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FORSE CHE LA NOSTRA RICERCA HA COME FINE LA TRANQUILLITÀ, LA PACE, LA FELICITÀ? NO, NOI CERCHIAMO SOLO LA VERITÀ, ANCHE LA PIÙ TERRIBILE E REPELLENTE

Nell’inverno a cavallo tra il 1888 e il 1889 Friedrich Nietzsche si trova a Torino, dove trascorre il tempo tra una stanza in affitto nei pressi di piazza Carlo Alberto http://www.turismoletterario.com/images/images/spot/italia/torino/nietzsche-targa-torino-turismoletterario2.jpg e il caffè Fiorio in via Po a poco meno di 300 metri dalla sua stanza. https://torino.flawless.life/wp-content/uploads/2019/03/caffe-fiorio-cover-1000x600.jpg. Sulla lapide che fu posta in occasione del centenario della nascita di Nietzsche il 15 ottobre 1944 si legge:

In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l’ignoto, la volontà la volontà di dominio che suscita l’eroe. Qui, ad attestare l’alto destino e il genio, scrisse Ecce homo, il libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici, primavera-autunno 1888, nel i centenario della nascita la città di Torino pose, 15 ottobre 1944, a.xxii e.f.

Ecce Homo rappresenta una sorta di autobiografia intellettuale ed esistenziale di Nietzsche, l’ultimo atto prima di «affrontare l’umanità». Da essa cercheremo di ricostruire il personaggio consapevoli dell’impossibilità di ricondurlo ad un qualche genere o a un qualche tipo particolare, l’irriducibilità di Nietzsche dipende da egli stesso e dalla sua genuina e sana-follia. La targa non rende merito al pesatore, posta dai fascisti alleati e succubi dei tedeschi nazisti nella follia della seconda guerra mondiale, i quali forse non avevano ben letto Ecce homo, per questo lo esaltavano. A poco, in questo caso, è valso l'appello di Nietzsche affinché il suo pensiero non fosse strumentalizzato e la sua immagine distorta, se come egli dice i suoi contemporanei non l'hanno compreso né tantomeno udito, peggio hanno fatto colori i quali, grazie anche alla sorella del pensatore, lo hanno trasformarlo in un profeta di ideologie, lui che tutta la vita aveva speso contro l'idea stessa di ideologia, profeticamente ammoniva i futuri lettori di Ecce homo scrivendo:

La discrepanza tra la grandezza del mio compito e la piccolezza dei miei contemporanei si manifesta nel fatto che non mi hanno udito o anche soltanto visto. Vivo a mio proprio credito forse solo un pregiudizio, che io viva?... Mi basta solo parlare con qualche "Dotto" che che venga d'estate in Engadina per convincermi che non vivo... In queste circostanze c'è un dovere contro il quale, in fondo, la mia abitudine ancor più logorio dei miei istinti si rivolta, dire cioè: ascoltatemi! poiché io son questo e quest'altro. E soprattutto non confondetemi con altri! (Nietzsche, Ecce homo)

Scherzoso, ma significativo in proposito, l’aneddoto del Prof Maurizio Ferrari a proposito della foto finita in copertina alla Guide ai filosofi della Laterza su Nietzcshe del febbraio del 1999 dove erroneamente è rappresentato Umberto I di Savoia. http://cdn.gelestatic.it/repubblica/blogautore/sites/315/2011/12/Nietzsche3.jpg. https://le-citazioni.it/media/authors/23864_umberto-i-ditalia.jpeg

La storia umana di Nietzsche percorre una strada inversamente proporzionale alla sua fama filosofica (l’una inizia bene e finisce male, l’altra inizia male, anzi malissimo e finisce grandiosa), quasi a ricordare la doppiezza della sua esistenza, come egli stesso dichiarerà in Ecce Homo: «una cosa sono io, un'altra i miei scritti».

Cosi come l’uomo folle della Gaia Scienza così Nietzsche si fa profeta di se stesso e oltre a parte della storia del Novecento. In Ecce homo vi è un continuo mescolarsi di esperienze individuali e personali con la storia generale dell’umanità, e in parte questo è presente anche in altre opere benché non significhi affatto che come era stato per Kirkegaard, che egli si rappresenti sempre come attore della sua filosofia perché appunto la sua vita e un conto le suo opere un altro, ma le une si nutrono delle altre e viceversa.

Nietzsche era nato a Röcken, presso Lipsia, il 15 ottobre 1844, da un pastore protestante Karl Ludwig Nietzsche e dalla figlia di un pastore protestante Franziscka Oehler. Nietzsche ha una sorella Elisabeth (che avrà un ruolo nel redigere le opere postume del fratello) e un fratello Joseph che però morirà infante. A quattro anni il padre di Nietzsche muore a causa di un rommolimento celebrale e la famiglia si sposta nella cittadina di Naumburg dove Friedrich inizia gli studi. Questo fu uno dei grandi drammi della sua esistenza. Egli in Ecce Homo descriverà il padre con ammirazione:

Considero un gran privilegio aver avuto un tal padre: i contadini davanti ai quali predicava – poiché egli era stato pastore, negli ultimi anni, dopo aver vissuto alcuni anni alla corte di Altenburg - dicevano che un angelo avrebbe dovuto assomigliargli. (Nietzsche, Ecce homo)

Malgrado la venerazione per il padre, a rimarcare la contraddittorietà della sua esistenza, dopo essersi diplomato al severissimo collegio di Pforta https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSwAj6Xn4qzvV8CjQ_vVrN1YLTtZ2voiBnBUYNT8ITSwKOA5ZvB ed essersi distinto per il suo ligio ed ordinato studio, abbandona la facoltà di Teologia di Bonn e si trasferisce, a seguito del suo maestro di filologia Friedrich Ritschl a quella di Lipsia e pochi anni dopo lungi dal fare il pastore come il padre sarà il profeta della morte di Dio. Nietzsche non si cimenta, però, nemmeno con la filosofia, anzi per un certo periodo si dedicherà allo studio delle scienze naturali, e prosegue la sua carriera da filologo e per diletto fa il musicista.

Grazie a Friedrich Ritschl nel 1869, benchè non avesse concluso il dottorato, ottiene l’incarico di professore di filologia classica all’Università svizzera di Basilea. Qui conosce Franz Overbeck e Jacob Burckhardt con cui manterrà i contatti per tutta la vita. Mentre insegna filologia a Basilea nei fine settimana si trasferisce a Tribschen dove passa il tempo in compagnia di Richard Wagner e la moglie Cosima (che aveva conosciuto nel 1868 a Lipsia). https://elvuelodelalechuza.files.wordpress.com/2014/11/nietzsche-cosima-wagner-e1415894703850.png?w=700 Incontri di cui dirà in Ecce homo:

Uno psicologo potrebbe aggiungere anche che quanto ho sentito negli anni della mia giovinezza nella musica di Wagner non ha nulla a che vedere con Wagner; che quando descrive vola musica dionisiaca, descrivo quanto io avevo sentito, che tutto dovevo tradurre e trasfigurare istintivamente nel nuovo spirito che portavo in me. (Nietzsche, Ecce Homo)

Vive da un lato l’austero clima della storia e della filologia e dall’altro quello social-mondano dell’arte eccentrica wagneriana. E' in questo periodo che rinuncia alla nazionalità prussiana per quella Svizzera, imputando al popolo tedesco i crimini della civiltà, e in particolare a Lutero che ha distrutto il Rinascimento causando la controriforma cattolica:

Hanno sulla coscienza tutti i grandi crimini commessi verso la civiltà di 4 secoli è sempre per lo stesso motivo, per la loro più intima viltà di fronte alla realtà, che anche viltà di fronte alla verità, per la insincerità che in loro è divenuta istinto, per idealismo... i tedeschi hanno derubato l'Europa del raccolto, del senso dell'ultima grande epoca, dell'epoca rinascimentale, in un momento in cui un più alto ordine di valori, nel quale i valori aristocratici, che dicono sì alla vita, i valori che assicurano una venire, erano giunti alla vittoria al posto dei valori opposti. (Nietzsche, Ecce Homo)

Riflessione culturale che intrecciava con la sua vita privata, facendo risalire le origini paterne ad una antica famiglia polacca il cui nome della casata era Nietzscki che tradotto significa sterminatore. Al contempo denigrava invece la discendenza materna perché tedesca:

Io sono un nobiluomo polacco pur sang, in cui non c'è neppure una goccia di sangue cattivo e tantomeno di sangue tedesco. Se cerco la più profonda antitesi di me stesso, incalcolabile volgarità degli istinti, trovo sempre mia madre e mia sorella,- credermi imparentato con una tal canaille sarebbe una bestemmia contro la mia divinità. Il trattamento che ricevo, fino a questo momento, da parte di mia madre di mia sorella mi ispira un indicibile orrore: qui è all'opera una perfetta macchina infernale, con infallibile sicurezza sul momento in cui si può ferire a sangue. (Nietzsche, Ecce homo)

Dopo i primi due/tre anni in cui si distingue per la sua grande capacità didattica e la sua professionalità dà alle stampe nel 1872 La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Questo momento coincide con la prima fase della produzione nietzschiana che coincide con l’insegnamento a Basilea e, dal punto di vista ideale, con la vicinanza filosofica a Schopenhauer e Wagner.

Fatta salva l’approvazione di Wagner La nascita della tragedia incontrerà l’ostilità dei filologi che consideravano la sua lettura della grecità troppo lontana dall’interpretazione classicista, che era incarnata in quel periodo dall’influente Ulrich von Wilamowitz. All’armoniosa immagine della classicità greca Nietzsche sostituiva l’immagine caotica dei culti orfici che talvolta assumevano più le sembianze di un Sabba che non di una cerimonia. https://3.bp.blogspot.com/-AAkB277W7DI/UBQOSvaZlOI/AAAAAAAAJ6Q/OJnNru5ltnI/s1600/Dioniso.jpg. L’impatto è terribile ed imbarazzante per la stessa università di Basilea, che inizia a mostrare disagio verso la figura di Nietzsche che viene progressivamente marginalizzato. Questa in realtà è l’unica opera di Nietzsche di cui si accorgeranno i contemporanei e per giunta in negativo. Di questa fase fanno parte anche le Quattro considerazioni inattuali (1873-1876). Di li a poco Nietzsche rompe con Wagner che ha prodotto il Parsifal ed è accusato di farsi lusingare dai tedeschi:

si è tradotto Wagner in tedesco! il wagneriano si era impossessato di Wagner! l'arte tedesca! il mostro tedesco! la birra tedesca! noi che sappiamo fin troppo bene a quali artisti raffinati, a quale cosmopolitismo del gusto per l'arte di Wagner, Eravamo fuori di noi nel ritrovare Wagner agghindato di virtù tedesche... il povero Wagner! dove era andato a finire! fosse almeno finito tra i porci! ma tra i tedeschi!.... (Nietzsche, Ecce homo)

 

Gli unici amici con cui lega sono i musicisti Peter Gast (Heinrich Koselitz) che parte delle sue opere di Nietzsche e il giovane pensatore Paul Rée che avrà una grande influenza su di lui.

A questo punto Nietzsche, che ha circa 36 anni, comincia a stare male, da prima prende un congedo temporaneo dall’insegnamento, poi ottiene dall’università di Basilea una pensione di 3000franchi (un assegno modesto per l’epoca) per congedarsi definitivamente, con buona pace dell’università basilese che in lui ormai vedeva solo un personaggio scomodo. Improvvisamente Nietzsche, che aveva passato tutta la sua giovinezza entro un raggio di poco più che 50km, si trasforma in un girovago, una specie di clochard intellettuale http://1995-2015.undo.net/Pressrelease/foto/1300968737b.jpg, un infinito pellegrinaggio tra la Svizzera, la Francia e l’Italia, alla ricerca di luoghi dal clima temperato e ospitale che placassero l'emicrania e l'inquietudine. In Ecce Homo scrive:

Mio padre morì a 36 anni: era tenero, amabile è morboso, come non essere destinato solo a passare oltre- piuttosto un ricordo benevolo della vita, che la vita stessa. Nello stesso anno in cui la sua vita declino, declino anche la mia: nel 36esimo anno la mia vita tocco il punto più basso, vivevo ancora, tuttavia senza vedere a tre passi da me. Allora- era il 1879- lasciali la cattedra di Basilea, e passare l'estate a Saint Moritz, come un'ombra, e l'inverno seguente, il più privo di sole della mia vita, a Naumburg, ero un'ombra. Fu il mio minimum: Il viandante e la sua ombra, nacque in quel periodo. Senza alcun dubbio allora mi intendevo di ombre. (Nietzsche, Ecce Homo)

E in questi anni che inizia la sua seconda fase, quella così detta illuministica, in cui Nietzsche inizia a manifestare le sue idee filosofiche. Nel 1878, dopo la fine dell’idillio schopenhaueriano e wagneriano, pubblica Umano troppo umano, è l’anno del centenario della morte di Voltaire a cui Nietzsche dedica lo scritto (che pubblica ovviamente a sue spese). Dirà che quest’opera è il monumento di una crisi.

Passata la crisi dei 36anni scrive Aurora (1881) e La gaia scienza (1882) dove si annuncia la morte di Dio. In questo periodo nell’estate del 1881 in particolare, mentre è in Engadina, seduto su una pietra in riva al lago https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSydwya6bBku5aU50yT9mPqfzEQU4UQrEeBYZhWgDJwKDFUsONJnA ha un'intuizione che sarà alla base della teoria dell’eterno ritorno. La sua vita prosegue e nel 1882 si trasferisce a Genova dove lo raggiunge Paul Rée. La vita di Nietszche si fa sempre più inquieta, l’emicrania e la vista peggiorano, e con essi anche il temperamento, sempre più conflittuale e combattuto, come le sue opere dove si ritrova continuamente il sentirsi debole e l’esaltazione della forza (sono un decadent, sono anche il suo contrario), la denuncia contro l’umanità e la pietà per il genere umano:

La felicità della mia esistenza la sua unicità forse sta nella sua fatalità: per parlare per enigmi, in quanto mio padre sono già morto, in quanto mia madre vivo ancora in vecchio. Questa doppia origine per così dire dal più alto come dal più basso germoglio sulla scala della vita, decadente e insieme cominciamento- se c'è qualcosa che spieghi quella neutralità, quella libertà da ogni fazione di fronte al problema della vita nel suo complesso, che forse mi costa contraddistingue è proprio questo. Io ho, per i segni dell’ascesa e del declino, più fiuto di quanto un uomo abbia mai avuto, io sono, in questo il maestro per eccellenza,- conosco l'una e l'altro, sono l'una e l'altro. (Nietzsche, Ecce homo)

Nel maggio del 1882 accade l’evento che segna l’ennesimo dramma della sua esistenza. A Roma, infatti, incontra la diciannovenne russa Lou Salomé, una delle più belle donne del tempo figlia di un generale zarista colta e poliglotta. Per la fanciulla Nietzsche compone anche una musica Inno alla vita per coro e orchestra.

Dovuto alla stupefacente ispirazione di una giovane russa, con la quale allora ero legato d'amicizia, la signorina Lou von Salomè. (Nietzsche, Ecce homo)

Nietzsche se ne innamora perdutamente, ma anche l'amico Rée. La ragazza rimane con i due pensatori per diverse settimane tanto da fare immaginare al filosofo tedesco di poter costruire una sorta di trio intellettuale-sentimentale. https://antoniodileta.files.wordpress.com/2012/12/lou_von_salome_paul_ree_nietzsche.jpg

La ragazza, tuttavia, dopo un po' si annoia di questa sottospecie di gioco erotico e il 5 novembre insieme al Rée parte alla volta di Parigi. Questo evento rappresenta per Nietzsche un colpo durissimo che ne peggiora le condizioni psicofisiche. Egli si trasferisce a Rapallo dove abusa di una grande quantità di farmaci come il cloralio, qui nel gennaio del 1883 inizia anche la stesura di Così parlo Zarathustra con questa opera si ha il progressivo passaggio all’ultima fase dell’elaborazione nietzschiana. Nel 1886 pubblica Al di là del bene e del male e di seguito la Genealogia della morale (1887).

Nell’aprile del 1888 si trasferisce a Torino, città che gli piace moltissimo, passa l’estate in Engadina dove però starà male a causa del cattivo tempo e a settembre tornerà a Torino. Qui Nietzsche compone le sue ultime grandi opere Crepuscolo degli idoli, Il caso Wagner; L’Anticristo, Ecce homo rinunciando invece alla stesura della Volontà di Potenza. All’epoca Nietzcshe è un quarantaquattrenne ex-professore di filologia, pressoché sconosciuto, a parte per una ristretta cerchia di amici, che nel tempo si è sempre più ristretta, isolato e solo al mondo.

Ha appena terminato la stesura della sua autobiografia intellettuale Ecce Homo, quando alla fine di novembre inizia a scrivere una serie di lettere a conoscenti e a personaggi noti dell’epoca (tra cui l’imperatore tedesco e Bismark con cui non avevaalcun contatto). Il tono è al contempo ironico e profetico, Nietzsche non trattiene più la follia che parla per lui, ma che in un certo senso preannuncia ciò che avverrà della sua fama, della sua vita, della cultura occidentale.

Ed infine la celebre letteradel 6 gennaio 1889, dove Nietzsche dichiara a Jacob Burckhardt

Caro signor professore,

in fin dei conti sarei stato molto più volentieri professore a Basilea piuttosto che Dio; ma non ho osato spingere il mio egosmo privato al punto di tralasciare per colpa sua la creazione del mondo. Vede, comunque e dovunque si viva, è necessario fare dei sacrifici. (Nietzsche, Lettere da Torino)

http://con-una-lettera.tumblr.com/post/109499894922/friedrich-wilhelm-nietzsche-a-jacob-burckhardt-5

Ed in effetti egli aveva creato un mondo nuovo, almeno una nuova interpretazione del mondo, ovvero l'idea che possa esistere un orizzonte di senso diverso da quello che la tradizione filosofica occidentale aveva affermato.

Pochi dopo, su sollecitazione di Burckhardt, lo storico Franz Overbeck, uno dei pochi amici di Nietsche, lo andrà a recuperare a Torino per condurlo, dopo un breve ricovero a Basilea, in un sanatorio a Jena assistito dalla madre. Un insieme devastante di malattie, fisiche e psichiche, frustrazioni e insuccessi lo ha irrimediabilmente ridotto ad uno stato di semi incoscienza.

Eppure proprio in quel momento lo sconosciuto pensatore diviene uno dei filosofi più letti e studiati. E Nietzsche, nei suoi biglietti della follia, aveva per così dire preannunciato anche questo quando il 21 dicembre 1888 scrivendo alla madre aveva affermato:

In fondo la tua vecchia creatura adesso è un animale straordinariamente famoso: non proprio in Germania, dato che i tedeschi sono troppo stupidi e ordinari per l'altezza del mio spirito e hanno sempre fatto brutte figure di fronte a me, da qualsiasi altra parte. Tra i miei ammiratori ho solo nature elette; tutte persone altolocate e influenti, a San Pietroburgo, a Parigi, a Stoccolma, A Vienna, a New-York. Ah, se tu sapessi quanti personaggi più importanti mi esprimono la loro devozione. (Nietzsche, Lettere da Torino)

Una fama di cui Nietzsche non poté nemmeno rendersi conto, vivendo in uno stato semi vegetativo per circa 11 anni dal 1889 fino alla morte avvenuta in casa della sorella a Weimar il 25 agosto del 1900.

E ancora era stato veggente nei confronti della sorella, che lo strumentalizzerà e dei tedeschi che non lo capiranno e lo useranno impropriamente. La sorella di Nietzsche, con Nietzsche-Archiv, mise insieme le carte del fratello e compose la Volontà di Potenza. Mussolino lo innalzò a idolo e finanzio l'archivio della sorella, i nazisti si appellarono agli scritti postumi che la sorella continuò a gestire anche dopo il 1930. https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_F%C3%B6rster-Nietzsche

Ma alla fine anche un'altra profezia si è concretizzata, questa volta e quella dello Zaratustra, dopo infatti la caduta del nazzismo nel 1945 ed un periodo in cui gli scritti di Nietzsche sono messi sotto accusa, ecco che a partire dalla seconda metà degli anni '60 iniziano nuove letture e Nietzsche diventerà di nuovo Nietzsche e non la sua deformazione.

e solo quando voi tutti mi avrete rinnegato, tornerò in mezzo a voi...

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