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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Tommaso Campanella nasce a Stilo in Calabria nel 1568 ed è di fatto contemporaneo di Galileo e Keplero, anche lui come Bruno entra nell’ordine domenicano, anch’egli venne presto accusato d’eresia a causa della sua adesione alla filosofia naturalista di Telesio. Dopo aver viaggiato per i principali centri italiani torna a Stilo nel 1598 dove ordisce una congiura contro gli spagnoli, con l’intento di fondare una repubblica teocratica, scoperto nel 1599 viene arrestato con una doppia accusa sedizione ed eresia. Per salvarsi si finge pazzo, ma sarà trattenuto in carcere per 27 anni fino al 1626 quando Papa Urbano VIII gli concesse la grazia. Riacquistata la piena libertà, fugge in Francia dove rimane protetto dal re Luigi XIII e dove morì nel 1639.

Campanella non esprime una sua cosmologia così chiaramente come Bruno e Telesio. Ma sostiene il sensismo di Telesio e l’idea di natura animata. Il suo intento più che rivolto alla natura è rivolto a trasformare il cristianesimo in una religione naturalistica capace di riunire tutti gli uomini, questo sta alla base della sua opera più nota La città del Sole. Il Cristianesimo deve essere ricondotto alla natura, ovvero deve diventare una religione naturale dove i dogmi siano in accordo con la ragione. A tal fine è fondamentale la conoscenza della natura e delle sue leggi. Una volta scoperte le leggi della natura è possibile dominarla, questo in particolare è quello che fa il mago quando manipola la realtà, ovvero agisce sullo spirito materiale che pervade le cose.

Il mondo per Campanella è dotato di anima, è un animale senziente attraverso il quale Dio opera. L’anima negli animali coincide con lo spiritus ovvero con il sentire che è alla base della conoscenza. Nell’uomo oltre allo spiritus è presente anche un’anima di origine divina che permette all’uomo di sperare nell’immortalità. La conoscenza del mondo parte dalla conoscenza di sé come uomini e soprattutto del proprio sentire, il sentire dell’uomo è caratterizzato dal potere, dal sapere e dal volere. L’uomo conosce il mondo se sa riconoscere i cambiamenti a cui sono sottoposti i sensi quando incontrano la natura, il suono prima di essere conosciuto come tale è conosciuto attraverso il senso dell’udito che subisce una modifica da esso (e se il suono è forte anche dolore…).

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 Anche per Campanella l’uomo è microcosmo rispetto al mondo che è macrocosmo, così la realtà è essa stessa composta da tre primalità originarie la potentia la sapientia e l’amor. Queste caratteristiche della natura si ritrovano anche in Dio dove acquistano il grado di perfezione.

Campanella sosterrà Galileo con l’opera Apologia di Galileo del 1616. Campanella si pone in opposizione all’aristotelismo cristiano e si vede piuttosto come appartenente alla tradizione di Pitagora, Filolao, Timeo, etc. L’attacco agli avversari di Galileo è dovuto, non tanto a motivazione scientifiche, quanto all’opposizione di Campanella all’utilizzo della Bibbia come strumento per impedire lo studio del mondo.

Nell’Apologia, comunque, Campanella non si limita alla difesa della libertà dell’uomo per interpretare la natura, ma definisce anche mirabili le scoperte dello scienziato riguardo la natura dei pianeti e alle loro rotazioni. Nel nono argomento Campanella affronta anche il tema della molteplicità dei mondi, dove a sostegno di Galileo, dichiara che non è impossibile che esistano infiniti mondi purché essi siano parte di un unico sistema.

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