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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Marx accusa la dialettica hegeliana di misticismo logico: essa ha reso onnipotente la logica, dimenticando che ogni pensiero è frutto degli uomini in carne ed ossa. Per Marx bisogna riportare la dialettica a camminare sulle gambe, perché Hegel la fatta camminare sulla testa, ovvero sul pensiero; la storia va interpretata alla luce delle vicende umane e non come progressione di idee. https://previews.123rf.com/images/zetwe/zetwe1301/zetwe130100025/17381395-camminare-a-testa-in-gi%C3%B9.jpg Cosa è dunque la storia per Marx? Per capirlo basta leggere le prime righe del Manifesto:

La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe.

Uomo libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in breve oppressore e oppresso si sono sempre reciprocamente contrapposti, hanno combattuto una battaglia ininterrotta, aperta o nascosta, una battaglia che si è ogni volta conclusa con una trasformazione rivoluzionaria dell'intera società o con il comune tramonto delle classi in conflitto.

Nelle precedenti epoche storiche noi troviamo dovunque una suddivisione completa della società in diversi ceti e una multiforme strutturazione delle posizioni sociali. Nell'antica Roma abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi; nel Medioevo, feudatari, vassalli, membri delle corporazioni, artigiani, servi della gleba, e ancora, in ciascuna di queste classi, ulteriori specifiche classificazioni.

Per Marx la concezione dialettica espressa da Hegel è un’ideologia, cioè un modo di pensare che non solo nasconde o distorce la realtà, ma impedisce di modificarla, presentandola come il necessario e razionale sviluppo dello spirito. Lo stesso vale per lo Stato moderno che non è l’espressione dell’etica come voleva Hegel, ma il prodotto della società borghese

La moderna società borghese, sorta dal tramonto della società feudale, non ha superato le contrapposizioni di classe. Ha solo creato nuove classi al posto delle vecchie, ha prodotto nuove condizioni dello sfruttamento, nuove forme della lotta fra le classi.

Quello che Marx compie è molto di più che un inversione tra soggetto e predicato come fatto da Feuerbach, infatti, il filosofo di Treviri attraverso undici tesi rimarca come l’analisi di Feuerbach resti ancora a livello di pensiero e non sia calata nella realtà storico-sociale in cui l’individuo vive, egli nelle sue tesi mostra le linee del materialismo storico che si distingue dall’umanesimo. 

https://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1845/3/tesi-f.htm

Per un altro verso anche i Socialisti utopisti di inizio secolo non sono riusciti a compiere un'analisi che permettesse di superare le condizioni di sofferenza in cui si trovano a vivere i proletari della metà dell'800. Srivono Marx ed Engels nel Manifesto:

I sistemi propriamente socialisti e comunisti, i sistemi di Saint-Simon, di Fourier, di Owen, ecc., emergono nella prima e non sviluppata fase della lotta fra proletariato e borghesia [...]. I fondatori di quei sistemi colgono certo la contrapposizione fra le classi, come pure l'efficacia degli elementi dissolventi in seno alla stessa classe egemone. Ma non colgono affatto l'autonomo ruolo storico del proletariato, non colgono alcun movimento politico proprio del proletariato.