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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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IL RITARDO MENTALE

Insufficienza mentale = alterazione organica delle strutture cognitive

Va da un livello minimo (minimal brain damage) fino all’idiozia

Gli studiosi (Ajuriaguerra e Marcelli) concordano del classificarla a 3 livelli:

 

INSUFFICIENZA MENTALE PROFONDA = età mentale 2-3 anni

 il soggetto non è autonomo

 non è in grado di soddisfare ai propri bisogni primari

 il linguaggio è inesistente

dipende integralmente da persone o strutture

 

INSUFFICIENZA MENTALE SEVERA = età mentale 6-7 anni

 ritardi nello sviluppo psicomotorio, del linguaggio, ideativi

 una certa autonomia nelle condotte sociali e della vita quotidiana

 ambiente familiare ricco di stimolazioni affettive e relazionali

 pensiero preoperatorio

 linguaggio a livello asintattico

 scolarizzazione difficile

 

INSUFFICIENZA MENTALE LIEVE = a questo livello non si danno delle indicazioni di età mentale

 Qui la scuola come luogo di apprendimento e di socializzazione gioca un ruolo  rilevante

Il linguaggio è ricco e ben organizzato, l’espressione scritta è però inferiore

 lo sviluppo motorio, prassico e ritmico spesso non raggiungono un buon livello

il pensiero formale non viene raggiunto o viene utilizzato solo in quanto vicino all’esperienza

le prove verbali sono inferiori rispetto a quelle non verbali

vi possono essere alterazioni affettive che sconfinano o nell’aggressività o nell’inibizione

 

Il Q.I. venne ideato nel 1912 da Stern ed è il risultato del rapporto tra età mentale ed età cronologica. Il discrimine è 75-80

Insufficienza mentale grave = Q.I. 0-25

Insufficienza mentale media = Q.I. 25-45

Insufficienza mentale lieve = Q.I. 45-79

 

Questa è una classificazione del ritardo mentale di tipo quantitativo. Non esprime le qualità mentali del soggetto, che possono venire espresse da capacità quali: l’attenzione, la concentrazione, l’organizzazione mentale, la comprensione, l’intuizione, la fluidità verbale, la creatività

In ambito educativo e terapeutico il Q.I. ha rivelato tutta la sua fallacia

Il RITARDO MENTALE RAPPRESENTA UNA DEVIAZIONE QUALITATIVA RISPETTO AL NORMALE FUNZIONAMENTO MENTALE

Nel ritardo mentale le strategie e le modalità di pensiero delle diverse fasi evolutive si sommano l’una all’altra in una disordinata coesistenza. Il pensiero è caotico e disorganizzato. Luria parla di viscosità

Il ritardo mentale non designa soltanto l’aspetto cognitivo di un individuo, ma tutta la VITA PSICHICA

La capacità mentale inadeguata o alterata è l’asse centrale attorno al quale possono strutturarsi problemi percettivi, linguistici, psicomotori, affettivo-relazionali

Fattori EZIOLOGICI = EREDITARI (organici) o SOCIALI (carenza precoce e massiccia di cure ambientali, svantaggio socioculturale). Pertanto il ritardo mentale non è soltanto una diretta conseguenza del deficit organico.

Ecco perché la scuola è fondamentale

La dimensione cognitiva non è svincolata dagli aspetti emotivi e sociali. I fattori extracognitivi influenzano l’apprendimento:

nella motivazione

nel cuore del processo di apprendimento che è saturo di elementi affettivi

Atteggiamenti scorretti e inadeguati dell’ambiente esasperano l’handicap e danneggiano il disturbo cognitivo e la strutturazione della personalità che può essere patologica in misura maggiore del deficit organico stesso

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