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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Tutta la storia della filosofia occidentale non è che una serie di note a margine su Platone.

   The safest general characterization of the European philosophical tradition is that it consists of a series of footnotes to Plato

Alfred North Whitehead

Platone nasce a Atene nel 427; dalla testimonianza di Diogene Laerzio, oltre a conoscere il giorno di nascita di Platone (il sette maggio, non a caso lo stesso giorno in cui era nato il Dio Apollo), apprendiamo anche che in realtà il suo vero nome è Aristocle e che il soprannome Platone sarebbe derivato dal temine platos che significa ampio, a causa della costituzione robusta del filosofo ateniese. Platone era figlio di una famiglia aristocratica ateniese; il padre Aristone faceva risalire le sue origini fino al leggendario Re di Atene Codro https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/41/Kodros-Schale.png/260px-Kodros-Schale.png figlio di Melanto i quali discendevano a loro volta da Posidone dio degli oceani http://www.mondogreco.net/mitologia/immagini/poseidone1.jpg; la madre Perittione discendeva da Solone e di conseguenza Platone era imparentato anche con Crizia che era nipote di Solone da parte di padre. Egli avrebbe dovuto dedicarsi alla politica, ma come egli stesso ci testimonia la crisi profonda in cui si trovavano le polis greche, rimarcata dalla condanna a morte di Socrate, lo spinsero verso la filosofia:

Compresi infine che tutte quante le città di allora si trovavano ad essere malamente governate [...] mai le generazioni degli uomini avrebbero potuto liberarsi dai mali, fino a che o non fossero giunti ai vertici del potere politico i filosofi veri e schietti, o i governanti delle città non diventassero, per un destino divino, filosofi. (VII Lettera, 326b)

Dopo la morte di Socrate, Platone fu uditore sia di Cratilo, che era eracliteo, si di Ermogene che si rifaceva a Parmenide. Come i socratici minori si trasferì per un certo periodo a Megara. Apprese la matematica da Teodoro e poi si reco in Italia dai pitagorici Filolao e Eurito. Comprò per 100 mine i libri di Filolao fatto che attesta fin da subito il suo interesse verso la dottrina pitagorica. Viaggiò in Egitto insieme a Euripide, cercò di incontrare anche i magi ma a causa dei conflitti bellici presenti in asia non vi riuscì. https://i2.wp.com/scenarieconomici.it/wp-content/uploads/2017/04/Egitto-piramidi-di-giza-1-1-1.jpg?resize=980%2C613&ssl=1

Platone compì poi tre viaggi a Siracusa dove aveva come amico Dione un consigliere del Sovrano. Il suo intento era quello di indirizzare il tiranno della città Dionisio il vecchio https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e8/DionysiusofSyracusebyGeorge_S._Stuart.jpg/200px-DionysiusofSyracusebyGeorge_S._Stuart.jpg a governare da filosofo. Siracusa era una città filo spartana, la fierezza e le abitudini spartane si conciliavano molto di più con l’ideale di stato che aveva Platone rispetto al modello di vita ateniese che era ormai in mano al popolo dei corrotti. Tuttavia Platone non fu fortunato nel suo intento. Il primo viaggio si concluse con un litigio memorabile tra lui e il tiranno raccontatoci riassuntoci così da Diogene Laerzio: quando Platone affermò che l’autorità del più forte era valida solo se egli fosse stato anche virtuoso, il tiranno si adirò è gli esclamo che quelle erano parole che sapevano di “rimbambimento senile” e per tutta risposta Platone gli rispose che le sue sapevano di “tirannide”. Questo fatto gli costò l’essere consegnato a Pollide per essere venduto come schiavo. Fatto rapire da dei pirati https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSFEae7JGEcxw-70CnB8f0e8exkw7d_dhQedG5WGYk4ZgZg_RfwvQ Platone fu acquistato nell’isola di Egina dal ricco Anniceride, ma una volta scoperta la sua identità fu liberato. Anniceride rifiutò il denaro che gli era stato offerto in riscatto da tutti gli amici di Platone ed anzi decise di comprare una parte del giardino del parco intitolato all’eroe Academo dove faceva lezione Platone affinché vi potesse costruire stabilmente la sua scuola. https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c2/Athens_Plato_Academy_Archaeological_Site_3.jpg/260px-Athens_Plato_Academy_Archaeological_Site_3.jpg

Il secondo viaggio, avvenuto dopo la morte di Dionisio il vecchio, non ebbe esito migliore. Il giovane Dionisio, subentrato al padre, da prima fece promessa di seguire i dettami del filosofo, ma poi di fronte alle indicazioni ricevute fece arrestare sia Dione che Platone (che furono accusati dai nobili siracusani di complottare ai danni del giovane tiranno). In questa circostanza fu essenziale per Platone l’intervento di Archita, stratega di Taranto e appartenente alla scuola pitagorica, che richiese formalmente la sua liberazione.https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTt4aBsInsc4SUbQ61HTTgALIEhzxVR8SWzIQthd653EvOe9g8d

Dopo un po’ di tempo Platone venne nuovamente chiamato a Siracusa, stavolta dal giovane Dionisio stesso che gli giurò di aver cambiato opinione sul governo della città. Platone fu convinto ad intraprendere questo ennesimo viaggio perché temeva per la vita dell’amico Dione. Ma una vota a Siracusa Dionisio ricominciò con il suo modo dispotico di governare e Platone ripartì dall’isola definitivamente.

Dopo quest’ultimo viaggio si stabilì definitivamente ad Atene dove si dedicò definitivamente all’insegnamento nella sua scuola.

Il pensiero di Platone è fortemente legato a Pitagora, Parmenide, Eraclito e Socrate. In proposito Russell ha scritto che:

Da Pitagora Platone trasse gli elementi orfici della sua filosofia: la tendenza religiosa la Fede nell'immortalità e nell'altro mondo, il tono sacerdotale e tutto ciò che è implicito nella similitudine della caverna; anche il peso dato alla matematica, e l'intima mescolanza di raziocinio e misticismo.

Da Parmenide trasse l'opinione che la realtà sia eterna è fuori del tempo, e che sul terreno logico ogni mutamento debba essere illusorio.

Da Eraclito trasse la dottrina negativa che non ci sia nulla di permanente nel mondo sensibile. questo insieme con la dottrina parmenidea, lo porto alla conclusione che la conoscenza non sia derivata dai sensi ma debba essere raggiunta solo con l'intelletto. ciò a sua volta si adatta assai bene al pitagorismo.

Da Socrate trasse probabilmente la preoccupazione per i problemi etici e la tendenza a ricercare spiegazioni teleologiche piuttosto che meccanicistiche del mondo. il bene dominava il suo pensiero più che nei presocratici, ed è difficile non attribuire questo fatto ha l'influenza di Socrate. (B. Russell, Storia della filosofia occidentale)

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