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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Cartesio non ritiene opportuno entrare direttamente nel dibattito sulle questioni morali per due motivi: il primo è che tali questioni si prestano a facili fraintendimenti e possono essere facilmente stravolte e usate per fini illegittimi; il secondo motivo è di carattere formale, perché le leggi morali competo ai sovrani o a chi è stato delegato a comporle. Tuttavia nella terza parte del Discorso sul metodo, Descartes enuncia tre massime di una morale che definisce «provvisoria», ossia norme pratiche utili in attesa che sia possibile una vera e propria riforma della moralità.

La prima norma afferma che è opportuno obbedire alle leggi e al costume del paese in cui si vive.

La prima era di obbedire alle leggi e ai costumi del mio paese, mantenendomi fermamente nella religione in cui Dio mi aveva fatto la grazia di essere istruito fin dall'infanzia, e regolandomi per il resto secondo le opinioni più moderate e lontane dagli eccessi messe ordinariamente in pratica dai più prudenti fra quelli con cui avrei dovuto vivere. (Cartesio, Discorso sul metodo)

La seconda afferma l’importanza di perseverare nelle decisioni assunte.

La mia seconda massima era di mantenermi nelle mie azioni più fermo e più risoluto che potessi, e di seguire le opinioni più dubbie, una volta che a queste mi fossi determinato, non meno costantemente di quelle del tutto sicure. (Cartesio, Discorso sul metodo)

La terza riguarda la necessità di dominare i propri desideri, le proprie passioni, provando a cambiare se stessi, prima che il mondo esterno.

La mia terza massima era di cercare di vincere me stesso piuttosto che la fortuna, e di cambiare i miei desideri piuttosto che l'ordine del mondo; e, in generale, di abituarmi a credere che non c'è nulla che sia interamente in nostro possesso se non i nostri pensieri, sicché quando abbiamo fatto del nostro meglio, rispetto alle cose fuori di noi, tutto quello che non ci riesce è per noi assolutamente impossibile. (Cartesio, Discorso sul metodo)

Nel 1649 Cartesio scrive le "Passioni dell'anima" dove tratta delle passioni connesse ai temi morali.

Le passioni erano sempre state viste come ostacoli alla virtù, Cartesio invece ribadisce la loro insopprimibilità. Le passioni hanno origine nel corpo ma si riferiscono all’anima. Sono passioni la meraviglia, la stima, il disprezzo, la generosità, l’amore, l’odio, ecc. Vi sono passioni che sorgono anche dall’anima, dal piacere di provare emozioni ed è dal loro esercizio che dipende gran parte del sommo bene per l’uomo. La passione in sé è neutra, né buona né cattiva, ma si può eccedere nell'uso di essa e può diventare quindi negativa. Le passioni appartengono all'animo, ma nascono dall'incontro con i corpi. Le passioni sono di tre tipi, a seconda che prevalgano in esse l’influsso del corpo o dell'anima: Le prime sono quelle fisiologiche, in cui il corpo si impone all'anima e le sensazioni di piacere e dolore si impongono all'anima; psicologiche dove vi è equilibrio tra sensazione e volontà; morali dove la volontà si impone alla sensazione. L'anima non può sopprimere le passioni, ma può esercitare il dominio indiretto di esse con un habitus comportamentale ispirato alla razionalità: le passioni sono insopprimibili, quindi bisogna educarsi a controllarle. La debolezza dell'anima consiste nel farsi trascinare dalle passioni opposte, la forza dell'anima è opporre alle passioni conoscenze e giudizi. Qualsiasi anima può essere educata. Il compito dell’uomo è seguire la virtù, autodeterminare il proprio libero arbitrio in base all’idea del bene. Anche dal seguire la virtù può, infatti, scaturire gioia e contentezza di sé:

Chiunque ha vissuto in modo tale, che la sua coscienza non ha potuto rimproverargli di aver mai mancato di fare tutte le cose ch’egli ha ritenuto migliori (che è ciò che qui chiamo seguire la virtù), ne riceve una soddisfazione, che è talmente capace di farlo felice, che gli sforzi più violenti delle Passioni non avranno mai abbastanza potere per turbare la tranquillità del suo animo. (Cartesio, Passioni dell’anima)

 

Massime cartesiane:

  • Il dubbio è l'origine della saggezza
  • ogni problema che ho risolto è diventata una regola che in seguito è servita a risolvere altri problemi
  • se vuoi diventare un vero cercatore della verità almeno una volta nella tua vita devi dubitare il più profondamente possibile di tutte le cose
  • conquista te stesso non il mondo
  • non è sufficiente possedere una buona mente L'importante è saperlo usare nel modo giusto
  • l'uomo è una cos a imperfetta che tende incessantemente a qualcosa di migliore e più grande
  • a parte i nostri pensieri non c'è nulla che sia davvero il nostro potere