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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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La scuola di Marburgo prende il nome dalla cittadina universitaria dove i suoi principali esponenti insegnarono. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTwPRJlXb2o1jCA7pwzmvO9hxlcxCnR7IPlMa0Ut3bnscA7yeXG Secondo questi autori la filosofia deve occuparsi di cogliere le strutture pure, trascendentali, della conoscenza deve cioè occuparsi di individuare i caratteri universali del metodo grazie all'apporto delle discipline formali.

Il fondatore di questo indirizzo è Hermann Cohen (1842-1918), egli concentra la sua attenzione a definire la filosofia come una “metafisica critica” volta a garantire la validità della conoscenza, cioè attraverso la ricerca di concetti puri e forme logiche che garantissero universalità e legalità al conoscere: la riflessione è condotta recuperano l’ideale platonico dell’idea che però non è intesa come sostanza, ma come regola, cioè come condizione formale che garantisce a-priori l’universalità e la necessità della conoscenza. In particolare Cohen ritiene che l’aspetto più rilevante della filosofia kantiana non risieda nella distinzione tra esperienza e forme a-priori, che porta secondo l’autore a scegliere tra una visione psicologista che sacrifica le forme a priori o una posizione idealistica che sacrifica i dati dell’esperienza, ma nel metodo trascendentale ovvero nell’idea che ci si debba concentrare sullo studio degli schemi che rendono possibile l’analisi dell’esperienza. Per il fondatore della scuola di Marburgo in particolare questi schemi sono quelli della matematica, a fondamento della realtà ci sarebbero le relazioni logico-matematiche e le entità numeriche ci permetterebbero di conoscerle. Emerge dalle posizioni di Cohen il carattere pitagorico della sua impostazione, in quanto le entità numeriche diventano il tramite, lo strumento unico e indispensabile, per poter passare dal mondo platonico delle possibilità al mondo della realtà. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRviINUbI7yLuHmevbYnVthruP_T68LYV8j-Gg3Vb6bkHqY9fN-Fg

Poul Natorp (1854-1924) allievo di Cohen cercherà di estendere le idee di Cohen anche a tutti gli altri aspetti del mondo (morale, estetica, religione…) e non solo alla teoria della conoscenza scientifica. Questo può avvenire secondo Natorp attraverso lo studio del «modo quotidiano di rappresentare le cose» in base alla percezione pre-scientifica, questo compito sarebbe proprio della psicologia filosofica. Compito del pensiero è quello di determinare l'indeterminato. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRt6jqtJUY1VXcap4rG1sIzevqMxCXetK0Pr-JaZzmsCsDz9Jx6ow Tuttavia da ogni determinazione scaturisce la necessità di nuove determinazioni, la comprensione del mondo è pertanto un movimento continuo e non un giungere in un punto fermo. Da ciò segue che le idee non sarebbero oggetti logici al pari degli enti sensibili, ma le leggi e i metodi della conoscenza stessa.

Ernst Cassirer (1874-1945) è il massimo rappresentate della scuola di Marburg. Allievo di Cohen e Natorp, egli fa proprio il metodo trascendentale di Kant con il quale cerca di individuare le strutture costanti della storia del pensiero e della cultura, estendendole anche, anche alle forme di pensiero non scientifico.

La vecchia metafisica aristotelica aveva affermato che gli oggetti trovano il loro fondamento nella sostanza indipendentemente dall'esperienza e dal pensiero. Cassirer considera questa visione del mondo superata dal criticismo kantiano il quale cerca l'oggettività della conoscenza nella correlazione fra procedure di osservazione e dati osservati, in altri termini le condizioni di possibilità dell'esperienza stessa. La correlazione fra osservazione e dati è una "relazione funzionale", la "funzione" va così a sostituire la centralità della sostanza.https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT75ifw6kC5e4leubHZaGGaw0CSR4FWMRRsnyKMjYFdCxYuDLfe La differenza fondamentale è che mentre le sostanze rimanevano sempre inafferrabili, e pertanto la conoscenza fondata su di esse era imprecisa, le relazioni funzionali possono essere determinate con rigore perché non sono indipendenti dal pensare, ma il prodotto del pensiero stesso. La funzione e ciò che conferisce forma all'esperienza, la funzione del pensiero ad esempio il concetto che rende possibile ordinare la realtà e generale le leggi scientifiche, un esempio di funzione è la predicazione di una proprietà di qualcosa per esempio affermare che Socrate è stato maestro di Platone. http://www.inliberta.it/wp-content/uploads/2016/03/plato_socrates-225x300.jpg

La sua opera principale è Filosofia delle forme simboliche, le strutture trascendentali, o forme simboliche, sono appunto le “funzioni”, tali “funzioni” sono riconducibili e identificabili in virtù del “valore del segno” che è prodotta dalla “funzione costitutiva del linguaggio”:

            Il simbolo non è il rivestimento meramente accidentale del pensiero, ma il suo organo necessario ed essenziale. Esso non serve soltanto allo scopo di comunicare un contenuto concettuale già bello e pronto ma è lo strumento in virtù del quale questo stesso contenuto si costituisce ed acquista la sua compiuta determinatezza. L'atto della determinazione concettuale di un contenuto procede di pari passo con l'atto del suo fissarsi in qualche simbolo caratteristico (Cassirer, Filosofia delle forme simboliche).

La sua filosofia si caratterizza come critica della civiltà, cioè un’analisi, un’indagine, sulle forme specifiche della civiltà umana che sono: da un lato il mito, l’arte, la religione, la scienza e dall’altro lo strumento che è all’origine di esse cioè il linguaggio che le esprime.

Il linguaggio per Cassirer non è solo uno strumento per comunicare, ma è anche il mezzo per organizzare l’esperienza, che trasforma così le impressioni in conoscenza razionale. L’insieme dei significati rappresenta le forme simboliche con cui compiere l’analisi critica della cultura (parafrasando Aristotele, Cassirer sostiene che l’uomo è un “animale simbolico”, cioè fa dei simboli i mezzi di ordinamento e comprensione delle cose).

La ragione è un termine assai inadeguato per comprendere tutte le forme della vita culturale dell'uomo in tutta la loro ricchezza e varietà. Ma tutte queste forme sono forme simboliche. Per conseguenza, invece di definire l'uomo animal rationale, possiamo definirlo animal symbolicum. (Cassirer, Saggio sull'uomo).

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Tale discorso vale anche per la Storia, infatti, secondo lui, non è possibile far storia senza interpretazione degli eventi. Un fatto storico non è tale senza un significato, così come il “il suicidio di Catone, non fu soltanto un atto fisico, ma un atto simbolico”. https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQbnV7ronP_xmBiI7xHDW4z38p5ntmeCYBTbmN6-oBwajhbDsCH La storia stessa è quindi forma simbolica. I simboli per Cassirer hanno la stessa funzione che per Kant avevano le categorie, e sono storicamente condizionati cioè partecipi della storicità complessiva dell’uomo.