Per suggerimenti e osservazioni scrivi a:

info@storiadelleidee.it

Si ricorda a tutti i visitatori che il sito è in costruzione, ci scusiamo per i numerosi refusi causati dalla dattiloscrittura/dettatura vocale, il materiale presente deve ancora essere revisionato. Lo scopo del sito è didattico i materiali pubblicati o visibili tramite link sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori o gestori.

Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

Amici e collaboratori stanno contribuendo alla realizzazione.

Lorenzo Valla (1407-1457) attraverso uno studio preciso e sistematico degli antichi e della loro lingua può essere considerato il fondatore della filologia. La sua opera principale è il De voluptate dove esprime la serena accettazione della condizione umana che è caratterizzata dall’imperfezione e dalla mortalità; l’uomo dice Valla è spinto ad agire dalla ricerca del piacere, questo non può essere estirpato, ma va accolto e regolato. L’uomo dunque deve accettarsi per quello che è, imperfetto ed esposto ai pericoli, pensare di poter andare oltre la natura umana, supeare i suoi limiti e eliminarne tutte le imperfezioni sarebbe per Valla come chiedere di avere le stesse caratteristiche di Dio, ma questo non è possibile per natura.

 

Nato a Roma, dopo aver soggiornato a Firenze, intraprende la carriera di diplomatico nello Stato Pontificio, dal 1435 diviene segretario di Alfonzo V d’Aragona a Napoli. È durante questa esperienza che porterà a compimento lo studio sulla donazione di Costantino, che però sarà pubblicato postumo solo nel 1517, questo scritto lo renderà celebre nei secoli. Il De falso credita et emendita Constantini donatione dimostra attraverso un’attenta analisi dei termini in esso contenuti che il manoscritto non può essere stato redatto ai tempi dell’imperatore Costantino, ma era stato presumibilmente composto intorno all’VIII secolo negli ambienti della cancelleria pontificia (il latino medioevale e ben diverso da quello romano del IV secolo). Questa rivelazione risultava essere un colpo durissimo al potere temporale del papato, infatti i papi usavano questo documento per far valere la legittimità dell’autorità temporale. In tale carta si affermava che nel 314 l’Imperatore Costantino avrebbe donato a papa Silvestro I la giurisdizione civile su Roma e tutti i territori dell’Occidente, attribuendo al pontefice anche la facoltà di portare le insegne imperiali.

 

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Sylvester_I_and_Constantine.jpg/350px-Sylvester_I_and_Constantine.jpg