LIcePiRUO0&usqp=CAU, che studia lo spirito in senso stretto, ovvero, nelle sue manifestazioni universali.

 

SOGGETTIVO

1 antropologia

1 anima naturale

2 anima senziente

3 anima reale

 

2 fenomenologia

1 coscienza

2 autocoscienza

3 ragione

 

3 psicologia

1 spirito teoretico

2 spirito pratico

3 spirito libero

 

Hegel rivaluta il “Il trattato sull’anima” di Aristotele: esso costituisce “ancora sempre l’opera migliore e forse l’unica d’interesse speculativo, intorno a tale oggetto”.

Riguardo la sensazione Hegel afferma, rispetto alla tradizione empirista che è fatta risalire fin ad Aristotele e che afferma “nihil est in intellectu, quod non fuerit in sensu” (niente è nell'intelletto, che prima non sia stato nei sensi), che questo è vero solo a metà, perché di converso vale l’affermazione che: “Nihil est in sensu, quod prius non fuerit in intellectu” (Non c'è nulla, nel senso, che in precedenza non esisteva nell'intelletto), in quanto lo Spirito è sempre la causa del sensibile.

Il pensiero hegeliano sulla lingua è notevole. La lingua ha potenza divina. Il linguaggio è incarnazione dell’universale, cosicché, in questa concezione, la parola, il significato e la cosa espressa, formano una compatta unità.

Lo Spirito soggettivo termina con l’emergere della libertà. Con il cristianesimo l’individuo, in quanto tale ha un valore infinito: l’uomo, essendo oggetto e fine dell’amore di Dio, è destinato ad avere il suo rapporto assoluto con Dio come Spirito, e a far dimorare entro sé questo Spirito. In altre parole: l’Uomo è in sé destinato alla libertà suprema”. https://assets.change.org/photos/1/ek/nz/ZGEkNZmYCOFJSzd-800x450-noPad.jpg?1489220895

Ma, aggiunge Hegel, il cristiano ha anche presente lo Spirito divino come quello che “entra anche nella sfera dell’esistenza mondana”. Ed è di qui che si passa dallo Spirito soggettivo a quello oggettivo.

Spirito oggettivo

Lo Spirito oggettivo è lo Spirito che si realizza nelle istituzioni della famiglia, nelle consuetudini e nei precetti della società, nelle leggi dello Stato, è l’ethos che alimenta la vita etico-politica., è la storia-che-si-fa. Lo Spirito oggettivo è l’aria spirituale in cui respiriamo. https://www.lazione.it/var/azione/storage/images/attualita/autunno-caldo-per-le-istituzioni-ue/2618765-1-ita-IT/Autunno-caldo-per-le-istituzioni-Ue_articleimage.jpg

Si parla chiaramente di un “sapere del nostro tempo”. A questo sapere il singolo partecipa, imparando vi si orienta, ma tale sapere non si risolve mai nel sapere del singolo. Innumerevoli intelligenze vi collaborano, ma nessuna lo dice certamente suo. Tuttavia è qualcosa di totale; è assolutamente reale, dotato di tutto quel che appartiene alla realtà: nascita nel tempo, crescita, sviluppo, culmine e decadenza. Gli individui sono i suoi portatori. Ma la sua realtà non è quella degli individui, come la sua vita e la sua durata sono diverse dalla loro vita e durata. Continua a sussistere nell’avvicendarsi degli individui, è una realtà spirituale.

Lo Spirito oggettivo è il momento della realizzazione della libertà che via via si allarga in tre gradi e momenti dialettici 1) nel diritto astratto; 2) nella moralità” e 3) nell’eticità. 

 

OGGETTIVO

1 diritto

1 proprietà

2 contratto

3 diritto contro il torto

 

2 moralità

1 proponimento e colpa

2 intenzione e benessere

3 bene e male

 

3 eticità

1 famiglia

2 società civile

3 Stato

 Il diritto astratto:

 Il diritto astratto https://www.skuola.net/news_foto/2018/diritto-definizione.jpg, o formale, riguarda la manifestazione del volere libero del singolo individuo, considerato come persona giuridica, ossia nella sua capacità esteriore di compiere atti giuridicamente corretti, indipendentemente dai caratteri specifici che lo caratterizzano e dalla sua interiorità.

Il diritto astratto si articola in tre momenti:

Proprietà: l’individuo trova il suo compimento in un oggetto a lui esterno, che rimane però espressione della sua volontà libera, giacché ciascuno può decidere cosa fare con gli oggetti in suo possesso;

Contratto: consiste nel reciproco riconoscimento delle proprietà private;

Illecito e pena: è diviso a sua volta in tre momenti, diritto, delitto e pena. L’esistenza di un determinato diritto, infatti, ammette la possibilità del delitto, in cui la libertà altrui viene lesa, e la conseguente pena, intesa a sua volta come un diritto. Infatti, nel momento in cui un individuo compie un delitto, si auto-esclude dall’universalità di cui faceva parte e l’unico mezzo per tornare nella società consiste nel ricevere la punizione e riconoscerla interiormente.

 

La moralità:

La moralità è il momento della libertà soggettiva, in cui l’individuo non è più considerato nella sua esteriore capacità di possedere una proprietà o contrattare, bensì nella sua dimensione interiore. https://www.ragazzimondadori.it/content/uploads/2019/07/978880471543HIG-628x965.jpg?c73d9d Questo momento, a sua volta, si articola in:

Proponimento e colpa:

La volontà, in rapporto con le cose, trovandosi coinvolta in differenti relazioni, riconosce come proprie le azioni che rispondono ad un suo deliberato proposito, ad un suo proponimento.

Intenzione e benessere: il proponimento prende la forma dell’intenzione; infatti la volontà non può fermarsi ad un amera rappresentazione, ma deve innalzarsi al pensiero.

Il bene e il male: il fine della volontà diventa il bene e consiste nell’integrazione universale di soggettività e benessere.

L’eticità

L’eticità è definita da Hegel come “il concetto della libertà divenuto mondo sussistente e natura dell’autocoscienze” ed è la moralità sociale, ovvero la realizzazione concreta del diritto e del bene nelle forme istituzionali della famiglia, della società civile e dello Stato. https://media-exp1.licdn.com/dms/image/C510BAQHE46go-QxuzA/company-logo_200_200/0?e=2159024400&v=beta&t=RWXUVnX6yJPZTEmmPV2YDSZwR_xu4wAzP8VD3_qhIeA

Famiglia https://www.altalex.com/~/media/Images/Lex/Famiglia/famiglia-2-figli-500%20jpg.jpg: “è il primo momento dell’eticità, cioè della condivisione oggettiva di valori morali. L’eticità nel suo momento immediato e naturale”; Si articola, a sua volta in: matrimoniopatrimonio, educazione dei figli, disgregazione della famiglia, poiché “i figli escono dalla vita concreta della famiglia, cui originariamente appartengono: diventano esseri per sé, destinati per altro a fondare una nuova famiglia reale. Il matrimonio si scioglie essenzialmente in forza del momento naturale che è la morte dei coniugi”. Per Hegel, in particolare la famiglia è qualcosa di assai più alto di un “contratto”, in quanto sintesi etica, in cui il dato contrattuale e ciò che a esso è connesso, così come il sesso e l’amore, trovano il loro inveramento in un ethos superiore.

Società civile https://www.lavocedelpopolo.it/content/immigrati_bmQqE7UAGj.jpg: è un sistema di rapporti egoistici, “campo di battaglia dell’interesse privato e individuale di tutti contro tutti”. Hegel individua l’organismo sociale come un intermedio fra famiglia e Stato in modo così chiaro che la sua intuizione può essere considerata il cardine della scienza sociale moderna.

Lo Stato: È l’ultimo momento dell’eticità e rappresenta la riaffermazione dell’unità della famiglia (tesi) al di là della dispersione della società civile (antitesi). Questa concezione di dipinge uno Stato divinizzato in quanto incarnazione della Ragione Infinita. Lo Stato è la sintesi ultima dell’eticità, il culmine dell’istituto del diritto, il fine dell’individuo in quanto massima realizzazione della volontà libera. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/ba/Deutsches_Reich_Konfessionskarte.jpg/800px-Deutsches_Reich_Konfessionskarte.jpg

 Lo Stato è la realtà dell’idea etica. […] Lo Stato inteso come la realtà della volontà sostanziale […] è il razionale in sé e per sé (Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto)

 Lo Stato si articola nel Diritto statuale interno (tesi) che prevede la separazione dei poteri entro una forma monarchica costituzionale.

Il Diritto statuale esterno (antitesi) concepisce gli Stati nella condizione di guerra potenziale, che li contraddistingue naturalmente.

La sintesi è la Storia del mondo, il processo di sviluppo dello spirito sancito dal tribunale del mondo. La dialettica che si istituisce fra gli Stati e si realizza nella Storia per Hegel è una vera e propria teofania, ossia la manifestazione-realizzazione dello Spirito oggettivo. https://www.illibraio.it/wp-content/uploads/2016/10/esploratori-982x540.jpg

 

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