Per suggerimenti e osservazioni scrivi a:

info@storiadelleidee.it

Si ricorda a tutti i visitatori che il sito è in costruzione, ci scusiamo per i numerosi refusi causati dalla dattiloscrittura/dettatura vocale, il materiale presente deve ancora essere revisionato. Lo scopo del sito è didattico i materiali pubblicati o visibili tramite link sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori o gestori.

Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

Amici e collaboratori stanno contribuendo alla realizzazione.

L'altro grande contributo di Leibniz nel campo della logica è stato quello di anticipare la distinzione tra verità analitiche e verità sintetiche Leibniz, infatti, aveva distinto le verità in due grandi gruppi le verità di ragione e le verità di fatto:

I nostri ragionamenti sono fondati su due grandi principi, quello di contraddizione, in virtù del quale noi giudichiamo falso ciò che implica contraddizione vero ciò che è opposto o contraddittorio al falso. E quello di ragione sufficiente, in virtù del quale Consideriamo che nessun fatto può essere vero o esistente e nessuna proposizione vera, senza che vi sia una ragione sufficiente perché sia così e non altrimenti, per quanto queste ragioni Il più delle volte non possono esserci note (Leibniz, Monadologia).

 Le verità di ragione sono fondate sul principio di identità e di non contraddizione, equivalgono A proposizioni nelle quali il soggetto è il predicato coincidono sono necessarie e universali; esse sono vere in qualsiasi mondo possibile perché negarle implica una contraddizione. Le verità di fatto invece sono fondate sul principio di ragione sufficiente, corrispondono alle osservazioni derivanti dal mondo reale ed empirico che appunto sono contingenti e non necessarie la loro negazione non implica contraddizione; esse non sono vere in qualsiasi mondo possibile ma solo nel nostro e dipendono appunto dal principio di ragione sufficiente:

La ragione sufficiente si deve trovare anche nelle verità contingenti e di fatto cioè nelle serie delle cose sparse nell'universo delle creature; Ines e la risoluzione in ragioni particolari può essere spinta senza limiti a causa del immensa varietà delle cose della natura e della divisione dei corpi all'infinito. C'è un'infinità di figure di movimenti presenti e passati che entrano nella causa efficiente del mio presente scrivere, e c'è un'infinità di piccole inclinazioni e di disposizioni della mia anima, presenti e passate che entrano nella causa finale (Leibniz, Monadologia).

Leibniz a differenza di Spinoza e Cartesio non ritiene possibile spiegare i fatti contingenti solo attraverso le cause efficienti, diversamente, non vi sarebbero infiniti mondi possibili e la libertà e l’onnipotenza di Dio verrebbero limitati. Come è possibile pertanto che tra tutti i mondi possibili solo certi fatti si verificano ed altri no? Esso accade in virtù di alcune ragioni sufficienti che in parte sono cause efficienti ed in parte sono legate alla causa finale rappresentata dalla bontà infinità di Dio, che sceglie che accadano questi fatti non contraddittori perché ad essi corrisponde il migliore dei mondi possibili. Dice Leibniz proviamo a ragionare come i moderni, che vogliono tenere soltanto le cause efficienti, mettiamo che io debba descrivere per esempio un generale che conquista Una piazzaforte. Come posso spiegarlo in termini di causa efficiente? Sarei costretto a dire che c'era della polvere da sparo che era talmente ben compressa che ad certo punto è esplosa, ha fatto partire una palla che ha colpito il muro che è crollato..... Non ho detto niente di che quello che stava succedendo lì dentro invece se io dico che c'era un generale che aveva lo scopo di conquistare questa Piazzaforte e per farlo si è servito di certi mezzi allora ho spiegato cosa è successo. Con questa specifica si possono dunque elevare a conoscenze anche i fatti storici e umani, benché come detto non sempre l’uomo riesca a comprenderne le ragioni.