Per suggerimenti e osservazioni scrivi a:

info@storiadelleidee.it

Si ricorda a tutti i visitatori che il sito è in costruzione, ci scusiamo per i numerosi refusi causati dalla dattiloscrittura/dettatura vocale, il materiale presente deve ancora essere revisionato. Lo scopo del sito è didattico i materiali pubblicati o visibili tramite link sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori o gestori.

Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

Amici e collaboratori stanno contribuendo alla realizzazione.

Con il termine positivismo si intende quel movimento culturale e filosofico caratterizzato dalla celebrazione del progresso tecnico e scientifico. Esso nasce in Francia nella prima metà dell'800 e si diffonde poi nel resto d'Europa verso la seconda metà del secolo. Esso muove dalla constatazione che la Rivoluzione francese ha posto fine al sistema feudale, ma senza sostituirvi nulla. In particolare questa è la tesi di Sant-Simon che può essere considerato un precursore del positivismo, il quale auspicava che gli industriali e i produttori fossero i protagonisti del nuovo ordine sociale che sarebbe progressivamente sorto dopo la rivoluzione francese. Il termine "positivo", che dà il nome al movimento, è inteso in quattro accezioni principali:
1) innanzitutto indica ciò che è reale e concreto in opposizione a ciò che è astratto e immaginario;

2) in secondo luogo indica ciò che è utile e pratico in opposizione a ciò che è inutile e inefficiente; 

3) in terzo luogo indica la certezza della scienza contrapposta alla vaghezza e alla non verificabilità delle teorie idealiste e teologiche; 

4) infine indica la volontà di costruire e non solo quella di distruggere.

All'interno di questo movimento si distingue un positivismo sociale tipico della prima metà dell'800  nel quale spiccano le figure di Augusto Comte e John Stuart Mill e un positivismo evoluzionistico affermatosi nella seconda metà dell'800 è rappresentato principalmente da Herbert Spencer e dai materialisti tedeschi.

Illuminismo e Positivismo

Il Positivismo trova il suo legame più forte con l’Illuminismo, in particolare come quest’ultimo riconosce:

1) la tendenza a considerare i fatti empirici come base della conoscenza

2) la fede nella razionalità scientifica

3) la convinzione che il vero sapere deve risultare utile all'umanità

4) la concezione laica della cultura

Tuttavia esso si discosta da esso sulla critica all'individualismo

Illuminismo e Romanticismo

Ma sulla base degli studi condotti nell’arco del ‘900 si tende a trovare un collegamento anche tra Romanticismo e Positivismo. Infatti nella maggior parte delle concezioni filosofiche positivistiche e in alcune delle teorie scientifiche da esso scaturite vi è la presenza di un’aspirazione verso l’assoluto che si esprime in una mistica esaltazione del valore delle leggi di natura, e in una dogmatica venerazione del fatto, considerato come «intoccabile » e «divino ».

Tuttavia si distingue nettamente da esso sulle questioni metodologiche