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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Jean Piaget nasce a Neuchatel nel 1896 e muore a Ginevra nel 1980, si interessa di filosofia , psicologia e per un breve periodo anche di psicoanalisi.

Lavora nel laboratorio di psicologia sperimentale di Binet dove si occupa di test mentali. Il suo interesse per i test non riguarda le risposte giuste (aspetto quantitativo per misurare l’intelligenza) bensì quelle errate, per scoprire i meccanismi qualitativi che sono alla base del funzionamento della mente.

Nel 1921 venne chiamato dallo psicologo Edouard Claparede a Ginevra all’istituto J.J. Rousseau dove svolge ricerche sullo sviluppo infantile che danno origine a importanti pubblicazioni come Il Linguaggio e il pensiero nel fanciullo del 1923.

In seguito osservando il comportamento dei suoi tre figli scrive “La nascita dell’intelligenza nel bambino” del 1936.

Piaget è tra i fondatori della psicologia genetica, la psicologia genetica indaga le origini dello sviluppo psichico del periodo infantile e adolescenziale con lo scopo di avere una migliore comprensione della mente adulta.

Successivamente fonda il suo indirizzo di ricerca l'epistemologia genetica su cui tiene un corso nell’università di Ginevra.

L’epistemologia genetica è lo studio delle corrispondenze tra gli stadi dello sviluppo del pensiero del bambino e l’affermarsi nel corso della storia di forme di pensiero più evolute.

Piaget è convinto che il progresso scientifico che ha reso possibile la “conquista” del pianeta da parte dell’uomo è dovuto a un uso sistematico e maturo del pensiero ipotetico- deduttivo.

Secondo lui c’è una correlazione tra il pensiero che si sviluppa nel bambino e come il pensiero si è sviluppato nella storia dell’uomo. https://thumbs.dreamstime.com/z/evoluzione-del-cranio-cranio-umano-australopithecus-homo-erectus-neanderthalensis-homo-sapiens-68874650.jpg L'epistemologia genetica dunque comporta la collaborazione tra diverse discipline come la storia, la logica e la psicologia.

Sul piano metodologico Piaget si avvale di un colloquio clinico (conversazione con il bambino attraverso cui studia il loro pensiero spontaneo), di un metodo critico (conversazioni svolte a capire come risolvono un problema), e dell’osservazione quasi sperimentale definita cosi da Guido Petter per intendere l’osservazione sistematica di bambini piccoli in contesti dove sono sollecitati da particolari stimoli. (Guido Petter, Lo sviluppo mentale nelle ricerche di Piaget)

L’INTELLIGENZA COME ADATTAMENTO

L’intelligenza per Piaget è una forma evoluta e complessa di adattamento, attraverso cui l’uomo conosce l’ambiente e interviene attivamente su di esso per modificarlo. Piaget parte dall’ipotesi che l’intelligenza abbia una natura biologica e che sia una forma di adattamento all’ambiente. Nel corso delle trasformazioni evolutive gli organismi appartenenti a varie specie hanno sviluppato determinate caratteristiche fisiche quali la conformazioni degli arti e certe capacità sensoriali, tale adattamento avviene anche attraverso il comportamento che nelle specie più evolute è guidato dall’intelligenza. L’adattamento è un processo che presuppone continui cambiamenti infatti l’esperienza pone al bambino che cresce bisogni nuovi da soddisfare e problemi nuovi da risolvere.

Per spiegare queste trasformazioni Piaget ricorre ai meccanismi di assimilazione e accomodamento.

L’assimilazione

L’assimilazione è il processo attraverso cui un soggetto acquisisce l’esperienza del mondo esterno attraverso schemi o concetti che ci sono già noti.

Per esempio il neonato possiede il riflesso innato della suzione e mediante tale schema assimila la realtà esternare come nutrisi o conoscere gli oggetti tenendoli in bocca.

crescendo il lattante coordina tra loro diversi schemi dando via via origine a schemi più complessi per esempio lo schema motorio del ritrarre il braccio viene usato per portare il doto o altri oggetti alla bocca.

L’accomodamento

L’accomodamento è la modifica di schemi e concetti in virtù delle nuove esperienze che forniscono nuove informazioni.

Un esempio è dato dal bambino che ha acquisito il concetto-schema di riccio di castagna, quando al mare troverà un riccio da principio penserà al riccio di castagna successivamente notando che si tratta di un particolare essere vivente accomoderà lo schema di rischio generando il nuovo schema concetto di riccio di mare.

L’adattamento

L’adattamento in base a questi due concetti risulta essere una forma di equilibrio tra accomodamento e assimilazione: il bambino impara e agisce mediante entrambe i processi.

Considerando l’esempio precedente il bambino ha imparato un nuovo modo di classificare i ricci e sa distinguere tra vegetale e animale anche se sono simili e denominati da uno stesso concetto.

L’organizzazione

Nell’intelligenza vi sono aspetti comuni a tutte le età, ad ogni livello l’azione presuppone sempre un interesse che l’ha provocata a cui corrisponde sempre un bisogno fisiologico, affettivo o intellettuale, sono però i livelli raggiunti dallo sviluppo mentale a determinare gli interessi specifici dell’individuo per esempio un orologio da taschino per un lattante può essere un curioso oggetto da afferrare mentre per un adulto un congenito meccanico di cui e interessante conoscere il funzionamento.

L’intelligenza presenta strutture costanti e strutture variabili che mutano nel corso dello sviluppo queste ultime sono per Piaget le varie forme dell’organizzazione che la mente presenta negli stadi evolutivi.

L'organnizazione mentale è la struttura assunta dalle diverse strategie di adattamento l'evolversi di esse rappresenta lo sviluppo mentale

Lo sviluppo mentale consiste in una progressiva organizzazione di strategie sempre più complesse che consentono di adattarsi in modo sempre più preciso alla realtà.

Piaget individua quattro stadi in cui l’organizzazione mentale del bambino si trasforma e compie salti di qualità nelle capacità di adattamento alla realtà.

GLI STADI DI SVILUPPO

Piaget individua quattro stati

  1. LO STADIO SENSOMOTORIO
  2. LO STADIO PREOPERATORIO
  3. LO STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE
  4. LO STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI

Ciascuno di questi stadi rappresenta una tappa di sviluppo dell’individuo ed è caratterizzato da una diversa organizzazione mentale.

I stadio lo stadio sensomotorio dalla nascita ai 24 mesi

L’espressione senso motorio deriva dal fatto che il bambino agisce mediante schemi basati sulla percezione (senso) e movimento (motorio).

Secondo Piaget in questo periodo si verifica uno sviluppo mentale straordinario e per questo tale stadio si suddivide a sua volta in sei sottostadi. https://image.slidesharecdn.com/lezioni7-8-131111220938-phpapp01/95/lezioni7-8-15-638.jpg?cb=1384207825

Piaget per descrivere i progressi nei vari sottostai sensomotori utilizza il concetto di schema e quello di reazione circolare.

Gli schemi sono delle strategie messe in atto dal soggetto per conoscere il mondo e agire su di esso.

mentre

Le reazioni circolari consistono nel ripetere più volte schemi sia quelli innati che quelli acquisiti

Questo esercizio funzionale consolida e perfezione gli schemi del bambino (assimilazione) ma produce anche effetti nuovi e interessanti che determinano l’acquisizione di nuovi schemi (accomodamento).

I sottostadio o dell’esercizio dei riflessi

Questo stadio va da 1 a 2 mesi di vita. Al momento della nascita il neonato esplora il mondo utilizzando i riflessi innati come schemi di assimilazione. Piaget osserva che tali comportamenti non sono meccanici la suzione per esempio si affina con l’esercizio e il piccolo dopo una settimana succhia meglio che non i primi giorni. https://cuscinogravidanza.com/wp-content/uploads/2019/03/posizione-corretta-al-seno.png

II sottostadio o delle reazioni circolari primarie

Questo va dai 2 ai 4 mesi. I questo periodo il lattante inizia coordinare tra loro più schemi sensomotori per esempio se il lattante prima succhiava il dito per errore adesso lo porta volontariamente alla bocca. https://cdn.imgbin.com/21/19/6/imgbin-puzzle-baby-cartoon-finger-infant-sleep-others-Uj7Hm6x4YyqMDxwtgCaU1cAZv.jpg In questa fase il piccolo gioca con il proprio corpo e le reazioni circolari che mette in atto non sono riferite ad oggetti esterni distinti dal proprio corpo.

Il bambino in questo periodo compie solo imitazioni sporadiche, verso il terzo mese di vita il bambino riesce a imitare un suono emesso dall’adulto.

III sottostadio o delle reazioni circolari secondarie

Questo stadio va dai 4 agli 8 mesi. Con le reazioni circolari secondarie il lattante ripete le azioni che hanno prodotto risultati interessanti nel mondo esterno per esempio quando sputa il ciuccio per vederselo rimettere in bocca.

Il lattante comincia differenziare il proprio corpo dagli oggetti e agisce sulla realtà esterna in vista di uno scopo, ma in questo stadio l’intenzionalità di questi comportamenti non è completa in quanto il lattante non separa in modo chiaro la causa dall’effetto.

L’esperienza del toccare, afferrare e manipolare rendono possibile una prima nozione di permanenza degli oggetti, per esempio se la mamma copre con un fazzoletto un pupazzo lasciandolo in parte scoperto il lattante di sette mesi solleva il fazzoletto per giocarci ma se è interamente coperto per lui il giocattolo è sparito del tutto. https://image.slidesharecdn.com/losviluppocognitivosecondopiaget-130731074507-phpapp01/95/lo-sviluppo-cognitivo-secondo-piaget-16-638.jpg?cb=1375256724  In questo periodo il lattante riesce a compiere delle imitazioni sistematiche per esempio imitano più volte i suoni prima prodotti spontaneamente

IV sottostadio o dalla coordinazione delle reazioni circolari secondarie

Questo stadio va daigli 8 ai 12 mesi. Adesso il lattante impara a coordinare due schemi senso motori di cui uno funge da mezzo e l’altro da fine in modo che l’azione diviene pienamente intenzionale per esempio se il lattante ha un oggetto tra le mani e lo lascia per prenderne un altro.

Il bambino acquisisce la permanenza dell’oggetto ovvero che gli oggetti continuano ad esistere anche quando lui non è in grado di vederli, benché non riesca a tenere conto degli spostamenti degli stessi nemmeno se li vede (continua a cercarli sempre dove erano apparsi la prima volta). https://image.slidesharecdn.com/lezione14-150924161524-lva1-app6891/95/sviluppo-cognitivo-piaget-22-638.jpg?cb=1443111410

Le capacità interattive si affinano. Inoltre il bambino riesce ad imitare le azioni degli altri anche quando, imitando, non riesce a vedere i propri gesti.

V sottostadio o delle reazioni circolari terziarie

Questo stadio va dai 12 ai 18 mesi. Con le reazioni circolari terziarie il bambino compie una o più azioni con lo scopo di scoprire l’effetto (sperimentazione attiva). In tal modo progredisce continuamente apprendendo per prove ed errori. https://slideplayer.it/slide/2777180/10/images/14/5+Reazione+circolare+terziaria.jpg Il bambino non ha acquisito la permanenza dell’oggetto e tiene conto degli spostamenti se avvengono sotto i suoi occhi. Il bambino imita sistematicamente i gesti per lui nuovi, anche quelli che corrispondono a parti del suo corpo che non riesce a vedere.

La comunicazione si è notevolmente affinata non solo il piccolo indica gli oggetti, ma capisce il gesto di indicare fatto da altre persone. Il bambino usa anche alcune parole primitive ascoltate dall’adulto oppure inventate. Queste parole secondo Piaget non sono ancora vere parole, ma schemi verbali che il bambino utilizza in modo generico nelle situazioni in cui chiede o indica qualcosa o qualcuno.

VI sottostadio o delle combinazioni mentali

Questo stadio va dai 18 ai 24 mesi. In questo periodo il bambino inizia a sviluppare il pensiero rappresentativo cioè si rappresenta mentalmente le azioni da completare prima di fare qualcosa. Qui il bambino non agisce solo attraverso prove ed errori ma si serve dell’immaginazione. Il pensiero rappresentativo permette al bambino di tenere conto degli spostamenti “invisibili” degli oggetti e questo consolida l’idea della loro permanenza.

PENSIERO RAPPRESENTATIVO: è la capacità del soggetto di rappresentarsi le azioni prima di compierle

Inoltre il pensiero rappresentativo rende possibile l’imitazione differita ovvero la capacità del bambino di imitare un’azione a distanza di tempo.

L’intelligenza rappresentativa infine rende possibile l’uso dei simboli e ciò permette l’acquisizione del linguaggio oltre alla capacità di riconoscere e produrre disegni.

Tra le attività del bambino emerge in questo periodo il gioco d’esercizio ovvero il bambino si diverte a ripetere azioni per il puro gusto di farlo osservando il risultato delle proprie azioni.

Con il pensiero rappresentativo compare il gioco simbolico con cui il bambino inizia a imitare gli adulti con azioni simboliche. https://logopoli.it/wpfold02/wp-content/uploads/2018/07/shutterstock_122724106.jpg

Durante il periodo senso motorio la vita sociale e affettiva è caratterizzata dagli istinti che guidano il bambino e progressivamente da sentimenti di piacere e dolore, successo e insuccesso. In questo periodo si sviluppa anche l’attaccamento verso le persone che si occupano di lui e da questo rapporto scaturiscono le emozioni di gioia, tristezza e collera.

 Secondo Stadio o stadio preoperatorio

Questo stadio va dai 2 ai 6 anni e viene definito pre-operatorio da Piaget perché il bambino pur avvalendosi dell’immaginazione non sa compiere operazioni mentali reversibili. Per esempio un bambino di quattro anni a cui si danno due palle di plastilina completamente identiche e una di esse viene schiacciata a forma di disco il bambino penserà che il disco sia più grande della pallina.

Il pensiero rappresentativo si affina sempre di più, grazie ad esso il bambino sa immaginare sequenze di azioni in vista dei propri scopi e risolvere problemi sempre più complessi. Nel periodo della scuola dell’infanzia sa mettere in ordine oggetti, ricorda i luoghi dove riporli impara molte attività come le azioni del pasto, vestirsi svestirsi e lavarsi, tutte procedure che richiedono la memorizzazione e coordinazione di più movimenti.

Inoltre impara a disegnare e costruisce con il lego piccoli oggetti. https://www.lego.com/cdn/cs/set/assets/bltd1f15ab601d91ddd/05_Banner_tall_Learning_desktop.jpg?fit=crop&format=jpg&quality=80&width=1600&height=700&dpr=1

Con l’acquisizione del linguaggio verbale, il bambino potenzia la comunicazione e apprende nuovi concetti. Piaget sostiene che la memoria è legato al resoconto, la riflessione alla discussione e l’atto di credere alla promessa, infatti imparare nuove parole significa imparare nuovi concetti.

Tra i 2 e 4 anni Piaget definisce i concetti imparati dal bambino preconcetti per la loro natura imperfetta infatti talvolta è complesso capire se una singola parola definisce uno o più cose.

Il gioco tipico di questo periodo è il gioco simbolico con cui il bambino con cui il bambino imita le attività degli adulti, il mondo degli adulti è troppo complesso per il bambino e cerca di adattarlo a se stesso assimilandolo ai propri schemi e ai propri desideri, per esempio oggetti semplici come un pezzo di legno diventa un astronave, saltellare diventa una pericolosa cavalcata.

Dai 4 anni limitazione diventa sempre più simile, per esempio il gioco di interpretare la madre e il figlio. https://www.mammafelice.it/wp-content/uploads/2019/06/gioco-simbolico-attivita-divise-per-eta-metodo-montessori-piaget.jpg

Il gioco simbolico riveste una funzione critica, per esempio quando gioca con un peluche, riproduce episodi di vita propria, rielaborandone gli aspetti spiacevoli come sgridandolo se ha fatto i capricci.

A partire dal gioco simbolico si sviluppa il gioco di costruzione che è considerato da Piaget un’attività che fa da tramite tra il gioco fine a se stesso e le attività che hanno scopo pratico.

il gioco di costruzione nasce dall’idea del bambino di superare la fantasia e realizzare qualcosa di concreto.

Una caratteristica tipica di questo periodo è l’egocentrismo che consiste nella difficoltà a valutare oggetti e situazioni dal punto di vista altrui, a causa dell’ egocentrismo il bambino tende a confrontare la propria esperienza interiore con il mondo esterno, questo aspetto del pensiero infantile è detto da Piaget animismo, il bambino tende a concepire le cose come viventi e dotate di intenzionalità. https://www.noinonni.it/wp-content/uploads/2011/12/iStock_000014337173web1.jpg

La vita sociale e affettiva nel periodo preparatorio

Mediante lo scambio verbale con gli adulti, il bambino impara le prime regole morali, gli scambi verbali con gli adulti sono potente strumento di socializzazione e solo grazie all’autorità degli adulti il bambino comprende quali sono le azioni giuste o sbagliate perciò la sua morale viene detta eteronoma; le sue idee delle regole sono ancora primitive perché per il bambino non è grave dire una bugia in quanto serve a trarne vantaggio.

Il bambino non sempre riesce a entrare in sintonia con il proprio interlocutore, in tal caso il linguaggio è egocentrico.

Il linguaggio egocentrico è un fenomeno centrato sull'emittente stesso, senza curarsi della prospettiva dell'altro

Secondo Piaget infatti i bambini anche quando sono in compagnia simulano la comunicazione ma in realtà ognuno sta parlando per proprio conto, a riprova di ciò vi è che il bambino in questo periodo parla ad alta voce anche quando gioca da solo, il che dimostra per Piaget che quel parlare è in realtà una forma di pensiero.

Le prime amicizie in questa fase si sviluppano intorno a interessi comuni: svolgere attività di gioco simili porta a sviluppare le prime simpatie di converso l’antipatia è associata hai bambini che svolgono attività diverse. https://www.esalud.com/wp-content/uploads/2017/03/desarrollo-cognitivo-jean-piaget.jpg

Terzo stadio o stadio delle operazioni concrete

Questo stadio va dai 7 ai 12 anni, a partire da questo periodo il bambino sa compiere operazioni mentali reversibili ciò significa che il bambino non solo è in grado di mettere in relazioni con il pensiero più azioni ma è anche in grado di ricostruire all’inverso i processi mentali messi in atto.

Rispetto all’esempio precedente il bambino sa riportare la pallina di plastilina alla sua forma iniziale anche dopo che è stata schiacciata; ancora riconosce la stessa quantità d’acqua anche quando è travasata in bicchieri di forme diversi.

Le nuove capacità operative permettano al bambino di compiere più classificazioni contemporaneamente e di variare intenzionalmente il modo di variare gli oggetti.

La capacità di compiere operazioni mentali reversibili permette al bambino di comprendere l’idea di serie, cosi per esempio il bambino sa mettere in ordine degli oggetti in base a una o più caratteristiche e è in grado di riconoscere la transitività che intercorre tra essi: il bambino comprende che se Anna è più alta di Bice e Bice è più alta di Carla allora sicuramente Anna è più alta di Carla.

L'inferenza transitiva  è una forma di ragionamento logico usata per formulare inferenze tali che se A è maggiore di B e B è maggiore di C, allora A è maggiore di C.

Queste nuove capacità (classificazione e seriazione) sono essenziali per capire il concetto di numero e imparare a compiere le operazioni aritmetiche.

 La vita affettiva e sociale nello stadio delle operazioni concrete

Il bambino diventa in grado di superare l’egocentrismo della fase precedente e il pensiero reversivo compie le basi del rispetto reciproco.

Si ha rispetto reciproco quando i ragazzi si attribuiscono reciprocamente un valore personale equivalente esso conduce a nuove forme di sentimenti morali distinti dall’obbedienza all’autorità esterna e la morale diventa autonoma. Questi aspetti si osservano nel gioco di regole tipico di questa fase.

Il gioco di regole caratterizza il periodo delle operazioni concrete è un tipo di gioco in cui i bambini mettono alla prova le proprie abilità seguendo delle regole precise che tutti sono tenuti a rispettare chi dimostra maggior abilità nel gioco risulta vincitore. https://www.campiavventura.it/images/farepercapire/giochi/rubabandiera.jpg Queste attività ludiche sono di natura sociale e richiedono il superamento dell’egocentrismo. Proprio il gioco di regole favorisce la socializzazione tra bambini e pone le basi della comprensione delle regole morali.

Quarto stadio o stadio delle operazioni formali

Questo stadio va dai 12 anni in poi. In questo stadio il pensiero diviene astratto e il ragionamento si basa su ipotesi, cioè sull’enunciazione puramente verbale dei problemi. https://i.pinimg.com/originals/ba/c8/74/bac8742569e891c9ba58544e580878d8.jpg  Questo significa che il fanciullo immagina la situazione e il suo svolgimento senza doverla compiere anche se si tratta di un problema nuovo, per esempio se deve raggiungere un luogo dove non è mai stato sa immaginare quale può essere il percorso più agevole e quale quello più corto etc. https://banner2.cleanpng.com/20180927/fip/kisspng-little-red-riding-hood-big-bad-wolf-illustration-i-redcap-virtualstoryteller-5bacbcf8b67bf9.3976564515380472247475.jpg

Il pensiero formale apre anche la strada all’acquisizione delle nozioni complesse delle materie scientifiche inoltre il pensiero ipotetico deduttivo fornisce al ragazzo l’apertura mentale per interessarsi ai fenomeni sociali, politici, religiosi e artistici.

La vita affettiva e sociale nello stadio delle operazioni formali

I progressi realizzati nel pensiero comportano trasformazioni della personalità dell’adolescente che comincia a riflettere sul proprio futuro, sui valori e le tradizioni della propria cultura. Il soggetto inizia a sentirsi al pari degli adulti e al contempo diverso capace di avere proprie idee e desideroso di realizzare i propri progetti. La personalità è un prodotto sociale che trova concretamente espressione nelle regole condivise e nei vari ruoli che il giovane assume in vista di una concreta attività introduttiva. Gli adolescenti iniziano a riflettere su problemi di carattere generale e ne discutono tra loro. https://thumbs.dreamstime.com/z/discussione-cerchio-gruppo-di-adolescenti-che-discute-una-terapia-158121712.jpg

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