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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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Io credo che la materia sia meno materiale e la mente meno mentale di quanto si supponga comunemente (Russell, L’analisi della materia)

Questo il nucleo delle due grandi opere, L'analisi della mente del 1921 e L'analisi della materia del 1927, dove Russell nega il dualismo ma non attraverso un riduzionismo puramente materialistico o uno spiritualismo idealistico, ma riproponendo un originale monismo neutrale, ripreso in parte dal pragmatismo americano di James, dove ciò che conta non sono il soggetto e l'oggetto dal punto di vista sostanziale (nozione rifiutata da Russell) ma le percezioni e relazioni che si generano nel momento in cui un soggetto percepisce un evento. Mentre il mentale è composto da sensazioni e idee, il materiale solo da eventi percepiti. Tuttavia la differenza tra queste dipende non dalla loro natura, quanto piuttosto dal tipo di leggi a cui risponde leggi causali fisiche le prime, psicologiche le seconde.

Il nostro mondo deve essere costruito sulla base di quelle che i realisti americani chiamano entità "neutre", che non hanno né la solidità e l' indistruttibilità della materia, né in riferimento a oggetti che si suppone sia caratteristico della mente. (Russell, L’analisi della mente)

Secondo Russell la realtà mentale quella fisica differiscono solo per la loro natura estrinseca Ma per quel che riguarda il contesto degli elementi neutri di cui sono composte non differiscono per la loro natura intrinseca: un esempio è dato dai termini presenti negli elenchi enciclopedici essi appaiono sia in ordine alfabetico sia in ordine categorico ossia rispetto a un determinato argomento.

Il mondo è quindi composto di eventi neutri che sono sensazioni in alcuni contesti immagini in altri ed eventi non percepiti in altri ancora.

In questo modo viene superato il dualismo tra entità fisiche e mentali che aveva avuto la propria origine dalla filosofia di Cartesio. Per Russell sia i dati mentali che quelli fisici sono costruzioni logiche di eventi e sono analizzabili in termini di proposizioni elementari sul mondo fisico e sulla mente che non differiscono né per la forma né per la materia di cui questa forma è riempita, ma solo per l'ordine in cui si collocano.

Tutta l'evidenza è empirica, quindi il mondo della fisica deve essere un qualche senso continuo rispetto al mondo delle nostre percezioni, dato che è quest'ultimo che fornisce le prove per le leggi fisiche. (Russell, L’analisi della materia)

Gli eventi fisici causano eventi mentali e talvolta questo accade in senso inverso. il tessuto neutro della realtà è costituito dalle proposizioni elementari e dalle loro funzioni di verità. I dati della psicologia Sono proposizioni elementari funzioni di verità di proposizioni elementari, come i dati della fisica. in un certo senso possiamo affermare che Russell, guidato dal principio di economicità (il famoso rasoio di Ockham), elimini la coscienza come fenomeno originario del materiale mentale. Per compiere questa operazione Egli si avvale dei risultati ottenuti dal comportamentismo di Watson e dalla teoria dei riflessi di Pavlov nella spiegazione dei fenomeni mentali. Secondo Russell in virtù di questi approcci è possibile rendere conto di una vasta gamma di comportamenti, a prima vista spiegabili solo con riferimento alla conoscenza e a atti interiori, rilevabili solo attraverso l'introspezione.

Per sfuggire alle accuse di riduzionismo e di fenomenismo, Russell ripropone l'opzione realistica che ha caratterizzato la sua ontologia fisica. Russell Infatti Rivendica che affinché la fisica sia vera essa debba vertere su entità esistenti:

Data la fisica come un sistema deduttivo, derivato a partire da certe ipotesi e termini non definiti, Esistono dei particolari o delle strutture logiche composte di particolari che soddisfano queste ipotesi? Se la risposta è affermativa, allora la fisica è completamente vera. Vedremo che, se non mi sbaglio, nessuna ragione può essere fornita in modo conclusivo in favore della verità completa della fisica se non quella che è una risposta di questo tipo emerge in modo naturale se adottiamo la concezione che tutte le nostre percezioni sono casualmente collegate ad antecedenti che possono non essere percezioni. (Russell, L’analisi della materia)

In sostanza Russell utilizza la teoria causale come un postulato, un postulato necessario, per evitare il solipsismo e il fenomenismo. In conclusione induzione e causalità vengono assunti e giustificati sul piano pragmatico come fondamentali per la costruzione del ragionamento scientifico, specificando che ogni inferenza che possiamo trarre per mezzo della teoria causale riguarda la struttura e non la natura delle cause:

Nel trarre inferenze dai percetti alle loro cause, assumiamo che lo stimolo debba possedere qualunque struttura sia posseduta dal percetto, sebbene possa anche avere proprietà strutturali non possedute dal percetto. Questi principi ci autorizzano di inserire una gran quantità di cose relativamente alla struttura del mondo fisico, ma non relativamente al suo carattere intrinseco. (Russell, L’analisi della materia)