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Il sito è a cura del prof. Bernardo Croci, attualmente insegnante di filosofia presso il Liceo delle Scienze Umane Galilei di Firenze.

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FORSE CHE LA NOSTRA RICERCA HA COME FINE LA TRANQUILLITÀ, LA PACE, LA FELICITÀ? NO, NOI CERCHIAMO SOLO LA VERITÀ, ANCHE LA PIÙ TERRIBILE E REPELLENTE

Nell’inverno a cavallo tra il 1888 e il 1889 Friedrich Nietzsche si trova a Torino, dove trascorre il tempo tra una stanza in affitto nei pressi di piazza Carlo Alberto e il caffè Fiorio in via Po a poco meno di 300 metri dalla sua stanza. All’epoca Nietzcshe è un quarantaquattrenne ex-professore di filologia, pensionatosi anticipatamente, nonché perfetto sconosciuto, a parte per una ristretta cerchia di amici, che nel tempo si è sempre più ristretta, isolato e solo al mondo. https://www.romanavolidarteassociazione.it/wp-content/uploads/2017/11/caff%C3%A8-greco1.jpg

Egli ha appena terminato la stesura della sua autobiografia intellettuale Ecce Homo, quando alla fine di novembre inizia a scrivere una serie di lettere a conoscenti e a personaggi noti dell’epoca (tra cui alcuni che non aveva mai conosciuto). Il tono è di totale esaltazione. In una prima lettera al collega Jacob Burckhardt dichiara di essere Carlo Alberto. Alla madre, dopo aver esaltato la città di Torino, scrive millantando la sua crescente fama e lettura delle sue opere nelle principali città europee e americane (vale ricordare che le opere di Nietzsche erano pubblicate a sue spese in una media di 50/100 copie e circolavano solo tra i suoi amici). All’ex amica Cosima Wagner dichiarerà che egli è l’incarnazione di Cesare, Alessandro, Volteire e Napoleone, nonché una serie di figure religiose.

Tra il 4 e 5 gennaio spedisce altre due lettere a Burckhardt, in una annuncia che riceverà in visita suo figlio il Principe Umberto di Savoia e nell’altra stravolgente missiva afferma:

Caro signor professore,

alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato, da tralasciare, per causa sua, la creazione del mondo.

http://con-una-lettera.tumblr.com/post/109499894922/friedrich-wilhelm-nietzsche-a-jacob-burckhardt-5

Pochi giorni dopo, su sollecitazione di Burckhardt, lo storico Franz Overbeck, uno dei pochi amici di Nietsche, lo andrà a recuperare a Torino per condurlo, dopo un breve ricovero a Basilea, in un sanatorio a Jena assistito dalla madre. Un insieme devastante di malattie, fisiche e psichiche, frustrazioni e insuccessi lo ha irrimediabilmente ridotto ad uno stato di semi incoscienza.

La storia umana di Nietzsche percorre una strada inversamente proporzionale alla sua fama filosofica (l’una inizia bene e finisce male, l’altra inizia male, anzi malissimo e finisce grandiosa), quasi a ricordare la doppiezza della sua esistenza, come egli stesso dichiarerà in Ecce Homo. L’esoticità di Nietzsche ruota intorno al continuo mescolarsi di esperienze individuali e personali con la storia generale dell’umanità. Profeta di se stesso e della storia del Novecento.

Nietzsche era nato a Röcken, presso Lipsia, il 15 ottobre 1844, da un pastore protestante karl Ludwig Nietzsche e dalla figlia di un pastore protestante Franziscka Oehler. Oltre a Friedrich hanno come figlia Elisabeth (che avrà un ruolo nel redigere le opere postume del fratello) e Joseph che però morirà infante. A quattro anni il padre muore a causa di un rommolimento celebrale. La madre con lui e la sorella si spostaranno nella cittadina di Naumburg dove Friedrich inizia gli studi. Questo fu uno dei grandi drammi della sua esistenza. Egli in Ecce Homo descriverà il padre con amorevolezza:

Considero un gran privilegio aver avuto un tal padre: i contadini davanti ai quali predicava non dicevano che un angelo avrebbe dovuto assomigliargli.

Al contempo esaltava la sua origine polacca e denigrava invece la discendenza materna:

Io sono un nobiluomo polacco pur sang, in cui non c'è neppure una goccia di sangue cattivo e tantomeno di sangue tedesco. Se cerco la più profonda antitesi di me stesso, incalcolabile volgarità degli istinti, trovo sempre mia madre e mia sorella,- credermi imparentato con una tal canaille sarebbe una bestemmia contro la mia divinità. Il trattamento che ricevo, fino a questo momento, da parte di mia madre di mia sorella mi ispira un indicibile orrore: qui è all'opera una perfetta macchina infernale, con infallibile sicurezza sul momento in cui si può ferire a sangue. (Nietzsche, Ecce Homo)

Nietzcshe dichiarava di discendere per linea paterna da una nobile famiglia polacca i Nietzscki, che letterarmente si traduce con il termine sterminatore termine di cui andava fierissimo. Al contempo non faceva altro che denigrare i tedeschi e la loro cultura al punto tale che rinunzio alla cittadinanza appena si trasferì in Svizzera.

A rimarcare la contraddittorietà della sua esistenza, dopo essersi diplomato al severissimo collegio di Pforta https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSwAj6Xn4qzvV8CjQ_vVrN1YLTtZ2voiBnBUYNT8ITSwKOA5ZvB ed essersi distinto per il suo ligio ed ordinato studio, abbandona la facoltà di Teologia di Bonn e si trasferisce a quella di Lipsia a seguito del suo maestro di filologia Friedrich Ritschl e pochi anni dopo lungi dal fare il pastore come il padre sarà il profeta della morte di Dio.

Nietzsche non si cimenta, però, nemmeno con la filosofia, anzi per un certo periodo si dedicherà allo studio delle scienze naturali, e prosegue la sua carriera da filologo e per diletto fa il musicista.

Grazie a Friedrich Ritschl nel 1869, non ancora laureato, ottiene l’incarico di professore di filologia classica all’Università svizzera di Basilea. Qui conosce Franz Overbeck e Jacob Burckhardt. Anche qui tiene una doppia vita insegna filologia a Basilea, ma nei fine settimana si trasferisce a Tribschen dove passa il tempo in compagnia di Richard Wagner e la moglie Cosima (che aveva conosciuto nel 1868 a Lipsia). Vive da un lato l’austero clima della storia e della filologia e dall’altro quello social-mondano dell’arte eccentrica wagneriana. E' in questo periodo che rinuncia alla nazionalità prussiana per quella Svizzera. https://elvuelodelalechuza.files.wordpress.com/2014/11/nietzsche-cosima-wagner-e1415894703850.png?w=700

Dopo i primi due/tre anni in cui si distingue per la sua grande capacità didattica e la sua professionalità dà alle stampe nel 1872 La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Questo momento coincide con la prima fase della produzione nietzschiana che coincide con l’insegnamento a Basilea e, dal punto di vista ideale, con la vicinanza filosofica a Schopenhauer e Wagner. Di questa fase fanno parte anche le Quattro considerazioni inattuali (1873-1876). Fatta salva l’approvazione di Wagner La nascita della tragedia incontrerà l’ostilità dei filologi che consideravano la sua lettura della grecità troppo lontana dall’interpretazione classicista, incarnata in quel periodo dall’influente Ulrich von Wilamowitz, anzi essa sarà un vero e proprio scandalo accademico. Gli unici amici con cui lega sono due suoi allievi Peter Gast (Heinrich Koselitz) che curerà la maggior parte delle opere di Nietzsche e Paul Rée che avrà una grande influenza su di lui. All’armoniosa immagine della classicità greca Nietzsche sostituiva l’immagine caotica dei miti https://3.bp.blogspot.com/-AAkB277W7DI/UBQOSvaZlOI/AAAAAAAAJ6Q/OJnNru5ltnI/s1600/Dioniso.jpg. L’impatto è terribile ed imbarazzante per la stessa università di Basilea, che inizia a mostrare disagio verso la figura di Nietzsche che viene marginalizzato dai più. Questa in realtà è l’unica opera di Nietzsche di cui si accorgeranno, ma in negativo, gli studiosi contemporanei. Alla fine però Nietzsche rompe con Wagner che ha prodotto il Parsifal, quest’opera viene infatti considera troppo vicina alla cultura del cristianesimo. Tuttavia il suo modo di vedere rimane estremamente legato a Wagner, E come ci ricorda Russell:

Il superuomo di Nietzsche è assai simile a Sigfrido, con la differenza che conosce il greco. Ciò può sembra strano, ma non è colpa mia. (Russell, Storia della filosofia occidentale)

A questo punto Nietzsche, che ha circa 36 anni, comincia a stare male, da prima prende un congedo temporaneo dall’insegnamento, poi ottiene dall’università di Basilea una pensione di 3000franchi (un assegno modesto per l’epoca) per congedarsi definitivamente, con buona pace dell’università basilese che in lui ormai vedeva solo un personaggio scomodo. Improvvisamente Nietzsche, che aveva passato tutta la sua giovinezza entro un raggio di poco più che 50km, si trasforma in un girovago, una specie di clochard intellettuale http://1995-2015.undo.net/Pressrelease/foto/1300968737b.jpg, un infinito pellegrinaggio tra la Svizzera, la Francia e l’Italia, alla ricerca di luoghi dal clima temperato e ospitale che placassero l'emicrania e l'inquietudine. In Ecce Homo scrive:

mio padre morì a 36 anni: era tenero, Amabile è morboso, come non essere destinato solo a passare oltre- piuttosto un ricordo benevolo della vita, che la vita stessa. nello stesso anno in cui la sua vita declino, declino anche la mia: nel 36esimo hanno la mia vita tocco il punto più basso, vivevo ancora, Tuttavia senza vedere A tre passi da me. allora- era il 1879- lasciali la cattedra di Basilea, e passare l'estate a Saint Moritz, come un'ombra, e l'inverno seguente, il più privo di sole della mia vita, en Naumburg, era un'ombra. fu il mio minimum: Il viandante e la sua ombra, nacque in quel periodo. senza alcun dubbio Allora mi intendevo di ombre. (Nietzsche, Ecce Homo)

E in questi anni che inizia la sua seconda fase, quella così detta illuministica, in cui Nietzsche inizia a manifestare le sue velleità filosofiche. Nel 1878, dopo la fine dell’idillio schopenhaueriano e wagneriano, pubblica Umano troppo umano, è l’anno del centenario della morte di Voltaire a cui Nietzsche dedica lo scritto (che pubblica ovviamente a sue spese).

Passata la crisi dei 36anni scrive Aurora (1881) e La gaia scienza (1882) dove appunto si annuncia la morte di Dio. In questo periodo nell’estate del 1881 in particolare, mentre è in Engadina, seduto su una pietra in riva al lago https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSydwya6bBku5aU50yT9mPqfzEQU4UQrEeBYZhWgDJwKDFUsONJnA ha un'intuizione che sarà alla base della teoria dell’eterno ritorno (se la storia e l'universo avessero un fine lo avrebbero già raggiunto). La sua vita prosegue e nel 1882 si trasferisce a Genova dove lo raggiunge Paul Rée.

La felicità della mia esistenza la sua unicità forse sta nella sua fatalità: per parlare per enigmi, In quanto mio padre sono già morto, in quanto mia madre vivo ancora in vecchio. Questa doppia origine per così dire dal più alto come dal più basso germoglio sulla scala della vita, decadente e insieme cominciamento- se c'è qualcosa che spieghi quella neutralità, quella libertà da ogni fazione di fronte al problema della vita nel suo complesso, che forse mi costa contraddistingue è proprio questo. Io, per i segni della sede del declino più foto di quanto un uomo abbia mai avuto, io sono, in questo il maestro per eccellenza,- conosco l'una e l'altro, sono l'una e l'altro. (Nietzsche, Ecce Homo)

Nel maggio del 1882 accade l’evento che segna l’ennesimo dramma della sua esistenza. A Roma, infatti, incontra la diciannovenne russa Lou Salomé, una delle più belle donne del tempo figlia di un generale zarista colta e poliglotta. Nietzsche se ne innamora perdutamente, ma anche l'amico Rée. Entrambi chiederanno la sua mano, ma saranno ambedue rifiutati. Tuttavia la ragazza rimane con i due pensatori per diverse settimane tanto da fare immaginare al filosofo tedesco di poter costruire una sorta di trio intellettuale-sentimentale.

https://antoniodileta.files.wordpress.com/2012/12/lou_von_salome_paul_ree_nietzsche.jpg

La ragazza, tuttavia, dopo un po' si annoia di questa sottospecie di gioco erotico e il 5 novembre insieme al Rée parte alla volta di Parigi. Questo evento rappresenta per Nietzsche un colpo durissimo che ne peggiora le condizioni psicofisiche. Egli si trasferisce a Rapallo dove abusa di una grande quantità di farmaci come il cloralio, qui nel gennaio del 1883 inizia anche la stesura di Così parlo Zarathustra con questa opera si ha progressivo passaggio alla fase cosiddetta profetica. Nel 1886 pubblica Al di là del bene e del male e di seguito la Genealogia della morale (1887).

In aprile del 1888 si trasferisce a Torino, città che gli piace moltissimo, passa l’estate in Engadina dove però starà male a causa del cattivo tempo e a settembre tornerà a Torino. Qui Nietzsche compone le sue ultime grandi opere Crepuscolo degli idoli, Il caso Wagner; L’Anticristo, Ecce homo rinunciando invece alla stesura della Volontà di Potenza.

Ancora una volta in modo profetico, poco prima del crollo psichico irreversibile del 1889, Nietzsche scrive nella prefazione ad Ecce Homo

In previsione del fatto che fra breve dovrò affrontarlo umanità con l'esigenza più grave che le sia mai stata posta, mi sembra necessario dir chi sono. In fondo è possibile che non si sappia già: poiché non ho mai mancato di dare testimonianza di me [...] In queste circostanze c'è un dovere contro il quale, in fondo, la mia abitudine ancor più logorio dei miei istinti si rivolta, dire cioè: ascoltatemi! poiché io son Questo e quest'altro. E soprattutto non confondetemi con altri! (Nietzsche, Ecce Homo)

Appello caduto nel vuoto se si pensa che egli fu assunto, in buona parte per l’operazione scorretta della sorella, come profeta dell’affermazione della razza tedesca, che egli invece detestava. Ma scherzosamente fu mal identificato anche iconicamente, come ci ha di recente ricordato Maurizio Ferraris che lo confuse con una foto di Umberto I la quale fu inserita nella prima edizione della guida a Nietzsche della Laterza. http://cdn.gelestatic.it/repubblica/blogautore/sites/315/2011/12/Nietzsche3.jpg.

https://le-citazioni.it/media/authors/23864_umberto-i-ditalia.jpeg

La sorella di Nietzsche, con Nietzsche-Archiv, mise insieme le carte del fratello e compose la Volontà di Potenza. https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_F%C3%B6rster-Nietzsche

Rimane da precisare che, nel giro di pochi mesi dal tracollo psicologico in cui Nietzsche era caduto, lo sconosciuto pensatore divenne il filosofo più letto e studiato del Novecento. Una fama di cui Nietzsche non poté nemmeno rendersi conto, vivendo in uno stato semi vegetativo per circa 11 anni dal 1889 fino alla morte avvenuta in casa della sorella a Weimar il 25 agosto del 1900.

https://www.youtube.com/watch?v=FYtArM4HWXE

 

 

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