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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Martin Lutero nasce nel 1483 a Eisleben in Sassonia da una famiglia agiata. Tuttavia un drammatico senso del peccato e della miseria della natura umana lo spinge verso la vita monastica. Per questo sentimento interiore Lutero decide di prendere i voti entrando nell'ordine agostiniano.

Lutero è convinto che l'uomo per sua natura sia portato a peccare, così come già aveva affermato Agostino, e che dunque nessuna penitenza è sufficiente a sottrarlo alla dannazione eterna. Da questa riflessione nasce in lui la forte opposizione all'idea stessa dell'indulgenza. https://www.catholicsforisrael.com/media/com_hikashop/upload/a09.jpg

Dal punto di vista più propriamente filosofico Lutero si contrappone a Erasmo anche sul piano culturale in quanto nutre diffidenza verso le umane lettere e manifesta anche avversione verso il sentimento che spingeva i suoi contemporanei che ricercavano la purezza nella lettura e nel riavvicinamento al pensiero classico.

Per quanto riguarda il rapporto tra fede e ragione Lutero afferma che tra queste vi è un insanabile separazione: alla ragione umana, infatti, è preclusa la conoscenza di Dio.

Tuttavia Lutero riconosce alla ragione un campo specifico che riguarda l'indagine del mondo e per così dire svincola la filosofia dalla teologia permettendone uno sviluppo autonomo nello studio della natura.

Per quanto riguarda il problema del libero arbitrio Lutero, in risposta al testo di Erasmo, nel 1525 scriverà De servo arbitrio dove ripropone con forza la tesi che l'uomo è inevitabilmente corrotto dal peccato originale e quindi incapace di fare il bene. Da questo punto di vista l'uomo non è più libero, perché è divenuto servo del Peccato. https://www.swissact.com/wp-content/uploads/2015/08/DETERMINISMO.jpg Ne segue che la salvezza è possibile soltanto in virtù della Grazia divina che trasforma la nostra natura e ci rende giusti, senza però che noi ne abbiamo alcun merito. L'unica cosa che l'uomo può fare e aver fede nella misericordia e nella grazia di Dio.​

La differenza con Erasmo è data anche dallo stesso atteggiamento di Lutero il quale non si accontenta di proclamare la necessità di un ritorno al cristianesimo delle origini, ma si fa promotore di una vera e propria riforma dottrinale attraverso le sue 95 tesi del 1517.

Oltre a scagliarsi contro le indulgenze, in virtù della teoria della predestinazione e della grazia di Dio, Lutero si fa promotore del sacerdozio universale e del libero esame delle scritture negando l'efficacia di qualsiasi intermediario tra il singolo uomo e il suo creatore. http://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/adamo5.jpg Lutero non ammette che vi sia una Chiesa che amministra, interpreta e fa da filtro al rapporto tra il singolo uomo e Dio, la prima conseguenza di questa ammissione si manifesta nell’impegno nella traduzione delle Sacre Scritture nella lingua volgare affinché tutti possano leggerle e entrare direttamente in contatto con Dio.

Sono poste con il luteranesimo le premesse per una rivendicazione dell'autonomia del credente rispetto a all'apparato ritualistico ed esteriore. Il Cristiano deve considerarsi sciolto da tutti i comandamenti e le leggi che non siano quelle Divine, e per questo che Lutero ridurrà a soli due i sette sacramenti cattolici: battesimo ed eucarestia. Da questa impostazione religiosa seguirà anche l'autonomia tra religione e politica.