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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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John Locke fu l'apostolo della rivoluzione del 1688, la più moderata è la più riuscita delle rivoluzioni. [...] Tutte le sue opere che ebbero una certa influenza rientrarono negli anni che vanno dal 1687 al 1693. Le rivoluzioni riuscite, è evidente sono stimolanti per chi crede in esse. (B. Russell, Storia della filosofia occidentale)

John Locke nasce nel 1632 a Wrington (vicino Bristol) e, dopo soli dieci anni dalla sua nascita, nel 1642, ha inizio la prima guerra civile tra la Corona Britannica e il Parlamento che, con il suo seguito di lotte politiche, si chiuderà definitivamente soltanto nel 1689, con la Gloriosa Rivoluzione e, di conseguenza, con l’incoronazione di Guglielmo III e la redazione del Bill of Rights. Dunque Locke cresce e vive la maggior parte della sua vita in un’Inghilterra lacerata da conflitti interni di natura politica e religiosa.

Nel 1652 Locke entra nella prestigiosa Università di Oxford, uno dei principali centri di ricerca e di elaborazione filosofica del tempo, egli però non si accontenta dei corsi ordinari, orientati per la maggior parte sulla scolastica aristotelica, e accresce il proprio sapere leggendo e studiando le opere di autori come Cartesio, Hobbes e Gassendi.

Sempre nel contesto universitario, conosce e inizia a frequentare un gruppo di insegnanti e ricercatori innovatori che stavano iniziando ad introdurre ad Oxford il metodo induttivo e sperimentale di Francesco Bacone; Locke frequenta anche le lezioni di Medicina, non più condotte sulla base della lettura di autorità quali Ippocrate e Avicenna, ma bensì sull’osservazione diretta, l’elaborazione di ipotesi e la loro verifica.

Nel 1654 Locke conosce Robert Boyle, all’ora docente ad Oxford, al quale si legherà in una duratura e sincera amicizia. Gli aspetti più innovativi dell’insegnamento e della pratica scientifica di Boyle sono sicuramente il rifiuto di ipotesi metafisiche e la sua instancabile attività di ricerca. Nel 1662, quando ancora Locke si trova ad Oxford, Boyle pubblica la sua opera Il Chimico Scettico, che la storia della scienza odierna pone alle origini della nascita della chimica moderna.

Per John Locke la fine del corso di studi ad Oxford, nel 1658, coincide con la data della morte di Oliver Cromwell e con l’inasprirsi delle tensioni politiche, che terminano temporaneamente, nel 1660, con la restaurazione degli Stuarts. Questi avvenimenti mutano profondamente l’atmosfera di collaborazione e libera ricerca di Oxford, che viene sottoposta a maggior controllo, anche e soprattutto in termini di religione.

Dopo aver rinunciato alla carriera ecclesiastica e accademica, nel 1666, Locke conosce Lord Ashley che, dopo avergli proposto di divenire suo medico personale, lo sprona a riprendere e ad approfondire gli studi filosofici. Locke si trasferisce, dunque, a Londra dove, nel 1668, diviene membro della Royal Society. Qui Locke ha modo di riflettere da vicino sul governo e sulla politica di Carlo II Stuart che assume sempre di più la tendenza verso l’assolutismo che aveva portato Carlo I a morire decapitato.

Sono proprio le frequentazioni e i problemi politici londinesi a portare Locke ad allargare il suo orizzonte di riflessione, a ridiscutere il rapporto tra ragione e fede e ad analizzare meglio i limiti e i fondamenti del potere politico.

A indirizzarlo su questi temi è proprio il confronto con la corrente filosofica neoplatonica inglese che fa maturare in Locke l’idea di spingersi oltre e di occuparsi, quindi, in maniera più generale, sistematica e originaria di cosa sia la verità e di come sia possibile raggiungerla, tracciando i fondamenti della conoscenza umana ma, prima di stabilire verità comuni e perenni, la ragione ha bisogno di riconoscere i limiti della propria conoscenza e della propria ignoranza.

Le discussioni intavolate, già dal 1671, con il compagno di università James Tyrrell e Lord Ashley, portano Locke a due primi abbozzi del Saggio sull’intelletto umano, che gli impegni politici, però, non gli permettono di terminare. Solo gli anni della sua permanenza forzata in Francia, per motivi di salute, gli permetteranno di concentrarsi su quest’opera che, tuttavia, non riuscirà ancora a completare.

Nel 1679 Locke ritorna a Londra con Lord Ashley, che diviene Presidente del Consiglio del Re nonostante la sua posizione critica nei confronti della politica assolutistica della Corona. Ma questa parentesi dura relativamente poco dato che, già nel 1682, a seguito di una tentata insurrezione antimonarchica, viene accusato di cospirazione e tradimento ed è pertanto costretto ad abbandonare la madrepatria, seguito da Locke che, a sua volta, non si sentiva più al sicuro in Inghilterra. È proprio in esilio, in Olanda, che John Locke scriverà i Due trattati sul governo e gran parte del Saggio.

Nel 1689, con la Gloriosa Rivoluzione, Locke si sente libero di tornare a Londra dove finalmente pubblica le sue opere anche se, ben presto, sarà di nuovo costretto a lasciare la città, questa volta per motivi di salute che lo costringeranno a ritirarsi in campagna, dove morirà nel 1704.