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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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La scuola di Baden ebbe i suoi centri principali nelle università di Heidelberg e di Friburgo, entrambi situati nella regione del Baden da cui deriva il nome della scuola.    http://s1.germany.travel/media/content/staedte___kultur_1/essen_trinken/weinanbauregionen/baden_1/karte_weinanbaugebiet_1/Weinanbaugebiet_Baden_DE_330x0.jpg Questa scuola concentrò i suoi interessi sulle questioni etico-assiologiche e di filosofia della cultura e della storia. L'obiettivo era quello di estendere il rigore della ricerca kantiana anche agli ambiti che erano rimasti fuori dalla Critica Della Ragion pura o comunque non erano stati trattati in modo sufficientemente esaustivo.

Il fondatore di questa scuola è Wilhelm Windelband (1848-1915), egli rivolge i suoi studi agli a-priori ovvero quegli atti necessari a fondare, tramite una coscienza “normativa”, il complesso delle scienze, secondo Windelband «conoscere significa giudicare e giudicare significa riconoscere un valore» perciò è il valore ad assumere la centralità della ricerca filosofica. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ7DprIXjWRiEN2GI9LLKWM1ariGxTttwkObBKRaKmoOStV0TAb Esistono due tipi di giudizi: quelli di fatto che sono propri delle scienze naturali, ad esempio che tutti i corpi sono estesi, e quelli di valore propri delle scienze umane, ad esempio che l’equità è giusta. Cerco di affermare la piena dignità delle Scienze umanistiche storiche sociali, sostenendo che la loro differenza rispetto alle scienze della natura e sono nel diverso atteggiamento che esse hanno verso il loro oggetto di studio: mentre le scienze della natura puntano a cogliere leggi universali, le scienze umane, storiche e sociali puntano a individuare significati e valori negli eventi particolari.

Da questa impostazione deriva anche la distinzione delle scienze in due grandi gruppi: quelle NOMOTETICHE (che hanno il compito di determinare l’universalità dei fatti) come le scienze della natura e la fisica e quelle IDIOGRAFICHE (che descrivono la singolarità dell’evento) come la storia che si fonda su valori che provengono dalle azioni umane. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSMY6BLN8pm78rEUpEx7MkjljXfP3jjBokayMFQdIpRKvZldKtr

Heinrich Rickert (1863-1936) riprende le tesi del suo maestro Windelband ed afferma che tutta la realtà è composta di due aspetti: natura e storia.

La realtà è intesa come natura quando in essa si ricerca l'universalità delle leggi, è invece storia quando il ricercatore è interessato al particolare e all’individuare.

La realtà è divisa in tre regni quello dei valori https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT4ZS2M79ERG_Okr2Zeligw1mHGk2b6B5RxdPhSao6mB92HruSU , quello della realtà https://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2018/04/Earth-Day-Giornata-Mondiale-della-Terra.jpg?x30733 e quello del senso. Quest'ultimo è il regno del soggetto che con la sua azione giudicante, valutativa, cerca continuamente di congiungere il regno dei valori al regno della realtà attribuendogli senso. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSioyYw9tziy1TUJDOSE2U45gyrOcsZ5T_8vWsdt98IStt4hWZn4w Di conseguenza la validità della conoscenza della realtà dipende dal valore ovvero il suo dovere essere secondo appunto il regno dei valori. Criticò fortemente il Positivismo il quale intendeva tradurre tutti i valori in meri fatti, ma anche le correnti relativistiche che tendevano a dissolvere i valori nelle semplici esperienze individuali.

Il valore dunque è un’essenza ideale meta-empirica che conferisce senso e ordine ai fenomeni. Individua sei tipi di valori ai quali corrispondono altrettanti domini dell'esperienza teorico-pratica dell'uomo. Essi sono: il valore della verità a cui corrisponde il dominio della logica; il valore della bellezza a cui corrisponde il dominio dell'estetica; il valore della moralità a cui corrisponde il dominio dell'etica; il valore della felicità a cui corrisponde il dominio del piacere; il valore della santità personale a cui corrisponde il dominio della religione; il valore della santità impersonale a cui corrisponde il dominio della mistica.

Questi tipi di valori sono considerati, al pari delle forme a-priori, universali e necessari; esistenti dunque come forme pure che entrano, per così dire, “in gioco” nei giudizi valutativi a cui le azioni dei soggetti tendono a conformarsi (sono cioè criteri guida con i quali si valutano i propri fatti).

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